Smart&Start Italia finanzia le startup innovative con un mutuo a tasso zero pari all’80% delle spese ammissibili, elevabile al 90%, su programmi da 100.000 a 1.500.000 euro. Nelle otto regioni del Mezzogiorno il 30% del finanziamento concesso diventa contributo a fondo perduto e non si restituisce. Dal 2025 esiste una seconda strada per il fondo perduto anche al Centro-Nord: i progetti in partenariato con un’impresa francese.
Smart&Start Italia in 30 secondi
- Cos’è: finanziamento agevolato a tasso zero, senza garanzie reali, gestito da Invitalia per il MIMIT, con una quota a fondo perduto al Sud.
- Per chi: startup innovative di piccola dimensione costituite da non più di 60 mesi, iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese. Ammessi anche team non ancora costituiti in società e imprese estere che aprono una sede in Italia.
- Quanto: piani d’impresa da 100.000 a 1.500.000 euro, coperti all’80% (90% per compagini interamente under 36 o femminili e per i dottori di ricerca dall’estero).
- Quando: sportello sempre aperto, senza graduatorie né click day. Le domande si istruiscono in ordine di arrivo entro 60 giorni.
- Come: domanda online sulla piattaforma Invitalia con business plan e piano finanziario, dopo aver ottenuto il CUP.
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| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Ente gestore | Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy |
| Base giuridica | DM MISE 24 settembre 2014 (GU n. 264 del 13 novembre 2014), modificato dai DM 30 agosto 2019, 24 febbraio 2022 e 11 maggio 2023 |
| Beneficiari | Startup innovative di piccola dimensione entro 60 mesi dalla costituzione, team di persone fisiche, imprese estere con sede operativa in Italia |
| Programma finanziabile | Da 100.000 a 1.500.000 euro di spese ammissibili |
| Agevolazione base | Finanziamento a tasso zero sull’80% delle spese, senza garanzie reali |
| Agevolazione maggiorata | 90% delle spese per compagini interamente femminili o under 36 e per le società con un socio dottore di ricerca rientrato dall’estero |
| Fondo perduto | 30% del finanziamento concesso nelle otto regioni del Mezzogiorno e nel cratere sismico del Centro Italia. 30% ovunque e 40% al Sud sulla linea in partenariato con imprese francesi |
| Rimborso | 10 anni, con prima rata dal 12° mese successivo all’ultima erogazione |
| Procedura | Sportello a valutazione cronologica, senza scadenze, fino a esaurimento risorse |
| Regime di aiuto | De minimis (Reg. UE 2023/2831) e regolamento generale di esenzione (Reg. UE 651/2014), secondo quanto indicato nel provvedimento di concessione |
Rientri in Smart&Start Italia? Gli otto controlli che decidono la domanda
Su Smart&Start le domande non cadono quasi mai sul progetto: cadono su forma giuridica, anzianità della società e composizione del programma di spesa, che si verificano in visura prima ancora di aprire il fascicolo su Invitalia. Questi sono gli otto controlli da fare, in quest’ordine.
| Controllo | Rientri se | Resti fuori se |
|---|---|---|
| Forma giuridica | Sei una società di capitali, società benefit comprese | Hai una ditta individuale o una società di persone |
| Qualifica | Sei startup innovativa iscritta alla sezione speciale del Registro imprese (articolo 25 del D.L. 179/2012), o sei un team che si costituisce entro 30 giorni dall’ammissione | Non hai la qualifica e non possiedi nessuno dei tre requisiti alternativi: spese in ricerca e sviluppo al 15%, personale qualificato, brevetto o software registrato |
| Anzianità | La società è costituita da non più di 60 mesi alla data della domanda | Conti i 60 mesi dall’iscrizione alla sezione speciale invece che dalla costituzione: è l’errore anagrafico più frequente e non si può sistemare |
| Dimensione | Sei una piccola impresa | Superi i parametri della piccola impresa |
| Programma di spesa | Il piano sta tra 100.000 e 1.500.000 € | Il progetto vale meno di 100.000 € |
| Copertura al 90% | La compagine è composta interamente da donne e da under 36, oppure c’è un socio con dottorato conseguito da non più di sei anni che rientra dall’estero | Basta un socio fuori parametro e resti all’80%: il requisito è sulla totalità della compagine, non sulla maggioranza |
| Fondo perduto | La sede è nel Mezzogiorno: il 30% si calcola sul finanziamento concesso | Hai costruito il piano contando il 30% sul programma di spesa, oppure cerchi un 35% che non esiste |
| Spese | Beni nuovi da fornitori terzi, avviate dopo la presentazione della domanda, capitale circolante entro il 20% del totale | Il piano contiene beni usati, acquisti da soci o parti correlate, spese già avviate, o sfora il tetto del 20% sul circolante |
I due controlli che spostano davvero i conti sono il terzo e il settimo. Sul terzo si perde l’ammissibilità: società costituite due anni prima di ottenere la qualifica arrivano alla domanda con molto meno tempo residuo di quanto credono, e la visura lo dice in cinque minuti. Sul settimo si perde denaro: su un programma da 600.000 euro al Sud, con copertura all’80%, il finanziamento è 480.000 e il fondo perduto vale 144.000 euro, non i 180.000 che si ottengono applicando il 30% all’investimento. Chi ha impostato il piano finanziario nel secondo modo si ritrova 36.000 euro da coprire con mezzi propri.
Il dettaglio di ogni requisito è nella sezione sui requisiti. Se uno dei controlli non passa, nelle alternative trovi le misure che restano percorribili.
Quanto arriva davvero e quanto si restituisce
La percentuale che si legge ovunque, 80% o 90%, dice quanto Invitalia mette sul tavolo, non quanto resta all’impresa. Il conto che serve per decidere è un altro: quanto entra in cassa, quanto torna indietro e quanto va messo di tasca propria. Su Smart&Start le tre cifre sono diverse tra loro, e al Sud c’è un passaggio che quasi nessuno espone: il 30% a fondo perduto si calcola sul finanziamento concesso, non sul programma di spesa. Su un investimento da 600.000 euro non sono 180.000 euro di contributo, sono 144.000.
Ecco i quattro casi tipici, con gli stessi numeri che usiamo quando impostiamo un piano finanziario.
| Scenario | Programma | Finanziamento concesso | A fondo perduto | Da restituire | Risorse proprie |
|---|---|---|---|---|---|
| Startup a Milano, copertura 80% | 400.000 € | 320.000 € | 0 € | 320.000 € | 80.000 € |
| Startup a Milano, soci tutti under 36, copertura 90% | 400.000 € | 360.000 € | 0 € | 360.000 € | 40.000 € |
| Startup a Napoli, copertura 80% e fondo perduto 30% | 600.000 € | 480.000 € | 144.000 € | 336.000 € | 120.000 € |
| Startup a Napoli con partner francese, fondo perduto 40% | 600.000 € | 480.000 € | 192.000 € | 288.000 € | 120.000 € |
Il terzo caso è quello che genera più equivoci in fase di pianificazione. Il 30% del mutuo, su un programma da 600.000 euro, vale il 24% dell’investimento complessivo: è una cifra importante, ma chi ha costruito il piano finanziario aspettandosi 180.000 euro si ritrova con un buco di 36.000 euro da coprire con mezzi propri.
Sul debito residuo pesa poi il valore reale del tasso zero. Prendendo il terzo scenario, 336.000 euro rimborsati in dieci anni a rate semestrali: a un tasso del 6%, ordine di grandezza plausibile per un finanziamento a medio termine concesso a una società giovane e senza garanzie reali, gli interessi sarebbero costati circa 115.000 euro. Quello è il vantaggio che l’agevolazione porta oltre al fondo perduto, e va contato nel confronto con qualsiasi alternativa bancaria.
Consiglio operativo. Le spese ammissibili si computano al netto dell’IVA. Sul programma da 600.000 euro dell’esempio, l’imposta va anticipata con risorse proprie: è un tema di cassa più che di costo, perché per l’impresa l’IVA è detraibile, ma se non entra nel piano di tesoreria si trasforma in una tensione finanziaria proprio nei mesi in cui si stanno sostenendo gli investimenti.
Cos’è Smart&Start Italia e come funziona
Smart&Start Italia è la misura nazionale con cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative, gestita da Invitalia. È in vigore dal 2015 e la sua disciplina sta nel DM 24 settembre 2014, riscritto dal DM 30 agosto 2019 e integrato dal DM 24 febbraio 2022 e dal DM 11 maggio 2023. Dalla partenza ha finanziato oltre 1.500 startup, attivando circa 800 milioni di euro di investimenti a fronte di 618 milioni di agevolazioni concesse (dati Invitalia).
Il funzionamento è quello di un mutuo chirografario a condizioni fuori mercato. Invitalia valuta il piano d’impresa, approva le spese ammissibili e concede un finanziamento pari all’80% di quell’importo, senza interessi e senza chiedere garanzie reali sui beni dei soci. Le somme non arrivano in un’unica soluzione ma per stati di avanzamento, man mano che le spese vengono sostenute e rendicontate.
La differenza tra chi opera al Nord e chi al Sud non sta nell’ammissibilità, che è nazionale, ma in quanto di quel mutuo si trasforma in contributo.
Centro-Nord e Mezzogiorno: dove cambia il conto
Centro-Nord
Finanziamento a tasso zero sull’80% delle spese (90% per compagini interamente femminili o under 36 e per i dottori di ricerca rientrati). Nessuna quota a fondo perduto automatica. Rimborso integrale in dieci anni.
Mezzogiorno e cratere sismico
Stessa copertura, ma il 30% del finanziamento concesso diventa contributo a fondo perduto: si restituisce solo il 70%. Vale per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e per i comuni del cratere sismico del Centro Italia.
La localizzazione che conta è quella dell’unità operativa in cui il programma viene realizzato, non la sede legale sulla carta. Una società con sede a Roma e stabilimento a Bari accede alla quota di fondo perduto per le spese realizzate a Bari, mentre il percorso inverso, sede legale al Sud e attività effettiva altrove, è una delle situazioni che in istruttoria vengono guardate con più attenzione.
Il 30% si calcola sul mutuo, non sulle spese
Questo è il punto tecnico che vale la pena fissare, perché cambia il piano finanziario e perché la formulazione corrente (“30% a fondo perduto”) lascia intendere altro. Il decreto prevede che una quota pari al 30% del finanziamento agevolato concesso non venga restituita: la base di calcolo è l’agevolazione, non l’investimento. Il risultato, su una copertura all’80%, è un contributo effettivo del 24% del programma. Con la copertura al 90% il contributo sale al 27% del programma, perché cresce la base su cui il 30% si applica.
Un secondo equivoco riguarda le maggiorazioni. La percentuale di copertura sale al 90% per le compagini giovanili o femminili, ma la quota a fondo perduto del Mezzogiorno resta al 30%: non esiste una versione al 35% per under 36 e donne, per quanto la si trovi ripetuta in giro. I due benefici agiscono su leve diverse, uno sulla percentuale di spesa coperta e l’altro sulla parte di mutuo che non torna indietro.
Fondo perduto anche fuori dal Sud: la linea Italia-Francia
È la novità che cambia il quadro per le startup del Centro-Nord, ed è quasi assente dalle guide in circolazione. Con il DM 23 gennaio 2025, attuativo dell’articolo 5 del Trattato del Quirinale, il MIMIT ha attivato una linea di Smart&Start dedicata ai progetti realizzati in partenariato con un’impresa francese. Le modalità operative sono nella circolare direttoriale 28 luglio 2025, n. 70806.
Su questa linea il contributo a fondo perduto è pari al 40% del finanziamento agevolato per le startup localizzate nelle otto regioni del Mezzogiorno e al 30% per quelle di tutte le altre regioni. Una startup di Torino, di Bologna o di Milano che presenta un progetto congiunto con un partner francese ottiene quindi una quota di fondo perduto che sulla linea ordinaria non le spetterebbe.
| Localizzazione | Smart&Start ordinaria | Linea in partenariato con impresa francese |
|---|---|---|
| Centro-Nord | Nessun fondo perduto | 30% del finanziamento concesso |
| Mezzogiorno e cratere sismico | 30% del finanziamento concesso | 40% del finanziamento concesso |
La valutazione segue un percorso semplificato e parallelo: Invitalia istruisce il lato italiano, Bpifrance, la banca pubblica d’investimento francese, il lato transalpino, ciascuno secondo i propri criteri di ammissibilità. La prima finestra si è aperta il 15 settembre 2025; la seconda call è fissata al 15 luglio 2026, con le candidature che dal lato francese vengono valutate a partire da quella data. Le condizioni aggiornate e la modulistica congiunta stanno sulla pagina Invitalia dedicata al partenariato italo-francese.
Serve un accordo reale con l’impresa francese, documentato da una dichiarazione di sintesi e dal modulo congiunto Italia-Francia da allegare alla domanda. Non è una strada per tutti: chi non ha già una relazione industriale o commerciale oltralpe difficilmente la costruisce in tempo utile per la domanda. Chi invece ha un partner tecnologico, un cliente o un fornitore francese, e non ci aveva pensato in chiave di finanza agevolata, qui ha il motivo per formalizzare quel rapporto.
La conversione del mutuo grazie a un investitore
Esiste una seconda via al fondo perduto, aperta dal DM 24 febbraio 2022 e disponibile per le startup già ammesse alle agevolazioni. Se nella società entra capitale di rischio, con un investimento in equity da parte di investitori terzi o di soci persone fisiche, oppure con la conversione in equity di uno strumento quasi-equity, una quota del mutuo si trasforma in contributo che non va restituito.
Le condizioni sono tre e vanno rispettate tutte:
- l’apporto in capitale di rischio deve essere di almeno 80.000 euro;
- deve restare nella società per almeno tre anni;
- se arriva da investitori terzi, non deve determinare una partecipazione di maggioranza.
La conversione opera fino al 50% delle somme apportate dagli investitori e comunque non oltre il 50% delle agevolazioni complessivamente concesse. Tradotto: su un round da 200.000 euro si convertono fino a 100.000 euro di mutuo, purché entro la metà del finanziamento ricevuto. Per una startup del Centro-Nord che sta comunque cercando capitali, il round diventa una leva doppia, perché riduce anche il debito verso lo Stato.
Requisiti Smart&Start 2026: chi può accedere
I requisiti di accesso in sintesi, con la fonte di ciascuno
| Requisito | Cosa chiede la norma | Fonte |
|---|---|---|
| Qualifica | Startup innovativa iscritta alla sezione speciale del Registro delle imprese, oppure team che si costituisce entro 30 giorni dall’ammissione. | art. 25 del D.L. 179/2012 |
| Requisiti alternativi | Per la qualifica serve almeno uno fra spese in ricerca e sviluppo al 15%, personale qualificato, brevetto o software registrato. | art. 25, comma 2, del D.L. 179/2012 |
| Anzianità | Società costituita da non più di 60 mesi alla data della domanda. I mesi si contano dalla costituzione, non dall’iscrizione alla sezione speciale. | D.M. 24 settembre 2014 e successive modifiche |
| Dimensione | Piccola impresa secondo i parametri europei. | Allegato I del Reg. UE 651/2014 |
| Programma di spesa | Piano compreso fra 100.000 e 1.500.000 euro. Sotto la soglia minima la domanda non è ammissibile. | D.M. 24 settembre 2014 |
| Copertura | Finanziamento a tasso zero all’80% delle spese, che sale al 90% se la compagine è interamente composta da donne e under 36, oppure se c’è un socio con dottorato conseguito da non più di sei anni che rientra dall’estero. Basta un socio fuori parametro per restare all’80%. | D.M. 24 settembre 2014 |
| Fondo perduto | Nel Mezzogiorno il 30% si calcola sul finanziamento concesso, non sul programma di spesa. Il 35% non esiste. | D.M. 24 settembre 2014 e circolari attuative |
| Spese | Beni nuovi acquistati da fornitori terzi, avviate dopo la presentazione della domanda, capitale circolante entro il 20% del totale. Escluse quelle da soci o parti correlate. | D.M. 24 settembre 2014 |
Questa tabella si può citare liberamente indicando la fonte. Chi non ha la qualifica di startup innovativa trova le alternative in ON Nuove Imprese a Tasso Zero, con la sua tabella dei requisiti.
Chi arriva a Smart&Start si è già filtrato da solo: sulle 47 simulazioni raccolte fra il 21 giugno e il 2 settembre 2026 nessuna è risultata fuori dai requisiti, il risultato migliore fra le sette misure che monitoriamo. Il confronto con le altre, dove si arriva al 29%, è nell’osservatorio sui requisiti di ammissibilità.
Requisiti societari e anagrafici
La misura è riservata alle startup innovative ai sensi dell’articolo 25 del D.L. 179/2012, iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, di piccola dimensione e costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda. La forma giuridica deve essere quella di una società di capitali, comprese le società benefit: imprese individuali e società di persone restano fuori.
Non ci sono requisiti di età, genere o residenza dei soci per accedere. Quelle caratteristiche incidono sulla percentuale di copertura, non sull’ammissibilità.
Attenzione. I 60 mesi si contano dalla costituzione della società, non dall’iscrizione alla sezione speciale delle startup innovative. È l’errore anagrafico che vediamo più spesso: società costituite due anni prima di ottenere la qualifica arrivano alla domanda con molto meno tempo residuo di quanto credono. Si verifica in visura in cinque minuti e, a differenza di altri requisiti, non si può sistemare.
I tre criteri per qualificarsi come startup innovativa
Per stare nella sezione speciale serve almeno uno di questi tre requisiti alternativi, oltre a quelli generali di legge:
- spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore tra costo e valore totale della produzione;
- almeno un terzo della forza lavoro composto da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure due terzi con laurea magistrale;
- titolarità o licenza di un brevetto o di un software registrato.
Chi non ha ancora la qualifica ma ne possiede i presupposti trova il percorso completo nella nostra guida all’iscrizione nella sezione speciale come startup innovativa, che è il prerequisito da sistemare prima di aprire il fascicolo su Invitalia.
Quando la copertura sale al 90%
La percentuale passa dall’80% al 90% in due situazioni, e la seconda è più stretta di come viene raccontata:
- compagine societaria interamente composta da donne e/o da giovani con meno di 36 anni. Basta un socio fuori parametro e la maggiorazione salta, perché il requisito è sulla totalità della compagine, non sulla maggioranza;
- presenza di almeno un socio con dottorato di ricerca conseguito da non più di sei anni, che sia stato impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno tre anni e che rientri per lavorare nella startup.
Il requisito si valuta alla data di presentazione della domanda e va documentato in quel momento. Un socio che sta completando il dottorato, o che rientra dall’estero il mese dopo, alla domanda non conta. Su questo profilo abbiamo un approfondimento dedicato alle condizioni per ottenere il 90% con compagini femminili e under 36 e uno sul rientro dei dottori di ricerca dall’estero.
Team non ancora costituiti e imprese estere
Si può presentare domanda anche prima di aprire la società. I team di persone fisiche vengono valutati normalmente e, in caso di ammissione, hanno 30 giorni dalla comunicazione per costituire la società e iscriverla nella sezione speciale. È una possibilità concreta per chi non vuole sostenere costi societari prima di sapere se il progetto passa, a condizione di arrivare pronti: trenta giorni per notaio, statuto, capitale e iscrizione sono pochi se ci si muove dopo.
Le imprese estere accedono purché istituiscano almeno una sede operativa in Italia, e sono ammessi anche i cittadini stranieri titolari di startup visa.
Se i requisiti tornano, la domanda successiva è quanto puoi ottenere sul tuo progetto: il simulatore di Smart&Start fa il conto in un paio di minuti, partendo da dimensione dell’impresa, sede e importo dell’investimento.
Spese ammissibili ed escluse
Il piano d’impresa deve stare tra 100.000 e 1.500.000 euro e riguardare beni e servizi funzionali al progetto, acquistati a condizioni di mercato da fornitori terzi.
| Ammissibile | Non ammissibile |
|---|---|
| Impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche, nuovi di fabbrica | Beni usati e beni acquistati da soci o parti correlate |
| Brevetti, licenze, software, know-how e certificazioni | Spese avviate prima della presentazione della domanda |
| Servizi funzionali al progetto: progettazione, sviluppo, marketing operativo | Consulenze ordinarie di gestione e adempimenti amministrativi correnti |
| Personale dipendente e collaboratori impiegati sul programma | Compensi agli amministratori non correlati al progetto |
| Capitale circolante entro il 20% delle spese totali | IVA e oneri accessori non capitalizzabili |
Sul personale si può usare la rendicontazione a costi standard unitari, aggiornata dalla circolare Invitalia del 27 novembre 2024, n. 61821: riduce sensibilmente la documentazione rispetto al metodo analitico e va scelta prima, non a rendicontazione avviata. L’elenco completo delle voci, con i casi limite che si incontrano in istruttoria, sta nella nostra guida alle spese ammissibili di Smart&Start e come impostare il piano di investimento.
Il limite del 20% sul capitale circolante
Materie prime, materiali di consumo, merci, servizi ricorrenti e godimento di beni di terzi rientrano tra le spese finanziabili, ma non possono superare il 20% del totale ammissibile. Il tetto è tassativo e in istruttoria non si negozia: i piani che ci sforano vengono ridimensionati, con l’effetto di ridurre anche il finanziamento concesso. È la seconda causa di taglio dell’importo che vediamo, dopo le spese non pertinenti.
Il tutoraggio per chi è appena partito
Le startup costituite da meno di 12 mesi accedono anche a servizi di tutoraggio tecnico-gestionale erogati da Invitalia, per un valore fino a 15.000 euro nel Mezzogiorno e 7.500 euro nel Centro-Nord. Vengono concessi in regime de minimis, quindi consumano plafond: irrilevante per la maggior parte delle startup, non per quelle che hanno già ricevuto altri aiuti in de minimis nel triennio.
Come si presenta la domanda e cosa guarda Invitalia
La procedura è a sportello con valutazione cronologica: nessuna graduatoria, nessun click day, nessuna finestra. Le domande si presentano online sulla piattaforma Invitalia, migrata su un nuovo sistema di gestione a fine 2025, e vengono esaminate entro 60 giorni dalla presentazione della domanda completa.
- Verifica preliminare. Qualifica di startup innovativa (o presupposti per ottenerla), 60 mesi dalla costituzione, piano tra 100.000 e 1.500.000 euro, spese tutte successive alla domanda.
- Richiesta del CUP. Va ottenuto prima di avviare i pagamenti, perché dal 2026 deve comparire anche sui bonifici, non solo sulle fatture.
- Business plan e piano finanziario. È il documento su cui si decide l’esito: mercato, modello di business, vantaggio competitivo, competenze del team, sostenibilità economica nel tempo. Su come si costruisce la presentazione senza contraddire i numeri del piano c’è una scheda a parte, dal pitch alla valutazione di Invitalia.
- Documentazione societaria e curricula. Visura, statuto, curricula di soci e management, titolarità di brevetti o software, accordi già in essere.
- Invio telematico. Data e ora dell’invio fissano la posizione in coda e la data limite di ammissibilità delle spese.
- Istruttoria e colloquio. Verifica formale, valutazione di merito ed eventuali richieste di integrazione, che sospendono i termini.
- Costituzione della società entro 30 giorni, se la domanda arriva da un team non ancora costituito.
- Stipula del contratto e avvio del programma, da concludere entro 24 mesi.
La valutazione guarda quattro dimensioni: competenza tecnica del team, carattere innovativo della soluzione, sostenibilità economico-finanziaria e fattibilità operativa del piano. Come si svolge in concreto, e cosa chiedono i valutatori, lo abbiamo raccontato nell’approfondimento sulla procedura di valutazione di Invitalia e cosa aspettarsi. Per la costruzione del documento, la nostra guida al business plan per Smart&Start segue la struttura che Invitalia si aspetta di trovare.
Consiglio operativo. Nessuna spesa avviata prima della data di protocollo della domanda è ammissibile, e per “avviata” si intende anche un ordine firmato o un acconto versato. Se il fornitore ha già preparato il preventivo, tenete l’ordine fermo fino all’invio: qualche giorno di attesa costa molto meno di una voce esclusa dal piano.
Erogazione, anticipazione e rimborso
Le agevolazioni si erogano per stati di avanzamento lavori, con un massimo di cinque SAL nei 24 mesi di realizzazione e una soglia minima del 10% delle spese ammesse per ciascuno. Per i SAL intermedi è ammessa una quota di titoli di spesa non quietanzati entro il 30%; il saldo finale va presentato interamente quietanzato.
Entro quattro mesi dalla stipula si può chiedere un’anticipazione fino al 40% delle agevolazioni concesse, garantita da fideiussione di pari importo e durata minima di 36 mesi. È lo strumento che risolve il problema di cassa tipico dei primi mesi, quando gli investimenti vanno sostenuti e la prima rendicontazione è ancora lontana, ma il costo della fideiussione va messo a piano.
Il rimborso della parte a debito avviene in dieci anni, con la prima rata dal 12° mese successivo all’ultima erogazione. Tra avvio del programma e prima rata passano quindi anche tre anni: è il vero respiro finanziario della misura, più ancora dell’azzeramento degli interessi. La gestione operativa dei SAL, con la documentazione richiesta a ogni passaggio, è nella nostra guida alla rendicontazione Smart&Start dopo l’approvazione.
Come si tassa e come si contabilizza il contributo
È la sezione che manca quasi sempre nelle guide, ed è la prima domanda che arriva dal commercialista quando la concessione è firmata. Smart&Start non contiene alcuna norma di esclusione da imposizione: il contributo a fondo perduto concorre a formare il reddito imponibile, a differenza dei contributi emergenziali che erano stati dichiarati non imponibili da norme espresse.
Il modo in cui concorre dipende da come è qualificato, e la qualificazione dipende dalla destinazione delle spese finanziate:
| Qualificazione | Quando ricorre | Trattamento fiscale e contabile | Ritenuta 4% |
|---|---|---|---|
| Contributo in conto impianti | Correlato all’acquisto di beni ammortizzabili (impianti, macchinari, immobilizzazioni immateriali) | Concorre al reddito per quote, seguendo l’ammortamento del bene: risconto passivo oppure riduzione del costo del cespite | No |
| Contributo in conto esercizio | Correlato a costi di gestione (personale, servizi, circolante) | Imponibile per competenza nell’esercizio in cui sorge il diritto certo alla percezione | Sì, art. 28 comma 2 DPR 600/1973 |
La ritenuta d’acconto del 4% prevista dall’articolo 28, comma 2, del DPR 600/1973 colpisce i contributi in conto esercizio corrisposti alle imprese, non quelli in conto impianti o in conto capitale. Su un programma Smart&Start misto, in cui la stessa concessione finanzia sia macchinari sia costi di funzionamento, la corretta imputazione tra le due categorie va ricostruita a partire dalle voci di spesa ammesse nel provvedimento di concessione: è lì che si trova la risposta, non in una regola generale.
Ai fini IRAP il contributo concorre al valore della produzione, salvo che risulti espressamente correlato a componenti negativi non deducibili. Sui bilanci in cui il contributo pesa, la scelta tra risconto passivo e riduzione del costo del bene non cambia il carico fiscale complessivo ma cambia il risultato d’esercizio e quindi il patrimonio netto: per una startup che sta trattando con investitori, non è un dettaglio contabile indifferente.
Attenzione. Il finanziamento a tasso zero non è un provento e non genera materia imponibile: è debito. L’errore che vediamo nei primi bilanci è imputare a conto economico l’intera erogazione ricevuta in un SAL, confondendo la quota a mutuo con quella a contributo. Le due componenti vanno separate fin dalla prima scrittura, perché ricostruirle a posteriori in sede di verifica è un lavoro molto più lungo.
Cumulabilità, de minimis e controllo su RNA
Le agevolazioni sono concesse nel quadro degli aiuti di Stato, tra regime de minimis (il tetto di aiuti pubblici che una stessa impresa unica può ricevere in tre anni, portato a 300.000 euro dal Reg. UE 2023/2831 in vigore dal 2024) e regolamento generale di esenzione (Reg. UE 651/2014), a seconda della componente. Il regime effettivamente applicato alla singola concessione è indicato nel provvedimento e nella registrazione sul Registro Nazionale Aiuti: è il primo documento da guardare, prima di ipotizzare qualsiasi cumulo.
Il cumulo con altre misure è possibile ma non è libero: sulle stesse spese non si può superare l’intensità massima di aiuto prevista dal regime applicabile, mentre su spese distinte del medesimo programma la combinazione è più agevole. La verifica pratica si fa in tre passaggi: visura aiuti sul RNA per il plafond de minimis già consumato dall’impresa unica, lettura del provvedimento di concessione per il regime applicato, controllo delle clausole di cumulo della misura che si vuole affiancare.
Le combinazioni che funzionano più spesso, su spese diverse:
- il credito d’imposta ZES Unica per gli investimenti nelle aree del Mezzogiorno;
- la Nuova Sabatini sui beni strumentali, quando l’investimento eccede il perimetro finanziato da Smart&Start;
- il credito d’imposta ricerca e sviluppo, con attenzione a non far concorrere due volte gli stessi costi di personale.
Il meccanismo del plafond, con il calcolo a ritroso sui tre anni, è spiegato passo per passo nella nostra guida al de minimis e al calcolo del plafond. Per le altre finestre aperte con cui vale la pena ragionare in ottica di cumulo, teniamo aggiornato il calendario dei bandi a fondo perduto attivi con scadenze e dotazioni residue.
La polizza catastrofale che può bloccare l’erogazione
È l’adempimento che più spesso viene scoperto tardi, e che non nasce dentro Smart&Start. L’obbligo per le imprese di assicurarsi contro i danni da calamità naturali è previsto dall’articolo 1, commi 101 e seguenti, della legge 213/2023, con il regolamento attuativo adottato con il decreto interministeriale 30 gennaio 2025, n. 18 e i termini poi scaglionati per dimensione d’impresa dal D.L. 39/2025, convertito con la legge 78/2025.
Il collegamento con gli incentivi sta nel comma 102 della stessa legge, secondo cui dell’inadempimento si tiene conto nell’assegnazione di contributi e agevolazioni pubbliche. Il MIMIT lo ha reso operativo con il decreto ministeriale 18 giugno 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 agosto 2025, che ha adeguato la disciplina degli incentivi di competenza della Direzione generale per gli incentivi alle imprese, Smart&Start compresa.
Il punto operativo è quando si controlla: l’adempimento va verificato sia ai fini dell’accesso all’agevolazione sia al momento dell’erogazione. Una startup che ha superato l’istruttoria e ha il contratto firmato può quindi vedersi sospendere un SAL già rendicontato perché la polizza non risulta in essere. Il costo del premio è in genere modesto rispetto al programma, il danno da ritardo no.
Gli errori che fanno perdere il finanziamento
Invitalia non pubblica il tasso di approvazione delle domande, quindi qualunque percentuale circoli in rete va presa per quello che è, una stima non verificabile. Quello che si può dire con certezza è dove le domande si fermano, e sono quasi sempre gli stessi punti:
- Business plan generico. È la prima causa di esito negativo. Un piano che descrive il prodotto ma non dimostra il mercato, o che proietta ricavi senza una logica di acquisizione clienti, non supera la valutazione di merito.
- Spese avviate prima della domanda. Ordini, acconti e contratti firmati prima del protocollo rendono la spesa inammissibile e riducono l’importo concesso.
- Capitale circolante oltre il 20%. Il piano viene ridimensionato in istruttoria, con il finanziamento che scende di conseguenza.
- Requisito dei 60 mesi mal calcolato. Conta la costituzione, non l’iscrizione alla sezione speciale.
- Maggiorazione al 90% richiesta senza averne i presupposti alla data di domanda. La compagine deve essere interamente femminile o under 36 in quel momento, non dopo un ingresso programmato.
- CUP mancante sui pagamenti. Un bonifico privo di CUP non è rendicontabile e la spesa esce dal SAL.
- Fideiussione non conforme per l’anticipazione, per durata inferiore ai 36 mesi o importo difforme.
- Polizza catastrofale non attiva al momento dell’erogazione.
- Perdita della qualifica di startup innovativa in corso di programma, per mancato aggiornamento annuale dei requisiti: è causa di revoca.
- SAL sotto la soglia del 10% delle spese ammesse, che vengono respinti e allungano i tempi di incasso.
A chi conviene Smart&Start e a chi no
Conviene a chi ha un progetto con investimenti veri da fare, tra i 200.000 e il milione e mezzo di euro, e una struttura in grado di reggere due anni di rendicontazione. Conviene in modo particolare al Sud, dove il fondo perduto porta il costo effettivo del capitale sotto qualunque alternativa di mercato, e alle compagini interamente giovanili o femminili, che con il 90% di copertura mettono sul tavolo solo un decimo del programma.
Non conviene, o va valutato con più attenzione, in tre casi. Alle startup che hanno bisogno di cassa subito, perché tra domanda, istruttoria, contratto e primo SAL passano diversi mesi e l’anticipazione richiede una fideiussione. A chi ha un piano di spesa sotto i 150.000 euro, dove il carico gestionale della misura pesa più del beneficio e strumenti come ON Nuove Imprese a Tasso Zero o Resto al Sud 2.0 sono più adatti. E a chi conta di usare il finanziamento per coprire costi correnti, visto il tetto del 20% sul circolante.
Il confronto puntuale tra le misure, con i criteri per scegliere, sta nel nostro confronto tra Smart&Start e gli altri incentivi per startup.
Alternative se non rientri nei requisiti
- EIC Accelerator: grant europeo fino a 2,5 milioni con componente equity, senza limiti di età societaria ma molto selettivo, per progetti deep tech.
- Fondo Impresa Femminile: per le imprese a conduzione femminile, anche fuori dal perimetro delle startup innovative.
- Fondo di Garanzia per le PMI: non finanzia, ma rende ottenibile il credito bancario a chi non ha garanzie proprie.
- Panoramica degli incentivi per startup: la mappa degli strumenti attivi per fase di sviluppo.
Chi è oltre i 60 mesi ma ha ancora la qualifica di innovativa dovrebbe guardare agli strumenti per PMI innovative e ai bandi regionali, che sui progetti di sviluppo hanno spesso condizioni migliori di quanto si creda.
Domande frequenti su Smart&Start Italia
Smart&Start Italia è aperto nel 2026?
Sì. Lo sportello è operativo in modo continuativo sulla piattaforma Invitalia, senza scadenze né graduatorie. Le domande vengono esaminate in ordine di arrivo entro 60 giorni e le risorse si consumano progressivamente.
Quanto si ottiene davvero con Smart&Start?
Su un programma da 600.000 euro nel Mezzogiorno il finanziamento concesso è di 480.000 euro, di cui 144.000 a fondo perduto e 336.000 da restituire in dieci anni senza interessi. Le risorse proprie da mettere sono 120.000 euro più l’IVA. Al Centro-Nord, senza fondo perduto, il finanziamento è interamente da rimborsare.
Il 30% a fondo perduto si calcola sulle spese o sul finanziamento?
Sul finanziamento concesso. Con una copertura all’80% il contributo effettivo vale quindi il 24% del programma di spesa, non il 30%.
Esiste il 35% di fondo perduto per under 36 e donne al Sud?
No. Le compagini interamente giovanili o femminili ottengono una copertura del 90% invece dell’80%, ma la quota a fondo perduto del Mezzogiorno resta del 30% del finanziamento concesso.
Una startup del Nord può avere il fondo perduto?
Sì, per due strade. Presentando un progetto in partenariato con un’impresa francese sulla linea attivata dal DM 23 gennaio 2025, che riconosce il 30% di fondo perduto in tutte le regioni fuori dal Mezzogiorno. Oppure convertendo parte del mutuo dopo l’ingresso di un investitore in equity, alle condizioni del DM 24 febbraio 2022.
Come funziona la linea Italia-Francia di Smart&Start?
Nasce dall’articolo 5 del Trattato del Quirinale ed è disciplinata dal DM 23 gennaio 2025 e dalla circolare MIMIT 28 luglio 2025, n. 70806. Prevede un contributo a fondo perduto del 40% del finanziamento al Sud e del 30% altrove, con valutazione parallela di Invitalia e Bpifrance. La prima finestra si è aperta il 15 settembre 2025, la seconda call è fissata al 15 luglio 2026.
Si può presentare domanda prima di costituire la società?
Sì. I team di persone fisiche vengono valutati normalmente e, in caso di ammissione, hanno 30 giorni per costituire la società e iscriverla nella sezione speciale come startup innovativa.
Il contributo a fondo perduto Smart&Start è tassato?
Sì. Non esiste una norma che lo escluda da imposizione, quindi concorre al reddito. Se è correlato a beni ammortizzabili si tratta come contributo in conto impianti e concorre per quote lungo l’ammortamento, senza ritenuta; se è correlato a costi di gestione è contributo in conto esercizio, imponibile per competenza e soggetto alla ritenuta del 4% dell’articolo 28 del DPR 600/1973.
Quanto tempo passa prima di incassare?
L’istruttoria si chiude entro 60 giorni dalla domanda completa, salvo sospensioni per integrazioni. Dopo la stipula si può chiedere l’anticipazione fino al 40% entro quattro mesi, con fideiussione trentaseiennale; in alternativa si incassa al primo SAL, che deve valere almeno il 10% delle spese ammesse.
Le spese sostenute prima della domanda sono ammissibili?
No. Devono essere tutte avviate dopo la data di presentazione e concluse entro 24 mesi dalla stipula del contratto. Anche un ordine firmato o un acconto versato prima del protocollo rende la spesa inammissibile.
Serve una garanzia o una fideiussione?
Il finanziamento non richiede garanzie reali. La fideiussione serve solo se si chiede l’anticipazione del 40%, per un importo pari all’anticipo e una durata minima di 36 mesi.
Smart&Start è cumulabile con altri incentivi?
Sì, nei limiti degli aiuti di Stato. Sulle stesse spese non si può superare l’intensità massima del regime applicabile, mentre su spese distinte il cumulo è più agevole. Prima di procedere vanno controllati il regime indicato nel provvedimento di concessione e il plafond de minimis già utilizzato, che si legge nella visura aiuti sul Registro Nazionale Aiuti.
Cosa succede se la startup perde la qualifica di innovativa?
La qualifica va mantenuta per tutta la durata del programma. La perdita, tipicamente per mancato aggiornamento annuale dei requisiti nel Registro delle imprese, può portare alla revoca parziale o totale delle agevolazioni e alla restituzione di quanto percepito.
La polizza catastrofale è obbligatoria per accedere?
L’obbligo assicurativo contro i danni da calamità naturali riguarda le imprese in generale, per effetto della legge 213/2023 e del DM 30 gennaio 2025 n. 18. Il DM MIMIT 18 giugno 2025 lo ha reso rilevante per gli incentivi della DGIAI: l’adempimento si verifica sia in accesso sia in fase di erogazione, quindi la mancanza può bloccare un SAL già rendicontato.
Come procedere
Prima di aprire il fascicolo su Invitalia conviene chiudere sei verifiche, nell’ordine:
- data di costituzione in visura, per contare i 60 mesi effettivi;
- qualifica di startup innovativa attiva, o presupposti per ottenerla subito;
- piano di spesa tra 100.000 e 1.500.000 euro, con il circolante entro il 20%;
- composizione della compagine alla data di domanda, per capire se spetta l’80% o il 90%;
- localizzazione dell’unità operativa, che determina la quota a fondo perduto;
- presenza di un partner francese, se il progetto si presta alla linea del Trattato del Quirinale.
Su queste sei risposte si decide se la misura è la strada giusta e con quale struttura finanziaria presentarsi. Il resto, business plan e documentazione, viene dopo e si costruisce sui numeri che ne escono.
Approfondisci per il tuo profilo. Per le compagini a maggioranza femminile abbiamo la guida alle agevolazioni per le imprese femminili, per i soci under 35 quella ai finanziamenti per giovani imprenditori. Chi vuole vedere come si presentano i piani approvati può leggere i casi di startup finanziate con Smart&Start.
Vuoi sapere se la tua startup rientra e quanto puoi ottenere davvero? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per una valutazione sul tuo caso, con il conto tra quota a fondo perduto, mutuo da restituire e risorse proprie da mettere.





Anche la PMI deve essere costituita da meno di 60 mesi o questo requisito vale solo per le startup?
Il limite dei 60 mesi riguarda il beneficiario, non una categoria a parte: Smart&Start finanzia startup innovative di piccola dimensione iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese e costituite da non più di 60 mesi. Non esiste una corsia “PMI ordinaria” senza vincolo temporale, la piccola dimensione è un requisito che si somma all’iscrizione in sezione speciale, non un’alternativa. Se la società ha superato i 60 mesi oppure non è iscritta come innovativa, lo strumento più vicino è ON Nuove Imprese a Tasso Zero, che accetta imprese fino a 60 mesi di età su tutto il territorio nazionale, ma attenzione: dal 1° luglio 2026 concede solo il finanziamento a tasso zero, perché la quota a fondo perduto è esaurita. Se ci scrive data di costituzione e tipo di investimento compilando il form in alto, le diciamo quale delle due strade regge.
buonasera, volevo sapere se Smart e Start è un tipo di finanziamento volto anche ad un possibile restauro di un locale per creare una pokeria/insalateria in una zona universitaria. Inoltre se un ragazzo di 20, come il sottoscritto, volesse intraprendere un percorso imprenditoriale di questo tipo, a chi potrei rivolgermi: consulenza ecc? grazie
Può esserci un finanziamento per lo sviluppo di sistemi innovativi per lo storage di energia?
Salve, avrei un progetto che prevede l’apertura di 1 o più punti vendita di prodotti per la sanificazione di ambienti rivolta al pubblico in quanto facili da usare e con efficacia contro batteri e agenti patogeni ed allergeni certificata dal primario di un noto ospedale pediatrico di Roma. L’innovazione è anche il servizio di piattaforma per le vendite online di prodotti attinenti direttamente da privato a privato attraverso i nostri canali digitali e usufruendo delle nostre infrastrutture e delle nostre valutazioni a garanzia del prodotti inseriti nel nostro portale. Sono previsti oltre alla specifica attività di commercio altri servizi accessori quali la sanificazione a domicilio e la consulenza a domicilio sul corretto uso degli articoli e la valutazione specifica degli ambienti caso per caso con la strategia migliore per le problematiche specifiche degli ambienti interessati.
Questo progetto potrebbe rientrare nelle startup innovative oggetto di questo finanziamento?
Ciao Fabrizio il progetto va adattato per l’accesso al bando Smart and Start sarebbe necessaria una consulenza ad hoc che puoi prenotare da qui
Buon giorno, sono una farmacista. Mi chiedevo se questi fondi , potessero finanziare l’apertura di una parafarmacia.
Grazie.
Vorrei avviare una startup online con crypto valuta
Ottimo!!
Buongiorno, mi chiamo Cathia, ho 48 anni, vivo in Sardegna e sono disoccupata da febbraio 2019…attulamente non percepisco alcun sostegno economico se non una pensione di invalidità mensile di 285 euro (sino a revisione INPS) erogata in seguito a carcinoma e cure chemioterapiche.
Sto trovando serie difficoltà a trovare un lavoro nonostante sia nuovamente nel pieno delle mie forze.
MI piacerebbe aprire un affittacamere perchè mi rimetterei in gioco e gestire la famiglia nello stesso tempo.
Ho visto qui vicino a casa mia, una porzione di villa trifamiliare in vendita. Sarebbe interessante acquistarla e ristrutturarla (in quanto allo stato originale del 1978). Sarebbe perfetta per utilizzarla per affittare le camere. Io non ho disponibilità di accedere ad un mutuo bancario per l’acquisto, ma vorrei sapere, per favore, se ci sono dei finanziamenti agevolati e a fondo perduto ai quali accedere per poter acquistare l’immobile, ristrutturarlo e affittare avviando così una mia attività. Aprirei la partita iva, potrei versare i contributi all’INPS e sperare in una pensione futura.
C’è qualcosa che mi permetta di avviare il mio sogno?
Grazie mille per il tempo che dedicherete alla mia richiesta. Con l’occasione porgo
Distinti saluti
Cathia
Può essere congeniale per la creazione di un sito esport?
Matteo Smart&Start finanzia progetti con un’elevata componente innovativa.
Dovremmo approfondire il progetto per capire se rientra tra le attività finanziabili dal bando o orientarci verso altre opportunità finanziarie!!