CCIAA Monte Rosa Laghi Alto Piemonte: voucher fiere 2026 fino a 5.000 euro

Il 10 luglio 2025 la Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte ha aperto alle 12:00 lo sportello dei voucher per le fiere internazionali. L’ultima domanda finanziata è partita alle 14:38 dello stesso giorno, e le 31 arrivate dopo non sono state nemmeno istruite perché i fondi erano finiti. Il Bando Internazionalizzazione 2026 riparte con 350.000 euro, e le domande si inviano dalle 12:00 di giovedì 1° ottobre alle 12:00 di giovedì 22 ottobre 2026, in ordine di arrivo e salvo chiusura anticipata.

Il voucher paga metà delle spese dello stand, fino a 5.000 euro, alle PMI con sede legale o anche solo un’unità locale nelle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, e vale anche per le fiere del 2026 già svolte. Con questi precedenti, chi alle 12:00 del 1° ottobre deve ancora registrarsi al portale SEI o sistemare la firma digitale ha già perso posizioni.

In sintesi: il voucher fiere 2026 della CCIAA Monte Rosa Laghi Alto Piemonte

  • Cosa finanzia: affitto e allestimento dello stand per una fiera internazionale del 2026, all’estero o in Italia (qui solo se certificata), da espositore diretto.
  • Per chi: PMI di tutti i settori con sede legale o unità locale nelle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli.
  • Quanto: 50% delle spese, con almeno 2.000 euro di spesa, fino a 5.000 euro, più 500 euro per ciascuna premialità, con un dubbio sul tetto del 50% che spieghiamo sotto; ritenuta del 4% all’incasso.
  • Quando: dalle 12:00 del 1° ottobre alle 12:00 del 22 ottobre 2026, in ordine cronologico.
  • Come: solo su Re.Start, con firma elettronica qualificata in formato CAdES (.p7m) e PEC, senza bollo.
350.000€Dotazione 2026, un quarto per micro e piccole imprese
5.000€Contributo base massimo, al 50% delle spese
14:38Ultima domanda finanziata nel 2025, il primo giorno
Voce Cosa prevede il bando Dove sta scritto
Atti e risorse Determinazione della Dirigente Area 1 n. 123 del 24/09/2026 e Deliberazione di Giunta n. 57 del 29/06/2026; fondi della maggiorazione del 20% del diritto annuale, DM MIMIT del 17/03/2026 Det. 123/2026, Del. 57/2026
Dotazione 350.000 euro, di cui il 25% (87.500 euro) per le micro e piccole imprese Art. 3
Contributo 50% delle spese ammissibili, massimo 5.000 euro; spesa minima 2.000 euro; erogazione minima 1.000 euro Artt. 3 e 14
Premialità 500 euro con il rating di legalità, 500 euro con la certificazione della parità di genere Art. 4
Regime di aiuto De minimis, Regolamento (UE) 2023/2831 Art. 10
Procedura Sportello valutativo in ordine cronologico, art. 13, comma 2, lettera a) del D.Lgs. 184/2025 Artt. 11 e 12
Tempi Esito entro 90 giorni dalla scadenza del bando; rendicontazione entro 90 giorni dalla concessione Artt. 12 e 14

Chi può chiedere il voucher: imprese di Biella, Novara, VCO e Vercelli, anche con una sola unità locale

I requisiti dell’art. 5 valgono dalla domanda fino alla liquidazione. Serve essere PMI secondo l’Allegato I del Regolamento (UE) 651/2014, con meno di 250 occupati e un fatturato fino a 50 milioni di euro o un bilancio fino a 43 milioni.

Sul territorio il bando è più largo di quanto sembri. Basta la sede legale oppure un’unità locale nelle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, quindi un’impresa con sede a Milano e uno stabilimento a Novara rientra. Il resto si dichiara nel modulo:

  • iscrizione attiva al Registro delle imprese e diritto annuale pagato;
  • nessuna liquidazione volontaria né procedura del Codice della crisi;
  • DURC regolare, oppure la dichiarazione motivata di non essere tenuti all’iscrizione a INPS e INAIL;
  • registrazione al portale SEI e polizza contro i danni catastrofali in regola (legge 213/2023, art. 1, comma 101 e seguenti);
  • nessuna fornitura di servizi in essere con la Camera, salvo le esclusioni di legge (art. 4, comma 6, del DL 95/2012);
  • nessuna causa di decadenza, sospensione o divieto antimafia (art. 67 del D.Lgs. 159/2011) né tentativo di infiltrazione mafiosa a carico di legali rappresentanti, amministratori, soci e sindaci;
  • nessuna sanzione interdittiva dell’art. 9, comma 2, lettera d) del D.Lgs. 231/2001, né altra sanzione che vieta di contrarre con la pubblica amministrazione;
  • nessun legale rappresentante o amministratore condannato con sentenza definitiva o decreto penale irrevocabile per i reati che escludono dagli appalti pubblici;
  • nessuna delocalizzazione o cessazione di attività ai sensi dell’art. 16, commi 1 e 5, del D.Lgs. 184/2025.

SEI e polizza devono esserci già alla data della domanda. La registrazione al portale SEI (Sostegno all’Export dell’Italia) è gratuita ed è un requisito di ammissibilità: farla prima delle 12:00 del 1° ottobre evita di perdere posizioni in coda. Della polizza il modulo chiede numero, data, scadenza e compagnia, oppure il motivo dell’esonero.

Tutti i settori, dentro i limiti del de minimis

Il bando è aperto a tutti i settori, nei confini del de minimis, il regime europeo degli aiuti di piccolo importo. Il Regolamento (UE) 2023/2831 lascia fuori la produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura, alcuni casi di trasformazione e commercializzazione di quei prodotti e gli aiuti all’esportazione, mentre trasporti e attività finanziarie restano dentro. Sulle fiere il considerando 10 dello stesso regolamento è netto ma non assoluto: gli aiuti per i costi di partecipazione a fiere commerciali «non costituiscono di norma aiuti all’esportazione».

Quali fiere valgono: all’estero le internazionali, in Italia solo quelle certificate

Il voucher paga la partecipazione in presenza, mai a distanza, a una fiera internazionale all’estero, nell’Unione europea o fuori, oppure in Italia. Per le fiere italiane c’è un filtro in più, la qualifica di internazionale certificata nel calendario ufficiale approvato dalla Conferenza delle Regioni e pubblicato su regioni.it.

Il calendario in vigore, versione del 22 giugno 2026, divide le fiere in tre elenchi: «Internazionale certificate», con 145 voci, «Internazionale non certificate» e «Nazionali». Conta solo il primo, e il nome della fiera non basta. Lo abbiamo verificato sul tessile biellese e sul Salone del Mobile:

Fiera Date 2026 Foglio del calendario Voucher
Milano Unica (Ideabiella, Shirt Avenue, Moda In) Dal 7 al 9 luglio Internazionale certificate Sì, con le fatture di una fiera già svolta
Milano Unica Dal 20 al 22 gennaio Internazionale non certificate No
Filo International Yarns Exhibition, Milano 11 e 12 febbraio, 15 e 16 settembre Internazionale non certificate No, nonostante «International» nel nome
Salone Internazionale del Mobile, Rho Dal 21 al 26 aprile Internazionale certificate Sì, per chi ha esposto con un’area propria

Contano le date effettive fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, quindi valgono anche le fiere già svolte. Chi ad aprile ha esposto al Salone del Mobile con un’area propria chiede il voucher in questa finestra, con le fatture al posto dei preventivi. Per l’estero il Regolamento non dà né un elenco né un criterio per verificare il carattere internazionale, e nei casi dubbi va chiesta conferma scritta al Servizio Promozione. Se la tua fiera resta fuori, abbiamo raccolto gli altri modi per finanziare la partecipazione alle fiere nel 2026.

Espositore diretto e una sola fiera per domanda

È ammesso solo l’espositore diretto, titolare dell’area espositiva. Chi espone nello stand di un altro soggetto resta fuori e, secondo noi, anche chi sta in una collettiva con l’area intestata all’organizzatore: prima di aderire a una collettiva, fatti dire a chi sarà intestata l’area. Ogni impresa presenta una domanda sola, per un solo evento. Con più fiere in calendario tieni quella con la spesa ammissibile più alta, perché il contributo sale con la spesa finché questa non tocca i 10.000 euro.

Quanto vale il voucher: il 50% delle spese, con il tetto a 5.000 euro

L’art. 3 fissa il 50% delle spese ammissibili, senza tetto di spesa, con la stessa intensità e lo stesso massimale per le fiere in Italia, nell’Unione europea e nei Paesi extra UE. Per l’art. 8 le spese si contano al netto dell’IVA, salvo che l’IVA resti a tuo carico senza possibilità di recupero.

Spese ammesse, IVA esclusa Contributo Incasso dopo la ritenuta del 4%
2.000 euro (minimo) 1.000 euro 960 euro
3.000 euro 1.500 euro 1.440 euro
8.000 euro 4.000 euro 3.840 euro
10.000 euro 5.000 euro 4.800 euro
12.000 euro 5.000 euro, pari al 41,7% 4.800 euro

Oltre i 10.000 euro il tetto si fa sentire, e su uno stand da 25.000 euro il voucher copre il 20%. Il bando rende sugli stand che non superano i 10.000 euro di spese ammesse, dove ne paga la metà. Sopra quella cifra aiuta, ma non sarà il voucher a decidere se andare in fiera.

Le premialità da 500 euro e il punto che il bando lascia aperto

L’art. 4 aggiunge 500 euro con il rating di legalità e 500 euro con la certificazione della parità di genere dell’art. 46-bis del D.Lgs. 198/2006. Sono cumulabili: il rating, in corso di validità, e la certificazione vanno posseduti alla data di presentazione della domanda, e quelli ottenuti dopo non contano. Per le imprese femminili o giovanili la delibera 57 non prevede premialità.

Il nodo è il 50%. L’art. 3 dice che «l’entità massima dell’agevolazione non può superare il 50% delle spese ammissibili», mentre il quadro 22 del modulo calcola il contributo al 50% e poi somma le premialità. Nella lettura A, quella del modulo, le premialità si aggiungono. Nella lettura B il 50% vale anche sul totale, e finché la spesa non supera i 10.000 euro le premialità restano sulla carta. Con una premialità le due letture danno cifre diverse sotto gli 11.000 euro di spesa, con due premialità sotto i 12.000:

Spese ammesse Una premialità, lettura A Una premialità, lettura B Due premialità, lettura A Due premialità, lettura B
3.000 euro 2.000 euro 1.500 euro 2.500 euro 1.500 euro
8.000 euro 4.500 euro 4.000 euro 5.000 euro 4.000 euro
10.000 euro 5.500 euro 5.000 euro 6.000 euro 5.000 euro
12.000 euro 5.500 euro 5.500 euro 6.000 euro 6.000 euro

I 6.000 euro che si leggono in alcune schede sono il caso limite, cioè contributo pieno più le due premialità, con almeno 10.000 euro di spesa nella lettura A e 12.000 nella B. Il 2025 non scioglie il dubbio. Il bando aveva la stessa frase sul 50%, e 15 imprese sono state ammesse per 5.500 euro e una per 6.000, ma gli elenchi di concessione e di liquidazione riportano i contributi, non le spese.

Consiglio operativo. Con una premialità e una spesa sotto gli 11.000 euro, o con due premialità e una spesa sotto i 12.000, fai i conti sulla lettura B e chiedi conferma scritta a [email protected] prima dell’invio. Se poi vale la A trovi soldi in più, non in meno: 500 euro per ogni premialità finché la spesa resta entro i 10.000 euro, meno oltre quella soglia.

La ritenuta del 4% e cosa arriva sul conto

Il voucher arriva al netto della ritenuta del 4%, che il Regolamento aggancia all’art. 43, comma 2, del D.Lgs. 33/2025, il testo unico che dal 1° gennaio 2027 riprende l’art. 28 del DPR 600/1973. È un acconto dell’IRPEF o dell’IRES, non un costo definitivo. Sul contributo pieno arrivano 4.800 euro, con una premialità 5.280, con due 5.760.

Chi non è soggetto alla ritenuta lo motiva, norma compresa, al punto 17 del modulo. A nostro avviso qui non si può invocare l’esclusione per i contributi destinati all’acquisto di beni strumentali, perché il bando esclude proprio quegli acquisti. Su come il voucher entri nel reddito d’impresa e nella base IRAP, e in quale esercizio, il Regolamento tace, e il trattamento va impostato con chi tiene la contabilità.

Spese ammesse: affitto e allestimento dello stand, e nient’altro

L’art. 8 ammette «esclusivamente» affitto e allestimento degli spazi espositivi, e la linea fra ammesso ed escluso passa spesso dentro la stessa voce: gli arredi a noleggio entrano, quelli acquistati, anche in leasing, no.

Tema Entra nel voucher Resta a carico dell’impresa
Area e stand Affitto dell’area espositiva, progettazione dello stand Materiale promozionale e campionari: cataloghi, brochure, biglietti da visita, gadget
Arredi e attrezzature Noleggio di strutture, arredi e attrezzature espositive Acquisto, anche in leasing, di elementi espositivi, arredi, monitor
Costi dell’organizzatore Quote di iscrizione, oneri, diritti fissi e coperture assicurative obbligatori per il regolamento della fiera, fatturati direttamente dall’ente organizzatore Promozione, pubblicità online e offline, sponsorizzazioni e web marketing, anche se proposti dall’ente fiera; polizze stipulate per conto proprio
Servizi in fiera Allacciamenti e consumi (energia, acqua, internet), montaggio, smontaggio e pulizia Spedizione, facchinaggio, trasporto di merci, campionari e materiale da allestimento, operazioni doganali
Persone Hostess, interpretariato e traduzione, solo in presenza e nei giorni di fiera Viaggio e trasferta (voli, treni, pedaggi, carburante, taxi, parcheggi), vitto, alloggio, rappresentanza

Il personale entra solo come servizio acquistato, cioè hostess e interpreti, e le giornate dei tuoi commerciali allo stand non sono una voce ammessa. Prima di firmare il preventivo togli le voci escluse e rifai la somma, perché se scende sotto i 2.000 euro la domanda non raggiunge l’investimento minimo.

Le spese non hanno un termine iniziale, quindi valgono anche fatture anteriori al 2026 per una fiera del 2026 (FAQ n. 1 della Camera), e arrivano fino alla data fissata per la rendicontazione (FAQ n. 3). Preventivi e fatture vanno intestati all’impresa, redatti o convertiti in euro, descritti in italiano o con una breve traduzione, con le singole voci di costo leggibili, e firmati digitalmente.

I fornitori non possono essere in rapporto di controllo o collegamento con l’impresa (art. 2359 del Codice civile) né avere in comune con lei soci, amministratori o procuratori con poteri di rappresentanza. Se cambi fornitore, lo comunichi via PEC a [email protected] prima che il nuovo emetta fattura.

Perché conta l’ora d’invio, e com’è andata nel 2024 e nel 2025

La procedura è a sportello in ordine cronologico, uno dei criteri previsti dall’art. 13, comma 2, lettera a) del Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025), senza punteggi né graduatoria. L’ultima domanda ammissibile è finanziata fino a capienza. Le altre possono essere valutate dopo, sempre in ordine di arrivo, se la Camera aumenta la dotazione oppure grazie a rinunce o revoche intervenute prima della dichiarazione di chiusura del bando. Se le risorse si esauriscono prima, la Camera può chiudere in anticipo.

Edizione Dotazione Com’è andata Fonte
2024 150.000 euro, portati a 250.000 dopo la chiusura Apertura alle 12:00 del 25 settembre; entro il 3 ottobre 79 domande per 329.184,64 euro; chiusura anticipata alle 12:00 del 4 ottobre, invece che il 25 novembre. Con il rifinanziamento di 100.000 euro la Camera ha ripreso l’istruttoria delle domande arrivate prima della chiusura, e 12 sono rimaste comunque fuori per esaurimento fondi Det. n. 94 del 04/10/2024; Del. di Giunta n. 84 del 28/11/2024; Det. n. 144 del 30/12/2024 e n. 46 del 09/04/2025
2025 300.000 euro Dal 10 al 31 luglio; 109 domande per 479.313,50 euro: 66 ammesse, 12 non ammissibili, 31 non istruite (117.870,83 euro). Prima ammessa alle 12:03:34 del 10 luglio, 62 delle 66 entro le 12:38:19, ultima alle 14:38:13; le 31 non istruite sono arrivate dalle 15:00:03 del 10 luglio al 30 luglio e alla chiusura del bando sono state dichiarate inammissibili per esaurimento delle risorse Det. n. 116 del 06/11/2025 e allegati A e C; Det. n. 60 del 29/04/2026
2026 350.000 euro Dalle 12:00 del 1° ottobre alle 12:00 del 22 ottobre. Regole in parte nuove: quota del 25% per micro e piccole imprese, registrazione SEI, firma solo qualificata in CAdES, nessun termine iniziale per le spese e, con più domande, conta l’ultima e non più la prima ammissibile Regolamento 2026, artt. 3, 5, 6, 8, 11 e 12, confrontato con il bando 2025

I conti sono nostri. Con le richieste del 2025, 479.313,50 euro, nemmeno i 350.000 euro del 2026 sarebbero bastati, e i 50.000 in più non avrebbero coperto le 31 domande rimaste fuori, che valevano 117.870,83 euro. Al tetto di 5.000 euro la dotazione paga 70 voucher, e la stessa Giunta, nella delibera 57, parla di «rapido e totale esaurimento». In pratica è un click day, e l’ordine d’arrivo si misura al secondo.

Il consiglio di non aspettare l’ultimo giorno, qui, sbaglia bersaglio. Il giorno che conta è il primo e l’ora è mezzogiorno, non un minuto prima, perché una domanda inviata alle 11:59 del 1° ottobre è esclusa in automatico. La velocità da sola comunque non basta: nel 2025, 12 delle 78 domande esaminate non hanno superato l’istruttoria.

Resta da chiarire la quota del 25% per micro e piccole imprese, 87.500 euro. Il Regolamento non dice se sia una riserva né come si combini con l’ordine cronologico, e chi ci conta lo chieda per iscritto al Servizio Promozione.

Cosa preparare prima delle 12:00 del 1° ottobre per non farsi escludere

Ogni cosa che alle 12:00 del 1° ottobre non è pronta costa posizioni in coda. L’ordine che seguiremmo noi:

  1. Registrati al portale SEI, se non lo sei già.
  2. Tieni pronti i dati della polizza catastrofale, oppure il motivo dell’esonero.
  3. Prova la firma su un file qualunque: deve essere una firma elettronica qualificata con certificato valido e produrre un file CAdES con estensione .p7m. Firma avanzata, firma con la CIE e firme scansionate non valgono; SPID, CNS e CIE sono le credenziali per entrare in Re.Start, la piattaforma di InfoCamere.
  4. Verifica la fiera: se è in Italia, nel foglio «Internazionale certificate»; se è già svolta, conserva la prova che l’area era intestata a te.
  5. Chiedi preventivi puliti, con le sole voci dell’art. 8, e firmali digitalmente.
  6. Ricostruisci il perimetro dell’impresa unica: al punto 18 si dichiarano influenze dominanti e accordi di voto con altre imprese italiane non visibili nei registri pubblici. Con più società collegate, fallo controllare a chi segue il bilancio.
  7. Compila il modulo in ogni parte, rating, parità e ritenuta compresi, con la PEC che diventa il domicilio della pratica.
  8. Controlla DURC e diritto annuale, da tenere in regola fino alla liquidazione.

L’invio su Re.Start: tre documenti firmati e una domanda sola

La pratica contiene tre documenti firmati digitalmente: il modulo, i preventivi o le fatture, anche in più file, e il riepilogo che Re.Start genera dai dati inseriti. Può trasmetterla il titolare, un delegato o un intermediario incaricato, ma il modulo lo firma sempre il titolare o legale rappresentante. Il bollo non è dovuto.

Se invii due domande vale solo l’ultima, con il suo orario secondo la nostra lettura dell’art. 6: un reinvio correttivo ti rimanda in fondo alla coda. Meglio un controllo in più alle 11:50 che un reinvio alle 12:10.

Assistenza tecnica Re.Start: 049 2015200, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00. Sul bando risponde il Servizio Promozione a [email protected], 0161 598.242 o 015 3599.359.

Dopo la domanda: concessione, CUP e rendicontazione entro 90 giorni

Durante l’istruttoria la Camera può chiedere integrazioni, da fornire entro 10 giorni di calendario, ma la documentazione essenziale non si sana. Concessione o diniego arrivano entro 90 giorni dalla scadenza del bando e vengono pubblicati sul sito camerale. Se è il primo contributo camerale che chiedi, il percorso completo è nella nostra guida su come funzionano i voucher delle Camere di Commercio.

Cosa serve per rendicontare

Dalla concessione ci sono 90 giorni per rendicontare su Re.Start, pena la decadenza, con:

  • dichiarazione sostitutiva dell’art. 47 del DPR 445/2000 con le spese sostenute;
  • fatture con il CUP, il Codice unico di progetto rilasciato con la concessione;
  • pagamenti tracciabili: bonifico «eseguito» con TRN o CRO, oppure estratto conto; RiBa, assegno o carta di credito aziendale con l’estratto conto;
  • relazione finale con la prova della partecipazione, come le foto dello stand e il catalogo con l’iscrizione;
  • attestazione dell’accesso al Cassetto digitale dell’imprenditore (impresa.italia.it).

Chi ha già esposto ha fatture tutte anteriori al CUP, e il Regolamento ne prevede la regolarizzazione: le elettroniche con il servizio dell’Agenzia delle Entrate in «Fatture e corrispettivi», le estere cartacee scrivendo il CUP in modo indelebile sull’originale. Contanti, compensazioni e carte personali non valgono mai, e la quota pagata con la carta personale del titolare non viene riconosciuta.

Va rendicontato almeno il 70% delle spese ammesse, e mai meno di 2.000 euro, pena la decadenza totale. Con 10.000 euro ammessi ne servono 7.000; con 2.500 il minimo resta 2.000. Se fra il 70% e il 100% il voucher si ricalcoli al 50% di quanto speso, il Regolamento non lo dice, e al 26 settembre 2026 le istruzioni e i modelli di rendicontazione non erano ancora pubblicati.

Quando la Camera trattiene o revoca il voucher

Se alla liquidazione il DURC è irregolare, la Camera paga direttamente gli enti previdenziali e trattiene la somma dal voucher. I controlli a campione toccano almeno il 10% dei beneficiari, e i documenti si conservano 10 anni dal provvedimento di erogazione. La revoca scatta per mancata o difforme realizzazione, compresa una fiera diversa da quella della domanda, per rendicontazione non trasmessa nei termini, dichiarazioni mendaci, controlli resi impossibili per cause imputabili all’impresa o con esito negativo e per rinuncia via PEC. Si restituisce con l’interesse al tasso ufficiale di riferimento della BCE vigente alla data della revoca, più cinque punti se la revoca dipende da fatti addebitati all’impresa; su una rinuncia la maggiorazione non si applica.

De minimis e cumulo con altri aiuti

Il de minimis del Regolamento (UE) 2023/2831 fissa un tetto di 300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica, cioè per l’insieme delle imprese italiane legate da rapporti di controllo. Il periodo è mobile, e a ogni nuova concessione si guardano i tre anni precedenti. Il bando non scrive la cifra e rinvia al regolamento europeo; per fare il conto c’è la nostra guida su come si calcola il plafond de minimis su tre anni mobili.

Con un voucher che non supera 6.000 euro il plafond pesa solo per chi è già vicino al limite, e gli aiuti registrati si consultano nella sezione Trasparenza del Registro nazionale degli aiuti di Stato, aperta senza restrizioni. Sugli stessi costi l’art. 9 ammette il cumulo con altri de minimis fino al massimale e con aiuti in esenzione o autorizzati dalla Commissione, nei loro limiti. Il cumulo è ammesso anche con aiuti senza costi ammissibili.

Domande frequenti sul voucher fiere della CCIAA Monte Rosa Laghi Alto Piemonte

Ho esposto a una fiera a febbraio 2026: posso ancora chiedere il voucher?

Sì, se la fiera rispetta l’art. 2 e l’area era intestata alla tua impresa. In Italia la fiera deve essere certificata nel calendario, e Filo di febbraio non lo era. Alleghi le fatture al posto dei preventivi e in rendicontazione le regolarizzi con il CUP.

La sede legale è fuori dalle quattro province: l’impresa rientra?

Sì, se ha un’unità locale nelle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola o Vercelli. L’art. 5 chiede sede legale e/o unità locali nella circoscrizione, non entrambe.

Con quale spesa si arriva a 6.000 euro?

Servono entrambe le premialità. Con 12.000 euro di spese ammesse ci si arriva in ogni caso, con 10.000 solo se le premialità si sommano oltre il 50%, come fa il quadro 22 del modulo. Il Regolamento non lo chiarisce, e la domanda va girata a [email protected].

Le imprese femminili hanno una premialità?

No. I 500 euro vanno a chi ha la certificazione della parità di genere, un titolo diverso dalla guida femminile dell’impresa.

Il commercialista può inviare la domanda al posto dell’impresa?

Sì, come delegato o intermediario incaricato. Il modulo resta però firmato dal titolare o legale rappresentante, con firma elettronica qualificata in CAdES (.p7m).

Il voucher arriva sul conto per intero?

Di regola no: arriva al netto della ritenuta del 4%, cioè 4.800 euro su 5.000. La ritenuta è un acconto d’imposta; chi ne è escluso lo motiva, norma compresa, al punto 17 del modulo.

Da dove partire per il voucher fiere 2026

Se la fiera rientra nel bando, il lavoro che resta è tutto documentale, e la lista di preparazione va chiusa prima di entrare in Re.Start il 1° ottobre. Le micro e piccole case editrici indipendenti delle quattro province possono guardare anche il voucher regionale per le fiere dell’editoria in Piemonte, con domande fino alle 12:00 del 5 ottobre 2026, ma non per le stesse spese: l’avviso regionale richiede che per quelle spese non siano stati chiesti né ottenuti altri contributi pubblici.

Per un progetto di export che va oltre una fiera abbiamo raccolto gli strumenti nazionali per l’export e l’internazionalizzazione del 2026. Se invece il voucher fiere non fa per te, il calendario dei bandi a fondo perduto e dei click day raccoglie le misure con sportello aperto.

Vuoi sapere se la tua fiera e il tuo preventivo reggono gli articoli 2 e 8 del bando? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per guardare con te fiera, spese e requisiti.

Fonte ufficiale: Regolamento del Bando Internazionalizzazione anno 2026, allegato alla Determinazione della Dirigente Area 1 n. 123 del 24/09/2026 della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte; Determinazione n. 123 del 24/09/2026; Deliberazione di Giunta n. 57 del 29/06/2026 con i criteri; pagina ufficiale del bando, con modulistica e FAQ; calendario fieristico nazionale 2026 della Conferenza delle Regioni.

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