Italia Economia Sociale: la misura per promuovere l’economia sociale

Italia Economia Sociale: la misura per promuovere l’economia sociale

La misura Italia Economia Sociale sostiene la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale finanziando le imprese che lavorano per migliorare la società.

Italia Economia Sociale: i destinatari del bando

Possono partecipare al bando i seguenti tipi di imprese:

  • imprese sociali iscritte nell’apposita sezione del Registro delle Imprese;
  • cooperative sociali e loro consorzi di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 e successive modifiche e integrazioni, iscritti nell’apposito registro e nell’apposita sezione del registro delle imprese ai sensi dell’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo n. 112 del 2017 e successive modifiche e integrazioni;
  • le società cooperative che hanno la qualifica di ONLUS, secondo quanto previsto dagli articoli 101, comma 2, e 102, comma 2, del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 e successive modifiche e integrazioni;
  • imprese culturali e creative che siano società di persone o di capitali e che operino o intendano operare nei settori economici elencati nell’Allegato n. 1 del Decreto Direttoriale 8 agosto 2022.

L’impresa deve quindi:

  • essere iscritta al Registro delle Imprese e inserita negli elenchi, albi, registri previsti dalla rispettiva normativa di riferimento, compreso il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS);
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposta a procedure concorsuali;
  • avere sede legale e operativa nel territorio nazionale;
  • essere in buone condizioni finanziarie;
  • avere un buon rating di credito da parte di una banca e che la stessa banca accetti di finanziare il tuo piano di investimento;
  • non aver spostato la tua attività nella sede per cui stai facendo domanda negli ultimi due anni e accettare di non spostarla per due anni dopo aver ottenuto il finanziamento.

Le aziende possono collaborare a un progetto, fino a un massimo di sei. Se collaborano, devono avere un accordo che indichi le modalità di realizzazione del progetto.

L’accordo dovrà specificare chi farà cosa e i costi a carico di ciascun proponente. L’accordo dovrà anche identificare l’ente capofila, ovvero la persona o il gruppo che sarà responsabile della comunicazione con il Ministero.

Italia Economia Sociale: cosa finanzia

La misura di agevolazione prevede l’erogazione di fondi per programmi di investimento proposti da imprese operanti nell’economia sociale. I programmi di investimento devono prevedere spese ammissibili, al netto dell’IVA, di almeno 100 mila euro e non superiori a 10 milioni di euro.

I programmi devono avere effetti positivi sul territorio, con almeno uno dei seguenti obiettivi:

  • più posti di lavoro per le persone che hanno difficoltà a trovare un’occupazione;
  • inclusione di persone vulnerabili;
  • migliorare e proteggere l’ambiente, rendere le città luoghi migliori in cui vivere e rendere il turismo più sostenibile. Questo include rendere le attività commerciali più rispettose dell’ambiente riducendo le emissioni di carbonio, riutilizzando e riciclando i materiali, riducendo la produzione di rifiuti e utilizzando un design eco-compatibile;
  • Il raggiungimento di obiettivi specifici legati alla conservazione e alla valorizzazione di beni storici e culturali o al perseguimento di scopi culturali, creativi o socialmente utili di rilevante interesse pubblico all’interno di una comunità o di un territorio.

Italia Economia Sociale: le spese ammissibili

I seguenti tipi di interventi possono rientrare nel programma di investimento:

  • Terreni agricoli e loro sistemazioni. A questo scopo può essere utilizzato fino al 10% dell’investimento produttivo totale ammissibile;
  • Edifici, lavori di costruzione/muratura, incluse le ristrutturazioni. Queste spese non possono costituire da sole l’intero programma, ma devono far parte di un piano più ampio;
  • Infrastrutture specifiche per l’azienda agricola;
  • Macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica;
  • Programmi informatici, brevetti, licenze e conoscenze tecniche su nuove tecnologie e prodotti sono costosi. Devono essere presenti nell’attivo di bilancio dell’azienda da almeno 3 anni per le piccole imprese e da 5 anni per le grandi imprese. Se le agevolazioni sono concesse ai sensi dell’articolo 14 del Regolamento n. 651/2014, per le grandi imprese le spese di cui alla presente lettera sono ammissibili in misura non superiore al 50% delle spese totali ammissibili dell’investimento.

Italia Economia Sociale: le agevolazioni

Le agevolazioni ti permettono di ottenere un prestito da rimborsare in un massimo di 15 anni, con un periodo di preammortamento massimo di 4 anni, al tasso agevolato dello 0,5% annuo.

Il prestito agevolato deve essere abbinato a un altro prestito concesso da una banca, a tasso di mercato e per la stessa durata.

Il finanziamento bancario e il finanziamento agevolato sono entrambi regolati da un unico contratto di finanziamento. Ciò significa che un unico contratto copre entrambi i tipi di finanziamento. L’importo della copertura delle spese ammissibili può arrivare all’80%.

In base al contratto di finanziamento, il 30% del finanziamento proviene dalla banca e il 70% dalle sovvenzioni. Ciò significa che le sovvenzioni possono coprire fino al 50% delle spese ammissibili.

Per i programmi di investimento che non riguardano l’agricoltura, la silvicoltura o la pesca, le aziende possono ottenere una sovvenzione nel rispetto dei seguenti limiti:

  • 20% dei costi per i programmi presentati dalle piccole e medie imprese nelle aree del Paese ammesse alla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale. L’importo totale del finanziamento agevolato e del contributo a fondo perduto non può superare il 75% delle spese ammissibili;
  • il 15% delle spese ammissibili che le grandi aziende spendono per programmi in aree del Paese che sono autorizzate a ricevere sovvenzioni dal governo ai sensi dell’articolo 107(3)(a) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea;
  • il 15% delle spese per i programmi presentati da piccole e medie imprese in aree del paese che sono autorizzate ad avere regole diverse ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
  • il 5% delle spese per i programmi presentati dalle grandi imprese nelle aree del Paese che possono beneficiare della restituzione di denaro ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE, prevista dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale;
  • il 5% del denaro speso in programmi da piccole o medie imprese in altre parti del paese.

Italia Economia Sociale: come partecipare al bando

A partire dal 13 ottobre 2022, puoi presentare una domanda a [email protected]

La domanda deve presentata essere in formato elettronico e firmata dal rappresentante legale dell’azienda o da un suo delegato mediante firma digitale.

Fondo Impresa Donna 2023: tutto quello che devi sapere sul bando

Fondo Impresa Donna 2023: tutto quello che devi sapere sul bando

Fondo Impresa Donna è un sostegno finanziario che aiuta le donne ad avviare e far crescere le loro imprese. L’obiettivo è quello di aiutare un maggior numero di donne a diventare imprenditrici e a dare un contributo maggiore allo sviluppo economico e sociale del paese.

Fondo Impresa Donna: come funziona

Il Fondo Impresa Donna finanzia programmi di investimento che si svolgeranno nell’arco di due anni. L’importo massimo erogato è di 250.000 euro per le nuove imprese e di 400.000 euro per le imprese già esistenti.

È possibile accedere a:

  • contributi a fondo perduto destinati principalmente a imprese gestite da donne disoccupate e di qualsiasi età;
  • finanziamenti agevolati, in combinazione anche con contributi a fondo perduto;
  • fondi alle imprese femminili che operano da almeno 36 mesi. Si tratta di un contributo a fondo perduto per il fabbisogno di capitale circolante. Sarà concesso fino all’80% del capitale circolante medio degli ultimi 3 anni fiscali;
  • percorsi di assistenza tecnica e gestionale per le attività di marketing e comunicazione durante il periodo di investimento o il completamento del programma di spesa. Esiste anche un sistema di voucher per accedere a questi servizi;
  • investimenti di capitale, compresa la sottoscrizione di strumenti finanziari azionari, per le imprese guidate da donne tra le startup innovative e le PMI innovative, nei settori individuati in base alle linee guida strategiche nazionali.

Il Ministero collabora anche con le Regioni, i Comuni e diverse organizzazioni per aiutare le donne imprenditrici. Ciò include la fornitura di assistenza finanziaria per i loro programmi. Il Ministro dello Sviluppo Economico deve presentare ogni anno alle Camere una relazione su ciò che è stato fatto e su ciò che deve essere ancora fatto per aiutare le donne a partecipare all’economia.

Fondo Impresa Donna: chi può partecipare

Il Fondo Impresa Donna è destinato alle nuove imprese o alle imprese esistenti avviate da donne. Può trattarsi di:

  • cooperativa o società di persone. L’impresa deve avere almeno il 60% di soci donne e nessuna persona coinvolta nell’impresa deve risultare essere stata condannata per un reato che le impedisca di ottenere un appalto pubblico.
  • società di capitale, con almeno due terzi di azionisti e membri del Consiglio di Amministrazione di sesso femminile purché non abbiano condanne definitive per reati che comportino l’esclusione dagli appalti pubblici;
  • imprese individuali con a capo una donna che non sia stata condannata per reati che impedirebbero di ottenere appalti pubblici;
  • lavoratrici autonome con Partita IVA;
  • persone fisiche che vogliono avviare un’attività e che trasmettono la documentazione di avvenuta costituzione entro 60 giorni dall’approvazione.

La sede legale o operativa dell’impresa deve essere situata in Italia. Questo vale per le aziende, le cooperative, le società o le ditte individuali costituite da meno di un anno.

Possono fare domanda le attività nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo. Esistono programmi di investimento specifici che possono essere realizzati entro 2 anni.

Il tetto massimo di spesa è tra il 250 mila e 400 mila euro e questi incentivi sono cumulabili con altri aiuti di Stato.

Fondo Impresa Donna: le attività ammesse

Le attività ammesse dal Fondo sono le seguenti:

  • produzione di beni industriali, artigianali e trasformazione di prodotti agricoli;
  • fornitura di qualsiasi tipo di servizio;
  • commercio e turismo

Le iniziative poi devono:

  • essere realizzate entro 24 mesi dall’invio del provvedimento;
  • avere costi fino a 250.000 euro per una nuova impresa femminile, o 400.000 euro per un’impresa femminile esistente.

Fondo Impresa Donna: le spese ammissibili

Il Fondo Impresa Donna può essere utilizzato per:

  • nuovi impianti, macchinari e attrezzature;
  • beni immateriali;
  • servizi in cloud per la gestione aziendale;
  • personale dipendente assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda.

Il Fondo Impresa Donna finanzierà solo gli interventi successivi alla presentazione della domanda o all’avvio dell’attività. Il Decreto prevede anche un voucher fino a 5.000 euro per impresa da spendere in assistenza tecnica e di gestione aziendale (di cui 3.000 euro per i servizi di Invitalia).

Inoltre, con una dotazione di 6,2 milioni il Fondo sostiene anche iniziative di promozione dell’imprenditoria femminile nelle scuole e nelle università, attività di orientamento e formazione verso percorsi di studio in discipline scientifiche e azioni di comunicazione per diffondere la cultura d’impresa femminile.

Fondo Impresa Donna: i tipi di agevolazioni

Ci sono due tipi di aiuti offerti dal Fondo Impresa Donna, abbiamo:

  • le agevolazioni per le nuove imprese;
  • gli incentivi per le imprese già esistenti.

Le agevolazioni per le nuove imprese

Per le nuove attività sono previsti contributi a fondo perduto.

Per spese pari o inferiori a 100.000 euro, il fondo coprirà fino all’80% di tali spese, per un massimo di 50.000 euro. Per le donne disoccupate, il fondo coprirà fino al 90% delle spese.

Se invece le spese sono superiori a 100.000 euro ma inferiori a 250.000 euro, il sussidio coprirà il 50% delle spese.

Gli incentivi per le imprese già esistenti

  • Per le aziende che operano da 1 a 3 anni, il fondo può coprire il 50% delle spese. Questo include un contributo a fondo perduto, ovvero denaro che non deve essere restituito, e un finanziamento agevolato della durata di 8 anni, ovvero un prestito senza interessi. L’importo massimo che il fondo coprirà in questo caso è di 400.000 euro.
  • Per le aziende che esistono da più di 3 anni, il fondo coprirà le spese del capitale circolante con un contributo a fondo perduto e le spese di investimento saranno coperte con un finanziamento agevolato. L’importo massimo resta sempre a 400.000 euro.

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Industria e Filiera Conciaria: il contributo a fondo perduto

Industria e Filiera Conciaria: il contributo a fondo perduto

Questa agevolazione è destinata a progetti di investimento che sostengono l’industria conciaria e contribuiscono a proteggere le forniture ad essa necessarie.

Le domande per i progetti di investimento a sostegno dell’industria conciaria e a tutela della sua filiera saranno accettate a partire dal 15 novembre.

Industria e Filiera Conciaria: Cos’è

La misura è promossa da Invitalia ed è destinata ad aiutare l’industria conciaria, che è stata molto danneggiata dalla pandemia COVID-19.

I fondi verranno utilizzati per proteggere le catene di approvvigionamento e per pianificare attività di progettazione, sperimentazione, ricerca e sviluppo nel settore.

A questo scopo saranno messi a disposizione 10 milioni di euro.

Industria e Filiera Conciaria: i destinatari

Possono fare richiesta dell’incentivo le aziende dell’industria conciaria che appartengono a distretti conciari situati nelle regioni Campania, Lombardia, Marche, Toscana e Veneto.

L’elenco dei comuni destinatari è riportato nell’allegato n. 1 del decreto direttoriale del 6 settembre 2022.

Progetti ammessi dal bando

Le aziende devono presentare dei progetti per accedere alle agevolazioni.

I progetti devono rendere le aziende più competitive e avere effetti positivi sul distretto conciario di appartenenza.

I progetti devono inoltre essere innovativi e sostenibili.

Possono includere attività di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale, purché siano strettamente correlate al progetto e non troppo costose.

Questi progetti devono riguardare la realizzazione di nuovi prodotti o il miglioramento delle modalità di produzione.

Il progetto deve permettere di fare una delle seguenti cose:

  • realizzare un nuovo prodotto o servizio;
  • apportare una modifica significativa a un prodotto o servizio esistente;
  • introdurre contenuti e processi digitali;
  • ridurre l’impatto ambientale secondo i principi dell’ecosostenibilità e dell’economia circolare;
  • condividere strumenti e conoscenze per aiutare le imprese del settore conciario a diventare più innovative e internazionali.

Gli stessi progetti possono essere presentati come parte di un progetto di distretto integrato se l’integrazione dei progetti consente alle imprese proponenti di ottenere effettivi vantaggi competitivi, anche secondo una logica di filiera.

Il progetto di distretto integrato deve includere diversi progetti coordinati proposti da imprese operanti nel settore conciario.

I progetti devono essere avviati dopo la data di presentazione della domanda e possono avere un totale di spese ammissibili compreso tra 50 e 200 mila euro.

Se i progetti integrati sono almeno 5, un progetto può avere fino a 500 mila euro di spese ammissibili.

I progetti devono inoltre garantire che gli investimenti non danneggino l’ambiente e che vengano completati entro 18 mesi dalla data di concessione delle agevolazioni.

Industria e Filiera Conciaria: le spese ammissibili

Sono ammissibili le spese legate esclusivamente ai progetti di investimento, quali:

  • acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, comprese le spese di installazione;
  • programmi informatici e licenze software;
  • formazione del personale;
  • acquisto di immobili e lavori di muratura e simili;
  • costi del personale, strumenti, attrezzature, servizi di consulenza e di altro tipo se legati ad attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che possono essere incluse nel progetto.

Fino al 20% delle spese di investimento può essere destinato invece al capitale circolante.

Industria e Filiera Conciaria: le agevolazioni

Puoi ottenere un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese del tuo progetto, a condizione che soddisfi i requisiti de minimis.

L’Autorità di Gestione erogherà i finanziamenti in due rate, dopo che avrai presentato domanda specifica che dimostri che hai effettivamente sostenuto le spese.

Termini e modalità di presentazione della domanda

La domanda di agevolazione dovrà essere presentata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.a. – Invitalia, altrimenti non sarà presa in considerazione.

Puoi trovare le procedure e i moduli necessari sul sito web dell’Agenzia www.invitalia.it, a partire dalle ore 10.00 del 15 novembre 2022.

Tuttavia, puoi iniziare a compilare la tua domanda a partire dalle ore 10.00 dell’8 novembre 2022.

Affidati ad esperti della finanza agevolata.

Bonus Ristoranti 2023: tutto pronto per la presentazione delle domande

Bonus Ristoranti 2023: tutto pronto per la presentazione delle domande

Il bonus ristoranti 2022 è un prestito a fondo perduto che aiuta le imprese del settore gastronomico e agroalimentare, della ristorazione e della somministrazione di alimenti e bevande. L’incentivo è destinato a ristoranti, gelaterie e pasticcerie per finanziare macchinari professionali e altri beni durevoli. Il bonus contribuirà a coprire il 70% dei costi totali, fino a un limite di 30.000 euro per singola azienda.

I destinatari del bonus ristoranti 2022

Il bonus 2022 per ristoranti, pasticcerie e gelaterie è riservato alle attività commerciali con i seguenti codici ATECO:

  • 56.10.11 (Catering con servizio di ristorazione): queste imprese devono essere regolarmente costituite e registrate come attive nel Registro delle Imprese da almeno 10 anni o, in alternativa, devono aver acquistato prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI, SQNZ e prodotti biologici nei 12 mesi precedenti per almeno il 25% degli acquisti totali del periodo;
  • 56.10.30 (Gelaterie e pasticcerie) e 10.71.20 (Produzione di pasticceria fresca): queste attività devono essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese da almeno 10 anni o, in alternativa, aver acquistato prodotti DOP, IGP, SQNPI e biologici per almeno il 5% degli acquisti totali.

Requisiti per accedere al contributi a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto è destinato alle attività di cui sopra che soddisfano i seguenti requisiti:

  • sono nel libero esercizio dei loro diritti
  • non sono in liquidazione volontaria o in procedura fallimentare
  • non sono considerate in difficoltà
  • abbiano rimborsato le somme dovute nel caso in cui abbiano ricevuto sovvenzioni successivamente revocate
  • siano iscritti all’INPS o all’INAIL, abbiano il DURC regolare e siano in regola con gli obblighi fiscali; e
  • non abbiano ricevuto e successivamente non abbiano rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati come illegali o incompatibili dalla Commissione Europea.

I beni acquistabili con il bonus Ristoranti 2022

Le aziende del settore della ristorazione ed in generale della somministrazioni di alimenti e bevande possono ottenere un contributo per l’acquisto di macchinari e attrezzature per l’attività. I macchinari devono rimanere di proprietà dell’azienda per almeno 3 anni. L’azienda può ottenere un sussidio pari al 70% del costo sostenuto, fino ad un massimo di 30.000 euro.

Il bonus Ristoranti 2022 può essere utilizzato per pagare l’acquisto di macchinari professionali e beni aziendali nuovi, biologici e funzionanti. I macchinari devono essere acquistati a prezzi normali di mercato da venditori terzi non collegati all’azienda.

Infine, tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite appositi conti bancari intestati all’azienda in maniera da consentire la tracciabilità.

Come ricevere il bonus Ristoranti 2022

La domanda di erogazione deve essere presentata dall’impresa al Mise entro 30 giorni dalla data di completamento delle spese. L’impresa deve allegare alla domanda

  • copie delle fatture elettroniche per l’acquisto di macchinari professionali e beni strumentali
  • documentazione che attesti la piena tracciabilità delle spese sostenute dall’impresa (mandati di pagamento ed estratti conto)
  • relazione tecnica finale contenente una descrizione degli investimenti effettuati e che attesti il completo pagamento delle relative spese

Il MIPAAF come precisato nel decreto del 04 luglio 2022, entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta, procede all’erogazione parziale o totale di quanto ti è dovuto in base a quanto hai speso per macchinari professionali e altri articoli. Se fornisci una fideiussione bancaria o assicurativa, è anche possibile ricevere immediatamente i fondi.

Come fare la domanda ed entro quando

Per presentare la domanda per il bonus 2022 ristoranti, pasticcerie e gelaterie, dovrai accedere al portale Invitalia dove puoi trovare tutti i termini e le procedure per richiedere il bonus.

Il bando è a sportello e resterà aperto fino ad esaurimento delle risorse disponibili, affidati a consulenti esperti per ottenere il bonus Ristoranti 2022.