Resto al Sud

Incentivi per l'imprenditoria giovanile leggi e scopri i dettagli del bando Resto al Sud

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Resto al Sud questo il nome del decreto legge approvato il 9 giugno 2017 per favorire la crescita economica delle imprese del  Mezzogiorno.

Il provvedimento del Consiglio dei ministri, conosciuto con il nome Resto al sud, propone un pacchetto di misure per incentivare i nuovi imprenditori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Inoltre, il decreto prevede la nascita delle ZES, le zone economiche speciali.

Se vuoi cercheremo noi per te il bando più adatto per consentire alla tua impresa o alla tua start up di ottenere finanziamenti a fondo perduto.

Compila il nostro breve questionario cliccando qui 

Resto al sud incentivi per agevolare l’imprenditoria giovanile

Se desideri avviare un’attività e hai tra i 18 e i 35 anni, t’interesserà sapere che se abiti nelle regioni interessate dal provvedimento, puoi fare richiesta per un finanziamento fino a 40.000 euro.

Per presentare la domanda, non devi aver beneficiato di altre misure a sostegno dell’imprenditoria nell’ultimo triennio.

Cosa prevede il decreto Resto al sud

L’agevolazione si compone di un 35% a fondo perduto e il restante 65% come prestito a tasso zero riconosciuto dalle banche con la garanzia statale del Fondo centrale.
L’incentivo, gestito da Invitalia, è riservato ai nuovi imprenditori nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria e fornitura di servizi.

Il decreto prevede l’erogazione di massimo 200 mila euro ad azienda.

Chi può presentare la domanda per accedere al finanziamento Resto al Sud?

Potranno fare richiesta le nuove imprese, anche quelle che ancora devono costituirsi. Queste ultime dovranno farlo entro i 60 giorni successivi alla comunicazione positiva circa la fase istruttoria, formando un’impresa individuale, società o cooperativa.
Potranno accedere al finanziamento Resto al Sud anche i giovani che, a seguito di bando pubblico, riceveranno in concessione terreni agricoli abbandonati o incolti.

Cosa sono le zone economiche speciali?

Una delle misure comprese nel decreto prevede l’istituzione delle ZES, le zone economiche speciali che interessano le aree portuali e quelle economicamente ad esse collegate. L’obiettivo è quello di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali e di sperimentare procedure amministrative e di accesso alle infrastrutture per le imprese all’interno delle aree.

Per leggere il comunicato stampa ufficiale del decreto resto al Sud clicca qui

Il provvedimento mette a loro disposizione ulteriori agevolazioni fiscali, oltre a quelle previste dal regime ordinario del credito d’imposta al Sud.

Se hai domande o dubbi inserisci la tua richiesta nei commenti.

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