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Giovani tra 18 e 35 anni residenti nel Mezzogiorno possono ottenere fino a 200.000 euro di contributi a fondo perduto con Resto al Sud 2.0. La dotazione complessiva è di 356,4 milioni di euro, gestiti da Invitalia, e le domande si presentano online fino a esaurimento fondi.
Questa misura nasce con un duplice obiettivo: contrastare la disoccupazione giovanile nelle regioni meridionali e invertire la fuga di talenti verso il Nord e l’estero. Non si tratta di un semplice contributo economico. Il programma affianca risorse finanziarie concrete a un percorso formativo strutturato, con voucher dedicati all’accompagnamento imprenditoriale.
Chi può accedere a Resto al Sud 2.0
Il bando definisce con precisione i requisiti per partecipare. Vediamoli nel dettaglio.
Requisiti anagrafici: età compresa tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti alla data di presentazione della domanda. Il requisito deve essere mantenuto fino all’erogazione effettiva del finanziamento.
Requisiti territoriali: residenza in una delle otto regioni ammesse (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) oppure impegno formale a trasferirla entro 60 giorni dall’approvazione. Per le società, almeno il 51% dei soci deve possedere i requisiti.
Condizione occupazionale: il bando si rivolge a disoccupati iscritti ai Centri per l’Impiego, inattivi, beneficiari del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) e working poor con reddito annuo inferiore a 8.145 euro. Non possono partecipare titolari di partita IVA attiva nei 12 mesi precedenti, dipendenti a tempo indeterminato o collaboratori continuativi.
Chi non rientra in questi parametri può valutare altre opportunità di finanza agevolata disponibili per profili diversi.
Quanto puoi ottenere: importi e percentuali
Il meccanismo di finanziamento combina due componenti distinte che possono essere richieste insieme.
Voucher formativi
Servono a rafforzare le competenze imprenditoriali prima e durante l’avvio dell’attività. L’importo varia in base alla tipologia di progetto: 40.000 euro per progetti standard, 50.000 euro per iniziative con caratteristiche innovative, digitali o orientate alla sostenibilità ambientale. Questi fondi coprono corsi di formazione, consulenze specialistiche, tutoraggio e supporto tecnico.
Contributi a fondo perduto
La parte più sostanziosa dell’agevolazione. Le percentuali di copertura sono particolarmente vantaggiose: 75% dell’investimento per spese fino a 120.000 euro, 70% per la quota eccedente fino a 200.000 euro. In termini pratici, su un investimento di 100.000 euro ricevi 75.000 euro senza obbligo di restituzione.
L’importo massimo finanziabile dipende dalla struttura societaria: 60.000 euro per imprenditori individuali e liberi professionisti, 100.000 euro per società con due soci, 200.000 euro per compagini con tre o più soci.
Per un confronto con altre forme di sostegno, consulta l’analisi sui finanziamenti agevolati vs prestiti bancari.
Cosa puoi finanziare
Il bando copre praticamente tutti i settori economici, dall’artigianato ai servizi professionali, dal commercio alle attività digitali. Restano escluse agricoltura primaria, pesca e acquacoltura.
Le spese ammissibili comprendono immobilizzazioni materiali (macchinari, attrezzature, arredi, veicoli commerciali fino al 20% del totale), immobilizzazioni immateriali (software, licenze, brevetti, consulenze tecniche) e spese di gestione del primo anno (materie prime, utenze, marketing iniziale, costi del personale entro limiti definiti).
Non sono ammissibili l’acquisto di immobili, l’IVA recuperabile, le spese sostenute prima dell’approvazione e le consulenze generiche.
I progetti digitali, green e innovativi godono di priorità nella valutazione e accesso al voucher maggiorato. Se la tua idea rientra in questi ambiti, valorizzala adeguatamente nel business plan.
Come presentare domanda
La procedura è interamente digitale attraverso la piattaforma Invitalia. Il primo passo è registrarsi all’area personale utilizzando SPID, CIE o CNS.
La valutazione segue l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Questo significa che la rapidità nella presentazione può fare la differenza. Invitalia comunica l’esito entro 90 giorni dalla ricezione, un tempo ragionevole che permette di pianificare i passi successivi.
Documentazione necessaria
Prima di avviare la candidatura, raccogli questi documenti: documento d’identità valido, codice fiscale, certificazione dello stato occupazionale (disoccupazione, iscrizione GOL o dichiarazione redditi per working poor), business plan secondo il modello Invitalia, preventivi di spesa per tutti gli investimenti previsti, piano economico-finanziario triennale e dichiarazione antimafia.
Per le società serve anche l’atto costitutivo (se già esistente), l’elenco soci con verifica dei requisiti e la ripartizione delle quote. Almeno il 51% deve essere detenuto da soci con i requisiti richiesti.
Errori da evitare
L’esperienza su migliaia di pratiche evidenzia alcune criticità ricorrenti. Il business plan generico o poco realistico è la prima causa di bocciatura: le proiezioni devono essere credibili e coerenti con il mercato di riferimento. I preventivi incompleti o non comparabili rallentano l’istruttoria. La documentazione mancante o errata può portare alla richiesta di integrazioni che allungano i tempi. Infine, sottovalutare la coerenza tra investimenti e obiettivi dichiarati è un errore frequente che compromette la valutazione.
Obblighi dopo l’approvazione
L’approvazione comporta impegni precisi. L’attività deve essere avviata generalmente entro 12 mesi dalla comunicazione di concessione e mantenuta per almeno 5 anni dalla data di erogazione. Eventuali modifiche sostanziali al progetto richiedono autorizzazione preventiva di Invitalia.
La rendicontazione delle spese avviene progressivamente attraverso SAL (Stati di Avanzamento Lavori). Una prima anticipazione viene erogata dopo l’approvazione, i saldi successivi arrivano a seguito della documentazione delle spese effettivamente sostenute. Conserva tutta la documentazione con cura: fatture, pagamenti tracciabili, contratti.
FAQ su Resto al Sud 2.0
Posso partecipare se ho un lavoro part-time? Sì, se rientri nella categoria working poor con reddito annuo inferiore a 8.145 euro. Dovrai dimostrarlo con la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.
Devo restituire i contributi ricevuti? No. I contributi a fondo perduto non vanno rimborsati, a patto di rispettare tutti gli obblighi previsti dal bando, incluso il mantenimento dell’attività per almeno 5 anni.
Il voucher formativo è obbligatorio? No, puoi richiedere solo il contributo per gli investimenti. Il voucher è facoltativo ma rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare competenze gestionali e tecniche.
Posso cumulare questa agevolazione con altri incentivi? La cumulabilità è limitata dai vincoli del regolamento de minimis (massimo 300.000 euro di aiuti pubblici in tre anni per la maggior parte dei settori). Ogni caso va valutato singolarmente verificando la compatibilità con eventuali altri bandi.
Cosa succede se non completo l’investimento nei tempi previsti? Rischi la revoca parziale o totale del contributo. Se prevedi ritardi, richiedi una proroga motivata prima della scadenza: Invitalia valuta le richieste ragionevoli.
Risorse ufficiali
Per informazioni aggiornate consulta sempre le fonti istituzionali:
- Invitalia – Resto al Sud (pagina ufficiale con modulistica e FAQ)
- MIMIT – Ministero delle Imprese (normativa e decreti attuativi)
- Programma GOL (informazioni sul programma Garanzia Occupabilità)
Approfondimenti correlati
- Contributi a fondo perduto: lista completa
- Guide ai bandi di finanziamento
- Approfondimenti sulla finanza agevolata
Resto al Sud 2.0 rappresenta una delle opportunità più concrete per chi vuole avviare un’attività nel Mezzogiorno. La combinazione di contributi a fondo perduto fino al 75% e voucher formativi fino a 50.000 euro crea le condizioni ideali per trasformare un’idea in impresa. La valutazione cronologica premia chi si prepara in anticipo: raccogli la documentazione, costruisci un business plan solido e presenta domanda non appena pronto.





Salve siamo e adulte è una raga
Zza senza lavoro possiamo accedere al fondo perduto per aprire un negozio per mangiare aianim. Ali che a pula non ce
Resto al Sud escludeva l’agricoltura, l’allevamento degli animali ecc. Alcuni dicono che non è vero e nella lista con le attività trattate c’è l’allevamento biologico delle galline ecc, cosa c’è di vero ? l’allevamento è escluso o no ?
buongiorno, vorrei informazioni sui costi di assistenza e consulenza per un progetto Resto al Sud. Grazie
Ho aperto una Srls nel mese di febbraio 24 ho 54 anni e vorrei sapere se posso essere adequato alla legge
Sono interessata a questo progetto
……
vorrei info sul bando grazie
Buongiorno
Sono un ragazzo che ha aperto ditta da poco..
Volevo sapere se potevo accedere ai fondi perduti…