Crowdfunding

Crowdfunding e fundrasing sono gli strumenti alternativi ai finanziamenti agevolati che consentono alle start up di reperire i fondi necessari per avviare un impresa

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Crowdfunding sicuramente avrai già sentito parlare di questo fenomeno, e soprattutto avrai letto almeno mille volte questo termine.

Molti definiscono il crowdfunding semplicemente paragonandolo ad un metodo di raccolta fondi online
, in realtà, anche se il fine ultimo è proprio quello, dietro a questo modello economico, si cela un grande significato che dagli ultimi anni a questa parte rappresenta e rappresenterà un sistema con cui sarà possibile dare tono a tutte quelle voci, a tutte quelle persone, che fino a qualche tempo fa non potevano neanche pensare di vedere realizzata la propria idea.

Più o meno tutti sappiamo come funziona un finanziamento o un prestito. Ci si reca presso un istituto di credito o una banca, si fa domanda di erogazione del credito, tutto accompagnato da una miriade di documenti e garanzie che accertino la stabilità della persona, per arrivare alla conclusione che nella maggior parte dei casi non si risulta idonei ad effettuare un’erogazione del prestito.

Allora come fa una persona che ha progetti da finanziare a realizzarli senza avere nessuna base finanziaria?

Ed è da questo concetto che nasce la filosofia del crowdfunding. Infatti la traduzione letterale del termine, significa folla da crowd e fondi/finanziamento da funding. In realtà l’idea in sé, ha radici ben lontane dal nostro presente, l’innovazione sta nel fatto che per la raccolta di fondi si utilizzano i mezzi mediatici, più precisamente la condivisione online. Ed è per questo che ha avuto una rapida diffusione su scala globale, perché permette a tutti, da tutte le parti del mondo, di richiedere dei fondi per realizzare la propria idea senza utilizzare i mezzi di finanziamento classici rappresentati da banche ed istituti di credito.

Crowdfunding: il fundraising in Italia come finanziare un progetto

Si tratta di un sistema che utilizza una piattaforma crowdfunding online, in cui le persone possono inserire le proprie idee, naturalmente con descrizioni dettagliate, modalità di impiego e tempi di realizzazione. È possibile creare una campagna per la produzione di un nuovo oggetto, per la realizzazione di una società, per la creazione di una cooperativa o di un ente benefico o impegnato nel sociale, insomma, qualsiasi cosa che possa creare interesse nelle persone che intendono diventare finanziatori di idee
Sono proprio quest’ultime a definire se l’idea merita di essere portata avanti, e posso assicurati che le persone riescono a capire realmente se un prodotto ha del potenziale e può essere veramente utile alla società.

Il crowdfunding è lo strumento ideale per reperire fondi per start up ed un alternati ai finanziamenti per le start up

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Perché la gente dovrebbe donare dei soldi ad uno sconosciuto?

E proprio qua che risiede il concetto del crowdfunding. Normalmente qualsiasi campagna che si avvalga di questo metodo di finanziamento, propone alle persone una sorta di ricompensa per la donazione fatta. Mi spiego meglio, se ad esempio creassi una campagna dicendo di aver inventato un metodo per raccogliere l’energia solare e trasformarla in energia elettrica, con la possibilità di installare l’apparecchio di mia invenzione in qualsiasi tipo di abitazione, che non richieda enormi spazi per l’istallazione come ad esempio potrebbe richiedere un impianto fotovoltaico, la gente potrebbe essere interessata a vedere realizzato questo prodotto.

Questo perché, se l’idea funziona veramente le ipotesi sono due: la prima è che l’inventore richieda un prestito alla banca per realizzare una propria azienda che produca questi apparecchi. La seconda, in caso la prima non funzionasse, sarebbe quella di vendere il proprio brevetto ad una qualsiasi multinazionale, che sarebbe in grado di produrre l’apparecchio subito in grosse quantità però inserendo sopra un ricarico di 4, 5 o 6 volte più alto rispetto allo stesso prodotto venduto da un’azienda finanziata con il crowdfunding, recludendo la possibilità ad una grossa fetta di persone di godere del bene proposto.

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L’idea è proprio che la generosità, non sia solamente data dalle persone che donano i soldi, ma anche da chi propone la creazione. Infatti solitamente esistono vari livelli di donazione, con cui ad esempio donando una cifra relativamente alta, ad esempio 100 euro, è possibile ricevere il prodotto appena sarà realizzato senza acquistarlo a prezzo di mercato. Oppure se non si ha la possibilità di donare così tanto, è possibile fare donazioni anche con 1 euro, e lo si fa proprio per evitare che un’idea che può essere normale o rivoluzionaria finisca in mano ad una multinazionale che farebbe di tutto per rendere il prodotto una sua esclusiva e fare il prezzo che voglia.

I diversi modelli di crowdfunding utili per le start up che hanno progetti da finanziare

All’interno del termine, ci sono diverse tipologie di raccolta fondi, che si fondano su modelli differenti.

Modello rewards: il modello in questione è il più diffuso, e nel paragrafo precedente ho già fatto un esempio pratico di come avviene. Sintetizzato può essere definito come la campagna a premi, ovvero si mette sulla piattaforma un’idea e in base al valore della donazione si accede ad una serie di ricompense.

Modello Equity Based: questa tipologia differisce, in quanto non si propone un prodotto, ma si propone la creazione di una società o di un ente.

Funziona pressoché in questo modo. La persona o il gruppo di persone interessati alla creazione della propria azienda pubblicano sul proprio sito la possibilità di eseguire delle donazioni con cui è possibile acquistare delle partecipazioni in azioni o quote.

Il modello in questione, in Italia è regolamento è viene spesso utilizzato per il finanziamento di start-up innovative. Si tratta del Regolamento Consob n. 18592/2013 modificato con Delibera n. 19520 del 24 febbraio 2016, che permette alle aziende emergenti di raccogliere fondi vendendo quote/azioni di un’azienda non ancora nata o formata.

Modello social lending o peer-to-peer lending: Si tratta sostanzialmente di un prestito che avviene tra privati. Il modello proposto ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, dopo aver osservato l’incremento, sia dal lato della domanda che da quello di offerta dei capitali.

Per quanto riguarda chi richiede il prestito, si tratta sostanzialmente di persone che decidono di sfruttare questo metodo per evadere dalle numerose pretese di garanzia che vengono richieste dagli istituti bancari. Dall’altro lato ci sono gli investitori, una serie di persone che decidono di assumere un rischio maggiore rispetto all’investimento classico in aziende già avviate con una produzione e un proprio capitale sociale, con però, delle remunerazioni ben più elevate rispetto alle aziende precedentemente descritte.

In tutte le tipologie, chi decide di donare, prestare i soldi o investire in azioni o quote di capitale, è protetto da tutele, che permettono di avvalersi del diritto di recesso entro un determinato periodo, senza dover pagare nessuna penale.

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