MiniPIA Regione Puglia: fondo perduto per Micro e Piccole imprese

MiniPIA Regione Puglia: fondo perduto per Micro e Piccole imprese

Il bando MiniPia, Pacchetti Integrati di Agevolazione, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 12 dell’8 febbraio 2024. Si tratta di un’agevolazione a fondo perduto per consentire alle Micro e Piccole imprese di investire in tecnologie innovative digital e green. Un bel progetto, che va a infoltire il ventaglio delle occasioni per i più piccoli tra gli operatori economici.

In questo articolo troverai tutte le informazioni che cerchi sul bando MiniPIA Regione Puglia: chi può partecipare, come è possibile utilizzare i fondi, quanto è possibile ottenere e come presentare la domanda.

MiniPIA Regione Puglia: quali sono i soggetti beneficiari

Se ti stai domandando se possiedi i requisiti per accedere al finanziamento, allora sappi che al bando MiniPIA Regione Puglia Possono partecipare le Micro e Piccole imprese, le Medie imprese che acquisiscono tale qualifica solo per il tramite delle partecipazioni e i liberi professionisti.

MiniPIA Regione Puglia: gli interventi ammissibili

Vediamo come è possibile spendere i fondi del finanziamento MiniPIA Regione Puglia. I progetti devono prevedere interventi nell’ambito dei seguenti settori:

  • Formazione;
  • Tutela ambientale;
  • Internazionalizzazione

Le spese ammissibili (quelle che nei finanziamenti a fondo perduto sono coperte dall’agevolazione) possono riguardare un gran numero di interventi:

  • La creazione (o l’ampliamento) di una sede o di un nuovo stabilimento;
  • La creazione di nuovi prodotti per diversificare l’attività d’impresa;
  • Acquisto del suolo aziendale (fino al 15% dell’investimento complessivo);
  • Lavori edili ed opere murarie e/o altri interventi assimilabili (incluso l’acquisto stesso dell’immobile);
  • Acquisto di strumentazione, macchinari, impianti e attrezzature (a patto che siano innovativi e green);
  • Acquisto di mezzi mobili targati;
  • Acquisizione di programmi informatici utili alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, nonché di licenze d’uso di software;
  • Acquisto di licenze e brevetti;
  • Studi di fattibilità e progettazione per le opere di cui ai punti precedenti e per migliorare la tutela ambientale.

MiniPIA Regione Puglia: l’agevolazione

Il bando MiniPIA Regione Puglia prevede che l’importo del contributo possa essere calcolato su spese che vanno da un minimo di 30 mila euro, fino ad arrivare a un massimo di 5 milioni di euro. L’agevolazione è nella forma del contributo a fondo perduto.

Per quel che riguarda le limitazioni, il bando MiniPIA Regione Puglia prevede che:

  • Le spese ammissibili non devono superare il 90% del progetto totale;
  • Gli investimenti nell’organizzazione e nell’innovazione dei processi non possono superare la cifra di 1 milione euro;
  • Gli investimenti per le attività di formazione non possono superare i 500 mila euro;
  • Gli investimenti per la tutela dell’ambiente non possono Superare i 3 milioni di euro;
  • Le spese per servizi di consulenza non possono superare 500 mila euro.

MiniPIA Regione Puglia: presentazione della domanda

La data di attivazione è stata fissata al 29 febbraio 2029, la scadenza è ad esaurimento fondi e le domande devono passare attraverso il portale dedicato. Va però precisato che il bando MiniPIA Regione Puglia presenta non poche complessità in fase di elaborazione del progetto e di presentazione della domanda. Per l’istruzione della pratica, quindi, si consiglia di chiedere l’aiuto di un esperto in materia.

Bonus Export Digitale Plus: fondo perduto per esportazione e digital

Bonus Export Digitale Plus: fondo perduto per esportazione e digital

Bonus Export Digitale Plus è un bando Invitalia che prevede la concessione di contributi a fondo perduto per le Micro e Piccole Imprese del comparto manifatturiero che intendono internazionalizzarsi attraverso soluzioni digitali o altre strategie finalizzate all’export.

Uno strumento pensato per rafforzare ancora di più la presenza delle aziende italiane sui mercati internazionali, puntando sul coinvolgimento anche delle realtà imprenditoriali più piccole. Che il made in Italy sia un marchio di qualità riconosciuto in tutto il mondo, infatti, è cosa risaputa, con questo bando Invitalia conta di premere ulteriormente l’acceleratore sull’indotto derivante dalle esportazioni.

In questa breve scheda troverai tutte le informazioni utili per capire se possiedi i requisiti per accedere all’agevolazione, quanto è possibile ottenere, che interventi possono essere realizzati e quali sono le scadenze da rispettare.

Bonus Export Digitale Plus: i beneficiari

Il bando Bonus Export Digitale Plus è aperto a un gran numero di beneficiari. Gli unici requisiti da dover rispettare per accedere al finanziamento sono essenzialmente due:

  • La dimensione dell’impresa: possono richiedere il contributo solo le Micro e Piccole Imprese;
  • Il settore: il bando è aperto alle sole aziende manifatturiere (codice ATECO: C), oltre che alle reti e ai consorzi a cui aderiscano almeno cinque micro e piccole imprese.

Insomma, se la tua azienda rientra in questi parametri e il tuo obiettivo è potenziare le esportazioni, faresti bene a prendere sul serio il bando Bonus Export Digitale Plus e a tralasciare altri finanziamenti Invitalia.

Bonus Export Digitale Plus: cosa fare con il contributo

Ma cosa è possibile fare con il bonus di Bonus Export Digitale Plus? Andiamo a sintetizzare i principali interventi ammissibili:

  • Attività di consulenza finalizzate all’adozione di soluzioni digitali per l’internazionalizzazione;
  • Realizzazione di sistemi di e-commerce, siti e/o app mobile;
  • Realizzazione e/o acquisizione di software pensati per l’export;
  • Traduzioni, shooting, video making, web design e content strategy;
  • Spese per la comunicazione in mercati differenti da quello italiano;
  • Spese per l’upgrade delle dotazioni di hardware necessarie allo sviluppo di processi.

Bonus Export Digitale Plus: l’entità e la forma dell’agevolazione

Il contributo previsto dal bando Bonus Export Digitale Plus è concesso nelle seguenti modalità:

  • alle singole Micro e Piccole Imprese, per un importo pari a 10 mila euro, a fronte di spese ammesse di importo non inferiore, al netto dell’IVA, ad euro 12 mila 500;
  • alle reti e ai consorzi, a patto che siano costituiti da almeno cinque imprese, per un importo pari a 22 mila 500 euro, a fronte di spese ammesse di importo non inferiore, al netto dell’IVA, a 25 mila euro.

Cifre tutt’altro che irrisorie, se si pensa che Bonus Export Digitale Plus si rivolge solo alle aziende più piccole del tessuto economico italiano. Un’occasione da non perdere per chi è alla ricerca di finanziamenti a fondo perduto.

Bonus Export Digitale Plus: scadenza del bando

Il bando Bonus Export Digitale Plus di Invitalia è stato aperto il 13 febbraio 2024, la data ultima per presentare la domanda è invece il 12 aprile 2024. È sempre opportuno precisare che per accedere ad agevolazioni di questa complessità è consigliabile farsi aiutare da un esperto in finanza agevolata. Maggiori informazioni sul sito web di Invitalia.

Piemonte Film Tv Fund 2024: fondo perduto per cinema e audiovisivo

Piemonte Film Tv Fund 2024: fondo perduto per cinema e audiovisivo

Il bando Piemonte Film Tv Fund 2024 nasce con l’obiettivo di stimolare la filiera della produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva per renderla più competitiva attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto. Insomma, tra i finanziamenti della Regione Piemonte ecco un’occasione interessante per chi opera nel settore e ha un’opera da produrre o in produzione. Se ti stai chiedendo se questo bando faccia al caso tuo, leggi questo breve articolo e scoprirai tutto su requisiti, agevolazione e scadenze.

Piemonte Film Tv Fund 2024: requisiti e beneficiari

Possono partecipare al bando Piemonte Film Tv Fund 2024 tutte le PMI (Piccole e Medie Imprese) che rispettano i seguenti requisiti:

  • Essere costituite da almeno due anni, con due bilanci depositati;
  • Avere il proprio core business in “Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi”;
  • Essere produttori indipendenti;
  • Svolgere le attività di produzione di cui al progetto nel territorio della regione Piemonte;
  • Essere produttori o coproduttori dell’opera per la quale si chiede il finanziamento.

Piemonte Film Tv Fund 2024: cosa finanzia il bando

Il bando Piemonte Film Tv Fund 2024 finanzia la produzione di opere audiovisive coprendo le spese relative al personale e alla fornitura di beni e servizi. Le opere finanziate devono rientrare nelle seguenti categorie:

  • lungometraggi di finzione per il cinema;
  • lungometraggi di animazione con durata minima di 52 minuti a principale sfruttamento cinematografico;
  • opere di finzione (singole o seriali) televisive e web, destinate principalmente alla trasmissione televisiva, anche SVOD. Nel caso in cui si tratti di opere di animazione la durata minima è di 24 minuti

Piemonte Film Tv Fund 2024: l’agevolazione prevista

Entrando nel dettaglio dell’agevolazione, vediamo quanto è possibile ottenere grazie al bando Piemonte Film Tv Fund 2024. Innanzitutto, bisogna dire che l’agevolazione ha la forma del contributo a fondo perduto.

Per quel che riguarda le cifre, invece, il contributo non può essere inferiore a 50 mila euro. I massimali, invece, variano a seconda della tipologia di opera per la quale si richiede il finanziamento:

  • fino a 150 mila euro per le opere di animazione singole (televisive e web);
  • fino a 300 mila euro per lungometraggi di finzione e opere di finzione singole (televisive e web);
  • fino a 400 mila euro per lungometraggi di animazione, opere di animazione seriali (televisive e web) e opere di finzione seriali (televisive e web).

Come per molti finanziamenti a fondo perduto, anche nel caso del bando Piemonte Film Tv Fund 2024 la presentazione della domanda presenta non poche difficoltà. Per questo è opportuno chiedere l’aiuto di un esperto di finanza agevolata che possa sostenere l’impresa sia nella scrittura del progetto per ottenere il finanziamento, sia nella pianificazione riguardante il successivo utilizzo dei fondi ottenuti.

Piemonte Film Tv Fund 2024: scadenza del bando

In ultimo, passiamo alle scadenze: le domande per il bando Piemonte Film Tv Fund 2024 possono essere presentate entro le ore 12:00 del 18 marzo 2024. Info e modalità sulla pagina web dedicata.

Design Calling Torino: fondo perduto per Microimprese e PMI

Design Calling Torino: fondo perduto per Microimprese e PMI

Il Bando Design Calling digitale e sostenibile 2023-2024 ha l’obiettivo di sostenere le Micro, Piccole e Medie Imprese torinesi nel percorso di digitalizzazione e transizione green, nonché nello sviluppo di campagne di branding e comunicazione design based.

Design Calling Torino, con una dotazione finanziaria complessiva di 150 mila euro, prevede (al pari di tanti altri finanziamenti a fondo perduto) che l’impresa richiedente produca un progetto di investimenti nei settori di riferimento. Ora cerchiamo di sintetizzare le info principali sul bando: beneficiari, interventi ammissibili, entità dell’agevolazione e scadenze.

Design Calling Torino: i soggetti beneficiari

Moltissimi i potenziali beneficiari del bando Design Calling Torino. Infatti possono accedere all’agevolazione tutte le Micro, Piccole e Medie imprese che abbiano almeno una sede (legale od operativa) nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Torino (che è l’ente finanziatore del bando).

Design Calling Torino: cosa finanzia

I partecipanti al bando Design Calling Torino dovranno mettere in campo iniziative di innovazione design-based rivolte alla transizione green e digitale. Il progetto si articola due fasi principali:

  • Fase 1 – Formazione e tutoraggio dedicato alle imprese: le aziende ricevono coaching e formazione per individuare le necessità e i possibili interventi;
  • Fase 2 – Voucher: vengono erogati i contributi per attività promozionali attraverso i canali digitali, lo sviluppo di applicazioni e/o altri strumenti digitali, e-commerce, sistemi IoT e tecnologie per la blockchain e l’AI. Ma l’azienda potrà investire anche su innovazioni green come la progettazione di packaging sostenibile;

Quanto si può ottenere con Design Calling Torino

Il bando Design Calling Torino prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher. L’importo massimo ottenibile è pari a 5 mila euro e può coprire fino all’80% dei costi ammissibili da bando. Ogni partecipante deve in ogni caso prevedere un investimento minimo di 3 mila euro.

Design Calling Torino: le scadenze

In ultimo, vediamo quali sono le scadenze. Il bando Design Calling Torino è stato attivato il giorno 5 febbraio 2024. Le domande possono essere presentate entro il 28 febbraio 2024 alle ore 17:00. Per la Fase 2, invece, si può presentare richiesta dal 25 giugno 2024 (ore 9:00) al 5 luglio 2024 (ore 17:00). Come per molti finanziamenti regione Piemonte dedicati alle piccole imprese e al commercio, maggiori info sono disponibili sul sito della Camera di Commercio di Torino.

FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia: fondo perduto per piccole imprese

FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia: fondo perduto per piccole imprese

Un bando pensato per incoraggiare lo sviluppo dell’economia siciliana e per contrastare il fenomeno emigratorio che coinvolge l’isola. FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia concede contributi a fondo perduto per micro e piccole imprese da poco costituite o ancora in fase di creazione. Agevolazioni che arrivano a coprire anche il 90% delle spese relativi a progetti imprenditoriali con importi che vanno dai 50 ai 300 mila euro. Tra i requisiti per accedere al bando vi sono la residenza in Sicilia e il protagonismo di giovani e donne. Un’occasione interessante nel panorama italiano dei finanziamenti a fondo perduto.

FAre Impresa in Sicilia: i beneficiari

Iniziamo dal verificare quali sono i soggetti che possono partecipare al bando FAre Impresa in Sicilia. L’agevolazione, come accennato, riguarda sia imprese già costituite che aziende in fase di lancio.

Per quel che riguarda le imprese ancora da costituirsi, la richiesta può essere presentata da:

  • Cittadini di età compresa tra un minimo di 18 e un massimo di 46 anni (non compiuti all’atto della presentazione della domanda) che siano residenti in Sicilia (o che spostino la loro residenza entro e non oltre 60 giorni dal finanziamento del loro progetto);
  • Donne di qualsiasi età che risultino essere residenti in Sicilia o che lo diventino entro 60 giorni dalla notizia di avvenuto finanziamento del progetto presentato.

In entrambi i casi i soggetti beneficiari dovranno costituire l’impresa entro sessanta giorni (centoventi se residenti all’estero) a partire dalla data di comunicazione di ammissione all’agevolazione.

Invece, per quel che riguarda le imprese già costituite, il bando FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia prevede che possano presentare la domanda tutte le MPI (micro e piccole imprese) che posseggano i seguenti requisiti:

  • Possedere almeno una sede produttiva, operativa o legale in Sicilia;
  • Essere attive da non più di 36 mesi;
  • Risultare iscritte al Registro delle imprese;
  • Avere una compagine sociale composta per almeno il 51% di donne o giovani di età compresa tra i 18 e i 46 anni.

Le imprese beneficiarie dell’agevolazione prevista dal bando FAre Impresa in Sicilia potranno operare in un gran numero di settori: dal turismo al commercio, dal comparto produttivo alla somministrazione, fino ad arrivare alle attività relative alla filiera culturale.

FAre Impresa in Sicilia: interventi finanziabili

I progetti finanziati da FAre Impresa in Sicilia dovranno avere come finalità la creazione o l’ampliamento di un’impresa e dovranno dimostrare di perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:

  • Lancio di nuovi prodotti o servizi che permettano di differenziare l’attività dell’azienda;
  • Ottimizzare i processi produttivi o di erogazione dei servizi;
  • Ampliamento del catalogo dell’impresa;
  • Portare avanti attività di ricerca e sviluppo.

FAre Impresa in Sicilia: spese ammissibili

Vediamo ora quali spese possono essere coperte con il contributo a fondo perduto previsto dal bando FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia. Tra le spese ammissibili troviamo:

  • Interventi di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione edile connessi al business del richiedente. Questa voce non può superare il 30% dei costi ammissibili del progetto (40% nel caso di strutture alberghiere o attività ad esse equiparabili);
  • Acquisto di macchinari, impianti, strumentazioni e attrezzature necessarie per lo svolgimento dell’attività economica dell’impresa richiedente;
  • Acquisto e/o sviluppo di strumenti per la digitalizzazione: software, programmi gestionali, piattaforme web. In questo caso, le spese ammissibili devono rimanere al di sotto del 15% dell’importo complessivo;
  • Attività di formazione specialistica e/o consulenza da parte di soggetti terzi.

FAre Impresa in Sicilia: l’agevolazione

Ma quanto è possibile ottenere grazie al bando FAre Impresa in Sicilia – FAInSicilia? L’agevolazione, con l’erogazione di un contributo a fondo perduto, copre fino al 90% delle spese ammissibili di ciascuno dei progetti finanziati. Questi, è bene ricordarlo, dovranno avere un importo di spesa complessivo che va da un minimo di 50 mila a un massimo di 300 mila euro.

FAre Impresa in Sicilia: scadenza del bando

Le domande per partecipare a FAre Impresa in Sicilia possono essere presentate sull’apposita piattaforma web a partire dalle ore 17:00 del 11 marzo 2024, fino alle ore 17:00 del 19 marzo 2024.

Family Friendly Marche: fondo perduto fino a 150 mila euro

Family Friendly Marche: fondo perduto fino a 150 mila euro

Tra i finanziamenti Regione Marche, questo si occupa di finanziare (con contributi a fondo perduto fino a 150 mila euro) investimenti finalizzati all’armonizzazione dei tempi di lavoro e di quelli dedicati alla cura della famiglia. Asili nido, smart working, assistenza per anziani, Family Friendly Marche prevede di promuovere il benessere dei lavoratori puntando su azioni volte a conciliare meglio la sfera lavorativa con quella personale.

Il bando Family Friendly Marche, realizzato nell’ambito della Programmazione Regionale FSE+ 2021-2027, ha una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro. Andiamo ora ad approfondire questa chance.

Family Friendly Marche: a chi si rivolge il bando

Prima di analizzare l’agevolazione, gli interventi finanziabili e le scadenze previste, iniziamo dal vedere chi sono coloro che possono beneficiare del bando Family Friendly Marche:

  • PMI (Piccole e Medie Imprese) in forma singola o associata, a patto che siano iscritte alla Camera di Commercio delle Marche e che abbiano almeno tre dipendenti;
  • Possessori di partita IVA in forma singola o associata, a patto che siano iscritti a Ordini o Collegi Professionali (si parla, quindi, di liberi professionisti, studi associati ecc…).

Family Friendly Marche: che interventi finanzia

Il bando Family Friendly Marche va ad agevolare investimenti che consentano di migliorare il benessere dei dipendenti e di favorire un corretto bilanciamento tra vita professionale e familiare (soprattutto per le lavoratrici).

Gli interventi finanziabili riguardano, quindi, le seguenti azioni:

  • Acquisto di hardware e accessori per favorire lo smart working;
  • Spese per asili nido o, più genericamente, servizi educativi per l’infanzia rivolti ai dipendenti con figli di età compresa tra i 3 mesi e i 6 anni;
  • Spese per l’attivazione di servizi di cura familiari a vantaggio dei lavoratori (anziani non autosufficienti o figli diversamente abili);
  • Attività estive, di pre-scuola e di doposcuola.

Family Friendly Marche: l’agevolazione

Quando si parla di finanziamenti a fondo perduto, sorge spontaneo domandarsi quanto sia possibile ottenere. Nel caso del bando Family Friendly Marche, l’agevolazione è composta in questo modo:

  • Ciascun beneficiario può ricevere fino a 150 mila euro;
  • La spesa minima di ciascun progetto deve essere pari a 30 mila euro;
  • Nel caso di ATI e ATS, invece, le cifre vanno da un minimo di 70 mila a un massimo di 350 mila euro;
  • Ciascun soggetto può beneficiare di un solo finanziamento.

Family Friendly Marche: domanda e scadenze

Il bando Family Friendly Marche è stato attivato il 5 febbraio 2024 e prevede due finestre temporali per l’invio delle domande:

  • dal 5 febbraio 2024 al 30 aprile 2024, ore 18:00;
  • dal 13 gennaio 2025 al 31 marzo 2025, ore 18:00.

Maggiori info e modulistica nella sezione dedicata al finanziamento Family Friendly Marche sul sito regionale. Un ultimo aspetto a cui prestare attenzione: presentare domanda per questo bando non è semplice, la strutturazione del progetto potrebbe richiedere l’aiuto di un esperto di finanza agevolata.

Turismo e Sport: fondo perduto a Varese

Turismo e Sport: fondo perduto a Varese

Fino a 15 mila euro a fondo perduto per progetti di valorizzazione turistico-sportiva del territorio. È questo, in estrema sintesi, che prevede il bando Turismo e Sport Varese, voluto e finanziato dalla Camera di Commercio locale per l’annualità 2024. L’idea è quella di ampliare e qualificare l’offerta turistica del territorio di riferimento, a vantaggio del commercio locale di prossimità. Andiamo a vedere chi può ricevere i fondi, quando presentare la domanda e cosa è possibile finanziare con l’agevolazione Turismo e Sport Varese.

Turismo e Sport Varese: i soggetti beneficiari

Il bando Turismo e Sport Varese si rivolge a un gran numero di soggetti: organizzazioni senza scopo di lucro, PMI (Piccole e Medie Imprese), cooperative, fondazioni, consorzi, istituzioni e aggregazioni costituite da almeno tre soggetti appartenenti alle categorie sopraelencate.

Un ventaglio molto ampio, quindi, quello che raccoglie i beneficiari del finanziamento voluto dalla Camera di Commercio di Varese. Molto più inclusivo di quanto spesso non accada per i finanziamenti a fondo perduto.

Turismo e Sport Varese: cosa finanzia

Quali spese è possibile coprire con il contributo a fondo perduto del bando Turismo e Sport della Camera di Commercio di Varese? Il finanziamento copre i costi di progetti di promozione turistico-sportiva volti ad ampliare e migliorare l’offerta turistica del territorio. Ciascun progetto dovrà realizzarsi nel 2024 e dovrà prevedere una durata pluriennale.

Insomma, l’idea è incentivare comparti in rapida crescita negli ultimi anni, come il cicloturismo, il turismo naturalistico associato al trekking e casistiche in qualche modo equiparabili a queste.

Turismo e Sport Varese: l’agevolazione

Il bando Turismo e Sport Varese prevede l’erogazione ai soggetti beneficiari di un contributo a fondo perduto pari al 50% dei costi del progetto presentato, fino a un massimo di 15 mila euro, per gli eventi realizzati per la prima volta sul territorio, e di 7 mila 500 euro per gli altri eventi.

Turismo e Sport Varese: scadenze del bando

Il bando della CCIAA di Varese per progetti turistico-sportivi apre il 7 febbraio 2024. Una finestra stretta, quella per la presentazione delle domande, considerato che, invece, la scadenza del bando è prevista per il 22 febbraio 2024.

Fonservizi, avviso 1/2024: fondo perduto per piani formativi

Fonservizi, avviso 1/2024: fondo perduto per piani formativi

L’avviso 1/2024 di Fonservizi prevede un bando di finanziamento a fondo perduto per tutte le imprese (singole o raggruppate) che intendono investire nella formazione dei propri dipendenti. La dotazione finanziaria stanziata per i piani formativi è pari a 1 milione 750 mila euro.

La finalità del piano formativo finanziato da Fonservizi deve essere, ovviamente, la crescita della competitività dell’impresa beneficiaria (come peraltro accade quasi sempre nel caso di finanziamenti a fondo perduto).

Beneficiari dell’avviso 1/2024 di Fonservizi

L’avviso 1/2024 di Fonservizi è rivolto a singole imprese, consorzi di aziende e gruppi di imprese che hanno bisogno di realizzare piani formativi per i propri dipendenti. Interessante notare come non vi siano limiti rispetto alla dimensione dell’azienda richiedente o al territorio su cui opera.

Fonservizi, avviso 1/2024: interventi ammissibili

Il bando Fonservizi finanzia, con un contributo a fondo perduto, piani di formazione che possono essere:

  • Individuali: se si intende formare un singolo lavoratore;
  • Aziendali: per organizzare azioni formative che coinvolgono tutto il personale dell’azienda;
  • Multi-aziendali: se riguarda gruppi di impresa o imprese che si sono costituite in Associazione Temporanea d’Impresa/di Scopo (ATI/ATS);
  • Settoriali: per imprese che non si trovano nello stesso gruppo ma operano nella stessa filiera;
  • Territoriali: per le aziende che insistono su uno stesso territorio.

Quanto si può ottenere con il bando Fonservizi

L’entità del finanziamento di cui ciascuna azienda potrà beneficiare varia in base al numero di dipendenti coinvolti nella formazione e associati a matricole INPS di adesione al Fondo:

  • 10 mila euro – fino a 10 dipendenti;
  • 20 mila euro – da 11 a 50 dipendenti;
  • 30 mila euro – Da 51 a 100 dipendenti;
  • 50 mila euro – Da 101 a 250 dipendenti;
  • 75 mila euro – Da 251 a 500 dipendenti;
  • 100 mila euro – Oltre i 500 dipendenti.

L’avviso 1/2024 di Fonservizi prevede, nel caso dei piani multi-aziendali, un’agevolazione di importo non superiore ai 100 mila euro.

Fonservizi, avviso 1/2024: le scadenze da rispettare

Per partecipare al bando Fonservizi di cui all’avviso 1/2024 è necessario inoltrare la propria domanda (con la relativa documentazione) a partire dal 25 marzo 2024 e fino al 24 aprile 2024. Maggiori informazioni e modulistica sono disponibili sul sito Fonservizi.

Negozi Sicuri Firenze: fondo perduto contro vandalismo e danni

Negozi Sicuri Firenze: fondo perduto contro vandalismo e danni

Il bando Negozi Sicuri Firenze eroga finanziamenti a fondo perduto fino a un massimo di 5 mila euro per le imprese che hanno subito danni a causa di atti di vandalismo e che devono quindi sostenere dei costi per il ripristino o che devono investire nella sicurezza dell’attività.

Il finanziamento è stato voluto e finanziato dalla Camera di Commercio e dal Comune di Firenze, con uno stanziamento di fondi complessivo pari a 800 mila euro. Di questi, la metà saranno destinati prioritariamente alle imprese della città di Firenze (poiché stanziati dall’ente comunale).

Andiamo ora a vedere quali sono i beneficiari, quali attività si possono finanziare e quali sono le scadenze del bando Negozi Sicuri Firenze.

Negozi Sicuri Firenze: chi può partecipare

È la prima domanda che ci si pone quando ci si imbatte in un finanziamento a fondo perduto: la mia impresa ha i requisiti per ottenere i fondi? Andiamo a vedere quali caratteristiche devono avere i beneficiari del bando Negozi Sicuri Firenze:

  • Devono essere Micro, Piccole o Medie Imprese della circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Firenze;
  • Devono essere iscritti al Registro delle Imprese;
  • Non devono avere pendenze rispetto agli adempimenti previdenziali e assistenziali o nei confronti della Camera di Commercio;
  • Non devono essere fornitori della Camera di Commercio di Firenze.

Rispetto ai settori, invece, non ci sono limitazioni tranne che per le imprese attive nella pesca, nell’acquicoltura e nel carboniero (escluse dal bando Negozi Sicuri Firenze).

Negozi Sicuri Firenze: cosa fare con i fondi

Vediamo ora in che modo si possono investire i fondi del bando Negozi Sicuri Firenze:

  • Azioni di ripristino dei danni subiti dall’impresa a causa di atti vandalici;
  • Interventi volti a migliorare la sicurezza della sede aziendale per prevenire il danneggiamento.

Parliamo, in parole povere, del ripristino di vetrine, porte di accesso, impianti di allarme e sistemi di videosorveglianza. Ma, come si è detto, il bando Negozi Sicuri Firenze consente anche di finanziare interventi di prevenzione (come il potenziamento dei sistemi antintrusione).

Il finanziamento copre le spese già sostenute, in particolare sono ammesse a contributo le spese fatturate e pagate a partire dal giorno 1 luglio 2023.

Negozi Sicuri Firenze: quanto è possibile ottenere

Negozi Sicuri Firenze prevede contributi a fondo perduto fino a un massimo di 5 mila euro. L’agevolazione sarà pari al 50% delle spese sostenute dall’impresa, che comunque dovranno avere un importo minimo pari a 1.000 euro. Ogni impresa può presentare non più di una richiesta di contributo.

Negozi Sicuri Firenze: scadenze bando

In ultima istanza, andiamo a vedere quanto tempo c’è per partecipare al bando Negozi Sicuri Firenze. Le richieste di contributo potranno essere avanzate a partire dal 12 febbraio 2024 alle ore 9:00. La scadenza, invece, è stata fissata al 31 dicembre 2024 (a meno che non si arrivi prima all’esaurimento dei fondi stanziati dagli enti promotori dell’iniziativa).

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