Incubatori Start up

Incubatori start up cosa sono e a cosa servono. Lo scenario italia dei BIC

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Incubatori start up, o Bic (Business Innovation Centres), essi hanno lo scopo di dare vita ad un cambiamento che acquisisce valore. In Europa questo pezzo importante per lo sviluppo economico riesce ad avere un buono slancio, mentre in Italia ha difficoltà. In Europa sono 200 gli incubatori di start up e ospitano non solo le attività high-tech (47%), ma anche quelle che con la tecnologia non avevano nulla a che fare (36%).

Incubatori Start up: quante italiane e che successo hanno?

Gli Incubatori di Start up o Bic sono 24 in Italia. Il Sud è in testa con 11 centri: il Nord ne conta nove. Gli incubatori italiani di start up sono molto differenti da quelli Usa. Secondo l’Osservatorio dei Bic nel 2012, gli incubatori italiani hanno analizzato 465 richieste di finanziamento per progetti innovativi.

I più bravi a generare start up in Europa sono stati i tedeschi. Questi possono vantare una conversione idea-impresa pari al 47%. La nostra media (9,6%) del 2012 è inferiore rispetto a quella europea (10,6%). In contrasto abbiamo il primato per numero incubatori di start up. Sono 4 volte di più rispetto a quelli presenti in Germania.

Forse sono di numero inferiore, ma le start up italiane riescono a sopravvivere più a lungo. A tre anni dalla loro inaugurazione, il 92% continuano ad essere attive, mentre in Europa sono l’88%.

Finanziamenti regionali: Finanziamenti Regione PiemonteFinanziamenti Regione Lazio

Incubatori Start up: gli impatti sull’occupazione

Il panorama delle nostre start up inizia ad essere più buio se si guarda l’offerta occupazionale delle giovani imprese. Per ogni start-up fondata nel 2012, abbiamo creato solo un posto di lavoro contro i due generati in Europa. Sarà dovuto al fatto che il costo per creare un posto di lavoro in Italia è il doppio di quello medio europeo (38.208 euro contro i 14.534 euro). Anche sui brevetti, l’Italia presenta qualche difficoltà in più. In Europa, la proprietà intellettuale è salvaguardata sei volte di più che in Italia.

Finanziamenti dei Bic

La maggior parte dei fondi dei Business Innovaction Centres sono utilizzati in Italia per la retribuzione del personale. Così come accade in Europa. Ma diversamente dalla situazione europea, in Italia sono ci sono più dipendenti in un’azienda. In Italia, infatti, il 50% dei centri che fanno business a favore dell’innovazione ha tra i 15 e i 25 dipendenti. In Europa invece il 72% dei Bic coinvolge tra le tre e le 14 persone.

Inoltre, gli incubatori di start up italiani hanno più i collaboratori esterni e occupano per più tempo la loro posizione. Il 30% degli esperti coinvolti nei Bic Italiani occupa la poltrona per più di 300 giorni all’anno. In Europa questo accade solo nell‘8% dei casi. All’estero la maggior parte delle collaborazioni esterne (53%) termina nel giro di 50 giorni.

I finanziamenti offerti agli imprenditori da parte dei Bic, derivano da fondi pubblici. Fermo restando che sia i Bic nazionali che quelli stranieri hanno pochissimi fondi propri da offrire.

Cosa non funziona dei Bic italiani?

L’incubatore di start up italiano tipo occupa un buon livello, sia nell’analisi che nelle previsioni. E’ capace di fare modelli ed è di grande supporto per creare un’idea di business. Sul lato pratico è decisamente meno efficace. I grandi assenti nei nostri Bic sono lo sviluppo delle risorse umane, la pianificazione finanziaria, l’accesso alle finanze e la formazione dei nuovi imprenditori. Ovvero, tutto quello che serve a consolidare un’idea. Se è vero che il tasso di mortalità delle startup è altissimo, è pur vero che esistono tante realtà in grado di sostenere gli sforzi iniziali di un’impresa innovativa. Così come esistono altre realtà ancora capaci di accompagnarle nel loro percorso di vita, fornendo strumenti e spazi utili a sviluppare un business efficace.

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