Lazio Innova Bando Start Up Culturali

Lazio Innova Bando Start Up Culturali

Pubblicato l’avviso attraverso il quale la Regione Lazio mette a disposizione 540.000 euro per sostenere la nascita e lo sviluppo di imprese del settore audiovisivo, con tecnologie applicate ai beni culturali, arti e mestieri, design, architettura, musica, video giochi e software.

L’avviso della Regione Lazio (Lazio Innova) è consultabile al seguente indirizzo https://www.lazioinnova.it/bandi/startup-culturali-e-creative-2022/

In particolare, il bando prevede un finanziamento a fondo perduto pari all’80% dei costi preventivati e sostenuti dall’azienda, fino a 30.000 euro per progetto, e sarà utilizzato per cofinanziare i costi di start up e pagare le spese di avviamento.

Termini e modalità di presentazione della domanda a Lazio Innova

Possono presentare istanza di ammissione al contributo a fondo perduto le micro, piccole e medie imprese (inclusi i liberi professionisti) che siano costituite da non più di 24 mesi al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando e che abbiano o intendano aprire una sede operativa nella Regione Lazio

Chi può presentare la domanda

Possono accedere al bando di Lazio Innova sia le persone fisiche che le aziende costituite da non più di 24 mesi al momento della presentazione  delle domande che possono essere presentate attraverso la nuova piattaforma GeCoWEB Plus dalle ore 12:00 del 6 ottobre 2022 alle ore 18:00 del 27 ottobre 2022.

I costi ammessi al finanziamento

Sono ammesse al finanziamento a fondo perduto le spese di investimento materiali e immateriali e di esercizio non inferiori a 20.000 euro, quali lavori di ristrutturazione strutturale dei locali adibiti all’esercizio della sede operativa principale, impianti e macchinari e beni strumentali (compresi hardware e software per attività commerciali); investimenti immateriali, quali come brevetti industriali, franchising, licenze o investimenti di sviluppo, come i costi per la creazione di prototipi, test finali e validazioni.

Inoltre, le spese amministrative, promozionali e pubblicitarie sono consentite fino al 20% delle altre spese ammissibili.

Come e quando presentare la domanda di ammissione al bando di Lazio Innova

Le domande di sovvenzione per l’accesso ai contributi a fondo perduto devono passare attraverso due fasi di valutazione, nella prima fase di valutazione, il comitato di valutazione individuerà le proposte progettuali idonee a proseguire il processo di valutazione, o quelle che hanno raggiunto il punteggio minimo richiesto.

I soggetti persone giuridiche o persone fisiche che entrano nella fase di valutazione successiva alla presentazione della domanda dovranno sostenere un colloquio con la commissione valutatrice, che include una valutazione delle qualifiche professionali e dei progetti e delle competenze specifiche possedute dall’imprenditore o dall’aspirante imprenditore.

Sulla base dei punteggi assegnati ai criteri di valutazione e dei risultati positivi del colloquio, la commissione redigerà una graduatoria finale.

Green New Deal Italiano: un nuovo aiuto per le imprese italiane

Green New Deal Italiano: un nuovo aiuto per le imprese italiane

La transizione ecologica è ormai importante a tutti i livelli un processo già in atto è stato spinto con forza dalla crisi energetica e dai cambiamenti climatici estremi.
La trasformazione “green” dei processi produttivi è un obiettivo strategico da perseguire e raggiungere, soprattutto in questo periodo segnato dagli effetti del conflitto in Ucraina, dagli alti prezzi dell’energia e dalla mancanza di materie prime che stanno mettendo a rischio la vitalità produttiva della nostra industria.
Il “Green New Deal” italiano sarà avviato nelle prossime settimane dal governo Draghi, ancora in carica fino al 25 settembre.

Il Ministero dello Sviluppo Economico vuole appunto realizzare progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione in ottica “green”.

Green New Deal: cos’è

Il Green New Deal è un piano di investimenti destinato alle imprese ammesse ai finanziamenti del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese (FRI), fornirà un sostegno alla transizione verso un’economia sostenibile in Italia, attraverso l’attuazione di diverse iniziative che consentiranno la decarbonizzazione e la riconversione dell’industria italiana.
Con questi nuovi strumenti, si darà impulso all’economia italiana verso un futuro sostenibile e più “green”.

Le agevolazioni alle imprese

Sono stati stanziati 750 milioni di euro e saranno finanziati progetti che prevedono investimenti non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni, da realizzare sul territorio nazionale.
Le aziende possono richiedere un finanziamento agevolato fino al 60% dei costi del progetto, accompagnato da un finanziamento bancario per il 20% e con un’adeguata documentazione sul merito di credito.
In alternativa, possono presentare una domanda di finanziamento a fondo perduto, in una percentuale massima della spesa ammissibile del progetto:

  • fino al 15% come contributo alla spesa, per sostenere le attività di ricerca e sviluppo, e per acquisire la prestazione di servizi di consulenza relativi alle attività di industrializzazione;
  • fino al 10% come contributo in conto impianti, per acquisire le attrezzature utilizzate per le attività di industrializzazione.

Sono previsti due tipi di procedure di ingresso:

  1. a sportello, per importi inferiori a 3 milioni di euro e non superiori a 10 milioni di euro, con un massimo di 3 imprese partecipanti
  2. negoziale, per importi superiori a 10 milioni di euro e non superiori a 40 milioni di euro, con un massimo di 5 imprese partecipanti.

Per il finanziamento dei  progetti sono stati stanziati

  • 600 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), di cui:
    • 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello
    • 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale.
  • 150 milioni di euro per la concessione di contributi, di cui:
    • 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello
    • 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale.

Come partecipare

Il Green New Deal si rivolge alle imprese di qualsiasi dimensione che operano nel settore industriale, agricolo, artigianale, dei servizi e dei centri di ricerca e sviluppo, che propongono progetti singoli o in partenariato.
A partire dalle ore 10 del 17 novembre 2022, queste aziende potranno richiedere finanziamenti o agevolazioni fiscali per costruire nuovi impianti di produzione, prodotti e servizi o migliorare quelli esistenti.
Tuttavia, devono essere strettamente focalizzate su uno di questi due obiettivi:

  • decarbonizzazione
  • economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Requisiti dei progetti ammissibili

Per essere ammesso, un progetto deve:

  • essere svolto nell’ambito di una o più unità locali situate nel territorio nazionale.
  • avere importi di spesa e di costo non inferiori a 3 milioni di euro e non superiori a 40 milioni di euro.
  • avere una durata inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi.
  • seguire la presentazione di una domanda di misure di incentivazione.
  • Nel caso di investimenti finalizzati all’industrializzazione, essi possono essere realizzati solo da PMI, con un alto contenuto di innovazione e sostenibilità. Devono essere focalizzati sulla diversificazione della produzione di un impianto attraverso nuovi prodotti a valore aggiunto o devono trasformare radicalmente il processo produttivo di un impianto esistente.
  • riguardare attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti
  • nel caso di investimenti per l’industrializzazione, ammessi esclusivamente per le PMI, portare con sé un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, puntare alla diversificazione della produzione di uno stabilimento tramite prodotti nuovi aggiuntivi o a trasformare radicalmente il processo produttivo di uno stabilimento esistente.

I progetti saranno ammessi distintamente o insieme alla progettazione e allo sviluppo di un progetto di ricerca industriale e sperimentale nell’ambito di un programma integrato le imprese interessate, possono presentare domanda di partecipazione esclusivamente sul sito fondocrescitasostenibile.mcc.it, dalle ore 10 del 17 novembre 2022.

Sarà possibile avviare la pre-compilazione della domanda solo a partire dal 4 novembre 2022.

Fondo Imprese Creative al Via il Bando Invitalia

Fondo Imprese Creative al Via il Bando Invitalia

Promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero della Cultura, ai primi di giugno ha finalmente preso il via il Fondo Imprese Creative gestito da Invitalia, rivolto a micro, piccole e medie imprese con sede in tutte le regioni italiane già avviate, nuove di zecca o persone fisiche attraverso l’inderogabile impegno della creazione di un’attività dedicata non appena ottenuto l’accesso alle misure di sostegno. Una dotazione finanziaria composta da 26,8 milioni di euro finalizzata alla promozione e al sostegno di attività culturali ed artistiche relative alle produzioni audiovisive (cinema, tv e media multimediali), design, musica, festival di matrice artistica e culturale, letteratura, biblioteche ed archivi, architettura, musei, espressioni artistiche dell’artigianato, videogames e software.

Fondo Imprese Creative ecco chi può richiederlo

A poter richiedere le agevolazioni del Fondo Imprese Creative, esclusivamente sulla piattaforma web di Invitalia, saranno le cosiddette imprese creative – quelle cioè il cui movente principale è la ideazione, creazione, diffusione, ricerca e conservazione di beni o idee di natura culturale – le imprese non creative direttamente coinvolte in progetti con imprese creative, enti di ricerca ed università e team di persone fisiche intenzionate a costituire un’impresa creativa, a patto che la costituzione avvenga entro e non oltre 60 giorni dall’effettiva ammissione alle agevolazioni. A disposizione ci saranno agevolazioni finanziarie fino a 500 mila euro suddivise tra finanziamenti agevolati fino al 40% della spesa ammessa e contributi a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa, con lo scopo di sostenere ed aiutare quella nuova imprenditorialità tricolore fondata sulla creatività e produzione di idee nell’ acquisto, ad esempio, di macchinari industriali ed attrezzatura, brevetti, licenze e marchi, componentistica software ed hardware, certificazioni e formazioni specifiche relative al proprio campo d’azione ed opere murarie fino al limite del 10% del programma complessivamente considerato ammissibile.

Il calendario

L’iter della domanda alle agevolazioni del Fondo Imprese Creative seguirà questo calendario:

Dal 13 giugno 2022 alle ore 10.00 sarà possibile l’accreditamento alla richiesta di agevolazioni per le attività non residenti sul territorio italiano. Per le imprese residenti non sarà invece necessario alcun accreditamento.

Dal 20 giugno 2022 alle ore 10.00 sarà possibile la compilazione online delle domande attraverso l’area riservata della piattaforma online di Invitalia, dove al termine della compilazione della domanda verrà assegnato un”codice di predisposizione alla domanda”. In questa fase saranno necessari un’identità digitale, una firma digitale, un indirizzo di posta certificata e dati della società per cui si sta eseguendo la domanda completi e aggiornati presso il Registro delle imprese. In caso di controlli incrociati contraddittori, la domanda potrebbe essere rifiutata dal sistema.

Dal 5 luglio 2022 alle ore 10.00 sarà reso possibile l’invio online delle domande attraverso la pagina dedicata e per tempo comunicata, in cui inserire il proprio “codice di predisposizione alla domanda”, dopo cui verrà assegnato un numero di protocollo e l’attestazione di avvenuta presentazione della domanda. In questa fase il portale sarà attivo tutti i giorni feriali dalla 10.00 alle 17.00 fino all’effettivo esaurimento dei fondi a disposizione.

Investimenti sostenibili 4.0 come richiedere il contributo

Investimenti sostenibili 4.0 come richiedere il contributo

Quella che vi presentiamo di seguito è un’opportunità per la vostra azienda da non lasciarvi scappare, il bando imprese sostenibili 4.0.con una dotazione di circa 678 milioni di euro, il Ministero dello Sviluppo Economico ha finanziato la misura di sostegno “Investimenti Sostenibili 4.0”, il nuovo incentivo che sostiene le micro e piccole imprese su tutto il territorio nazionale nell’effettuare investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili per la crescita dell’impresa.

Obiettivo dell’incentivo è favorire nuovi investimenti innovativi e sostenibili delle imprese e orientare la ripresa degli investimenti e la crescita sostenibile del sistema imprenditoriale verso il paradigma dell’economia circolare e l’efficienza energetica dei processi produttivi.

Il bando riserva circa 250 milioni per le imprese del Centro – Nord e circa 427 milioni per le imprese del Mezzogiorno.

Il 25% delle risorse è riservato alle Micro e Piccole Imprese.

Bando imprese sostenibili 4.0: i beneficiari

Sono ammesse le micro, piccole e medie imprese iscritte alla CCIAA, in regime di contabilità ordinaria e che hanno depositato almeno due bilanci, ovvero, nel caso di imprese individuali e società di persone, aver presentato almeno due dichiarazioni dei redditi.
Le imprese non devono aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento.

I programmi ammissibili

I programmi di investimenti sostenibili 4.0 devono essere diretti all’ampliamento della capacità, diversificazione della produzione, al cambiamento fondamentale del processo di produzione, ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva.

Gli investimenti devono essere finalizzati allo svolgimento delle seguenti attività:

  • Attività manifatturiere.
  • Attività di servizi alle imprese.

Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi che prevedono la realizzazione di investimenti innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato e coerente al piano nazionale Transizione 4.0, in grado di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica dell’impresa proponente.

I programmi di investimento devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e non durare più di 12 mesi, dopo il provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Sono valorizzati i programmi volti:

a) alla transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare.

b) al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa.

Non sono ammissibili i programmi di investimento inerenti al settore siderurgico, del carbone, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, nonché della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche.

Le spese ammissibili

Nelle regioni della Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia sono finanziabili progetti che prevedono spese ammissibili non inferiori a € 500.000,00 e non superiori a € 3.000.000,00.

Per le altre Regioni, sono finanziabili progetti con spese ammissibili non inferiori a € 1.000.000,00 e non superiori a €3.000.000,00.

Le spese ammissibili sono:

a) Macchinari, impianti e attrezzature.

b) Opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili.

c) Programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a).

d) Acquisizione di certificazioni ambientali.

La tipologia di contributo

Le agevolazioni sono concesse nei limiti di quanto previsto dal Temporary framework, nella forma di contributo a fondo perduto a copertura di una percentuale determinata dalla dimensione dell’impresa, dal tempo di realizzazione dell’iniziativa e dalla regione di realizzazione dell’intervento, secondo la seguente articolazione:

a) Calabria, Campania, Puglia, Sicilia: 60+5% delle spese ammissibili per le Micro e Piccole imprese e 50+5% per le Medie imprese.

b) Basilicata, Molise e Sardegna: 50+5% delle spese ammissibili per le Micro e Piccole imprese e 40+5% per le Medie imprese.

c) Altre Regioni: 35% delle spese ammissibili per le Micro e Piccole imprese e 25% per le Medie imprese.

Come richiedere il contributo

Le domande possono essere presentate esclusivamente in modalità telematica, dalle ore 10.00 del giorno 04 maggio sarà possibile procedere alla compilazione della domanda, mentre a partire dalle ore 10.00 del giorno 18 maggio 2022 le domande compilate potranno essere inviate.

Il contributo sarà concesso sino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Fondo per il rilancio delle attività economiche di commercio al dettaglio

Fondo per il rilancio delle attività economiche di commercio al dettaglio

Per le attività di commercio al dettaglio, lo spiraglio di luce è sempre più vicino. Grazie al Decreto Legge – Sostegni ter, sono disponibili 200 milioni di euro, etichettati come ‘aiuti covid’, volti al rilancio della vendita al dettaglio.

Dopo due mesi di interrogativi, mediante il decreto attuativo, i contributi a fondo perduto destinati a questa tipologia di attività sono operativi.

Fondo perduto: chi può richiederlo

Prima di capire la modalità di richiesta del fondo è opportuno capire quali requisiti debbano possedere le attività di commercio al dettaglio per ottenerlo.
L’articolo 2 del Decreto Legge n.4 dell’anno corrente ne riporta gli imprescindibili:

  • l’attività dev’essere sita e operante solo sul territorio nazionale e regolarmente segnata come ‘attiva’ nel Registro delle Imprese;
  • i servizi espletati devono essere, in prevalenza, identificati mediante codici ‘ATECO’ (classificazione adottata dall’Istat, atta a facilitare i dati statistici che verranno successivamente resi pubblici);
  • l’attività deve dimostrare, mediante fatturati, che nell’annata 2019 non risentiva di difficoltà economiche. Seguono documentazioni che attestino una riduzione del fatturato pari almeno al 30% nell’anno 2021 (rispetto al 2019). Tuttavia per poter richiedere il ‘fondo perduto’ i ricavi ottenuti nel 2019 non devono superare i 2 milioni;
  • l’attività dev’essere esente da procedure concorsuali, liquidazione volontaria e non deve assolutamente essere destinataria di sanzioni interdittive.

Elenco attività e codice ATECO per richiedere il contributo

Le attività che posso richiedere il contributo a fondo perduto sono tutte della tipologia ‘commercio al dettaglio‘; di carburante (47.30), apparecchiature tecnologiche (47.43), apparecchiature elettrodomestiche (47.5), articoli culturali (47.6), abbigliamento (47.71), calzature (47.72), articoli di cosmesi e profumi (47.75), articoli floreali (47.76), animali domestici (47.76), articoli di gioielleria (47.77), altri articoli (47.78) e articoli di seconda mano (47.79). Tra queste attività sono incluse quelle espletate dagli ambulanti (47.99).

Fondo perduto: come richiederlo

Per ottenere il fondo atto al rilancio della vostra attività commerciale è necessaria una richiesta al Ministero dello sviluppo economico (MISE). La domanda potrà essere presentata al suddetto Ministero, dalle ore 12.00 del 3 maggio 2022, accessibile con Carta Nazionale dei servizi. La consegna dovrà necessariamente avvenire entro e non oltre il 24 maggio 2022. Per la richiesta si deve compilare un modulo informatico sul sito del Ministero. Naturalmente se i requisiti non dovessero quadrare, il sito accelera la procedura e non vi permetterà di proseguire con l’istanza. Nel modulo, oltre ai requisiti precedentemente elencati, sarà valutato il ‘rispetto del limite massimo di aiuti’, l’importo della somma richiesta e l’IBAN per l’accredito. Ad oggi, è opportuno munirsi di documentazione di richiesta ‘antimafia’.

È consigliabile affrettarsi nella richiesta poiché la dotazione finanziaria disponibile potrebbe non essere sufficiente per tutte le richieste che verranno presenta. Ove necessario il MISE, cercherà di soddisfare più richieste possibili, riducendo ogni singolo contributo.

Fondi alle MPMI: contributi per 20 milioni di euro dalla Regione Campania

Fondi alle MPMI: contributi per 20 milioni di euro dalla Regione Campania

Trasferimento tecnologico e industrializzazione: sono questi gli ambiti dei progetti finanziabili dalla Regione Campania con un contributo da 20 milioni di euro destinati alle micro, piccole e medie imprese campane.

Le spese e i costi ammissibili del progetto non dovranno essere superiori ai 2 milioni di euro e non inferiori ai 400 mila euro. La formula è quella della concessione di agevolazioni in conto capitale e dei contributi alla spesa ai sensi della normativa europea vigente.

Durata e obiettivi

A partire dalla data di notifica del provvedimento di concessione, la durata non dovrà superare i dodici mesi. Dopo la presentazione, i progetti dovranno passare prima attraverso una fase di istruttoria e secondariamente per la fase di valutazione. Superato questo step, si determinerà la concessione del contributo (fino all’esaurimento dei fondi disponibili).

Le attività finanziabili dovranno porre al centro la ricerca, nello specifico la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale per la realizzazione di prototipi, prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, ma non solo.

Il secondo gruppo di attività dovrà essere volto a potenziare i processi di industrializzazione per la valorizzazione economica di risultati di analisi e/o di lavori sperimentali e/o di indagini pianificate svolte da università, centri di ricerca, funzioni R&D di aziende, ricercatori operanti in dette organizzazioni, opportunamente documentati e dimostrabili.

Termini e scadenze

Le domande di agevolazione dovranno essere presentate a mezzo Pec, a partire dalle ore 12:00 del 30° giorno dalla pubblicazione dell’Avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania (20 aprile 2022). La data di presentazione verrà comprovata dalla ricevuta di consegna.

Un’opportunità da non perdere

Un’occasione da non perdere per le micro, piccole e medie imprese campane che credono nell’innovazione e nel rinnovamento tecnologico,  ma anche un onere progettuale importante considerata la documentazione da produrre, il progetto da definire e da stilare.

Come professionisti al fianco delle imprese e dei professionisti, conosciamo bene le difficoltà legate alle modalità di presentazione delle domande e sappiamo quanto sia selettiva la fase di valutazione delle stesse.

Ecco perché abbiamo scelto di mettere la nostra esperienza e le nostre competenze al servizio del mondo imprenditoriale. Potrete continuare a svolgere le vostre attività lavorative quotidiane senza dover impazzire dietro ai dettagli progettuali. Sarete seguiti passo dopo passo, voi mettete le idee, noi pensiamo al resto!

Bando Regione Lazio Innovazione Sostantivo Femminile 2022

Bando Regione Lazio Innovazione Sostantivo Femminile 2022

Percorsi di innovazione e miglioramento dei processi produttivi: al via il Bando Innovazione Sostantivo Femminile 2022 pubblicato dalla regione Lazio, per il sostegno allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese femminile, grazie alla formula del contributo a fondo perduto.

Bando Innovazione Sostantivo Femminile 2022: date e beneficiari

Scopriamo subito i dettagli per non perdere questa opportunità, ad iniziare dalle scadenze: le domande potranno essere presentate a far data dalle h.12.00 del 17/03/2022 fino alle h.18.00 del 16/06/2022. Ma a chi è rivolto e chi potrà usufruire dei contributi a fondo perduto previsti dal Bando Innovazione Sostantivo Femminile 2022? Vediamolo insieme.

A chi è rivolto

La misura è rivolta a tutte quelle Imprese Femminili che, in forma singola, risultino essere Micro, Piccole o Medie Imprese alla data di presentazione della Domanda e almeno fino alla Data della Concessione.

I Beneficiari, alla data di presentazione della Domanda e fino alla data di erogazione devono essere iscritti al Registro delle Imprese o, in caso di Lavoratrici Autonome, essere titolari di partita IVA attiva. Dovranno avere come ulteriore requisito una Sede Operativa o il domicilio fiscale (nel caso di Lavoratrici Autonome) nel territorio del Lazio.

Nello specifico, per Impresa Femminile si intendono:

  • le imprese individuali aventi per titolare una donna;
  • le società cooperative e le società di persone dove il numero di socie costituisca almeno il 60 per cento dei componenti della compagine sociale;
  • le lavoratrici autonome;
  • le società di capitali dove il possesso delle quote di partecipazione rappresenti non meno dei due terzi;
  • le Imprese Femminili con organi di amministrazione costituiti da donne per almeno i due terzi.

Come anticipato sopra, si tratta di requisiti che devono sussistere sia al momento della presentazione della Domanda che per i 3 anni successivi dall’erogazione.

Il Contributo a fondo perduto: importi e caratteristiche

L’incentivo, sotto forma di Contributo a Fondo perduto previsto dal Bando Innovazione Sostantivo Femminile 2022, prevede l’erogazione in una percentuale che va dal 50% al 70% dell’importo complessivo del progetto, che non superi i 30.000 euro.

Progetti finanziabili e interventi ammessi

Entriamo ora nel dettaglio, partendo dalle spese ammissibili, suddivisi in quattro categorie, ovvero:

  1. investimenti immateriali, es. acquisto di brevetti, licenze, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, comprensivi dei costi per la convalida e la difesa degli attivi immateriali;
  2. canoni per servizi in modalità “software as a service”, acquisizione di servizi erogati in modalità cloud computing e saas oltre che di system integration applicativa e connettività dedicata;
  3. investimenti materiali, es. acquisto di attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, device, software e applicativi digitali e la strumentazione necessaria alla loro fruizione con la condizione di installazione obbligata presso la Sede Operativa (domicilio fiscale nel caso di Lavoratrici Autonome) aziendale che beneficia del contributo;
  4. consulenze specialistiche legate all’Intervento: acquisizione di servizi finalizzati all’adozione di tecnologie ICT, per importi che non dovranno essere  superiori al 20% del totale delle spese sopracitate.

Attenzione ai criteri favoriti per la selezione ed eventuale approvazione del progetto. Soddisferanno l’elemento dell’innovazione tutti quei progetti che mirano ad implementare le proprie attività grazie all’adozione di nuove tecnologie digitali aventi funzione di:

  • memorizzazione/archiviazione e dati realtà aumentata, wearable wireless devices e body area network, text e data mining, micro-nano elettronica, IoT, piattaforme di erogazione servizi, internet e web 2.0, social media, eCommerce, eSupply Chain, GIS, new media, editoria digitale, piattaforme per la condivisione e il riuso di contenuti, sistemi di tracciabilità per l’autenticazione di prodotti e l’ottimizzazione di processi logistici;
  • processi e sistemi di automazione industriale per il miglioramento della qualità del processo produttivo e dei prodotti;
  • processi e sistemi produttivi flessibili;
  • processi e sistemi di fabbricazione digitale.

Ogni Bando è un’opportunità: ecco come non perderla!

Per chi ogni giorno si dedica con passione e dedizione alla propria attività, non è semplice approcciarsi alla progettazione per la partecipazione a un Bando.

Il rischio è quello di trascurare l’attività professionale, senza la certezza di riuscire realmente ad accedere al Contributo. Ecco perché abbiamo scelto di essere i vostri “facilitatori” nel percorso verso l’evoluzione e l’innovazione della vostra azienda o ditta individuale.

Grazie alla nostra esperienza, potrete contare su un team preparato e formato che vi assisterà passo passo, sollevandovi dall’onere di un carico tanto elevato e complesso, per aiutarvi a realizzare il vostro successo imprenditoriale!

IFIT Invitalia Finanziamenti a Fondo Perduto per le Imprese Turistiche

IFIT Invitalia Finanziamenti a Fondo Perduto per le Imprese Turistiche

A partire dal 28 febbraio, il Ministero del Turismo darà la possibilità alle imprese turistiche di presentare la domanda per ottenere un credito da investire nella riqualificazione delle proprie strutture. La misura, denominata “Incentivi finanziari per le imprese turistiche” (IFIT), rientra tra i finanziamenti del PNRR e di fatto consente alle aziende del settore di riqualificare   gli impianti, migliorandone l’efficienza energetica, la sostenibilità e la sicurezza.

Invitalia contributi, cosa possono chiedere le imprese turistiche con il bando IFIT

Il Ministero del Turismo ha disposto due tipologie di incentivi:

  • credito di imposta, che copre fino all’80% della cifra spesa cedibile a terzi (banca, istituto di credito…);
  • contributo a fondo perduto, che non può superare il 50% delle spese. La cifra massima erogabile è pari a 40 mila euro, tuttavia il tetto può alzarsi sino a 100 mila euro se gli investimenti vengono destinati all’imprenditoria femminile e giovanile, alla digitalizzazione e al Mezzogiorno.

Il 50% di questi fondi saranno destinati al miglioramento dell’efficienza energetica, ciononostante sono ammessi altri interventi, quali:

  • Adeguamento sismico;
  • Abbattimento delle barriere architettoniche;
  • Manutenzione straordinaria;
  • Ristrutturazione edilizia;
  • Restauro e risanamento conservativo;
  • Acquisito di mobilia;
  • Digitalizzazione;
  • Realizzazione di piscine termali;
  • Installazione di strutture temporanee e manufatti leggeri.

A chi è rivolto

L’incentivo è destinato a tutti coloro che operano nell’ambito della filiera turistica. In tutto saranno stanziati 600 milioni di euro in quattro anni e potranno accedere al finanziamento i gestori di agriturismi, alberghi, parchi acquatici e faunistici, porti, strutture termali, stabilimenti balneari, campeggi, imprese del comparto turistico-ricreativo, fieristico e congressuale.

Come richiedere l’incentivo

Per beneficiare della misura è necessario inoltrare la domanda dal 28 febbraio al 30 marzo 2022 attraverso la piattaforma web di Invitalia. Entro 60 giorni verrà pubblicato sul sito del Ministero del Turismo l’elenco dei beneficiari.

Finanziamenti Internazionalizzazione: Bandi 2022 Imprese e PMI

Finanziamenti Internazionalizzazione: Bandi 2022 Imprese e PMI

Finanziamenti internazionalizzazione: ecco la carta vincente per le imprese interessate all’export.

Dato il grande interesse suscitato dall’iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico con i voucher per l’internazionalizzazione, il Mise ha preso altre decisioni in merito alla misura.

Finanziamenti internazionalizzazione: il voucher del Mise

Si tratta di un contributo a fondo perduto, un sostegno economico a copertura dei servizi erogati almeno per 6 mesi a tutte quelle micro, piccole e medie imprese che vogliono guardare al mercato oltre confine. E intendono farlo attraverso una figura specializzata, ovvero il Temporary Export Manager o TEM. Costui è capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri. In questo modo il Mise ha voluto attuare una strategia per facilitare l’internazionalizzazione delle imprese.

Finanziamenti internazionalizzazione: come funziona il Voucher

Le Pmi inviano una domanda al Mise. Per accedere è richiesto un cofinanziamento che per il primo bando è almeno di 3.000 euro. Se poi la domanda viene accettata, l’impresa deve rivolgersi ad una società fornitrice dei servizi.

Cosa cambia nell’ambito del meccanismo del voucher di internazionalizzazione?

Viene incrementata la dotazione finanziaria, permettendo così a molte altre aziende di accedere al nuovo strumento per l’internazionalizzazione. Il programma dovrebbe proseguire con ulteriori risorse.

Chi beneficia del voucher Internazionalizzazione del Mise?

Le Pmi, piccole e medie imprese costituite in forma di società di capitali, anche in forma cooperativa. Così anche le Reti di imprese, tra pmi che abbiano conseguito un fatturato minimo di 500.000 euro in almeno uno degli esercizi nell’ultimo triennio. Tale vincolo non c’è in caso di start up iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

Non possono beneficiare al bando voucher Internazionalizzazione del Mise le imprese individuali, le società di persone e società di professionisti, solo se non hanno come forma giuridica quella di società capitali o di cooperativa.

Finanziamenti Internazionalizzazione: il contributo concesso

Si tratta di singoli voucher di 10.000 euro per l’inserimento in azienda di un temporary export manager per almeno dei mesi.

Per avere accesso al voucher d’internazionalizzazione, l’impresa deve intervenire con un cofinanziamento che, per il primo bando è di almeno 3.000 euro.

Vale a dire che il costo complessivo sostenuto dall’impresa per il servizio deve essere di almeno 13.000 euro. L’azienda deve rivolgersi ad una società fornitrice dei servizi scegliendola tra quelle dell’elenco del Mise.

I soggetti che possono beneficiare dei finanziamenti internazionalizzazione attraverso i voucher di 10.000 euro per l’inserimento in azienda di un Tem per almeno sei mesi. A fronte di una quota di cofinanziamento da parte dell’impresa di almeno 3.000 euro ed il secondo. Voucher da 10.000 euro per chi presenta per la prima volta la domanda. Voucher da 8.000 euro per una quota di cofinanziamento da parte dell’impresa beneficiaria di almeno 5.000 euro sono diverse.

Si tratta di, micro, piccole e medie imprese costituite in forma di società capitali anche in forma cooperativa: con i voucher si facilita l’internazionalizzazione aziende.

Internazionalizzazione: definizione

L’internazionalizzazione d’impresa è quando l’azienda compie un processo di adattamento pensato e progettato per un mercato o un ambiente definito, ad altri mercati o ambienti internazionali, in modo particolare nazioni e culture.

L’internazionalizzazione è cosa ben diversa dalla localizzazione. Il primo è un adattamento per un potenziale utilizzo al di fuori del mercato in cui l’impresa solitamente opera.

Mentre la localizzazione è l’aggiunta di caratteristiche che permettono di adattare l’elemento in specifici mercati o ambienti locali. I processi sono comunque complementari per raggiungere l’obiettivo del mercato globale.

Finanziamento Brevetti Contributi a Fondo Perduto Marchi e Brevetti

Finanziamento Brevetti Contributi a Fondo Perduto Marchi e Brevetti

Finanziamenti brevetti, le agevolazioni  sono dirette a micro, piccole e medie imprese (MPMI), anche di nuova costituzione, con sede legale ed operativa in Italia.

Esistono però delle condizioni particolari in cui le imprese devono trovarsi per cui usufruire di questi finanziamenti.

Innanzitutto, gli imprenditori che vogliono accedere al contributo a fondo perduto devono essere titolari o licenziatari di un brevetto rilasciato successivamente al 01/01/2013

Gli imprenditori interessati al finanziamento brevetti devono essere titolari di una domanda di brevetto depositata successivamente al 01/01/2013.

Importante: devono essere in possesso di una opzione o di un accordo preliminare di acquisto o di acquisizione in licenza di un brevetto.

Queste deve essere rilasciato successivamente al gennaio 2013, con un soggetto, anche estero, che ne detiene la titolarità.

Al rilascio dell’agevolazione sono imprese neo-costituite in forma di società di capitali, a seguito di operazione di Spin-off universitari/accademici.

Finanziamento brevetti: il bando

L’ausilio è per le iniziative di valorizzazione economica di brevetti delle micro, piccole e medie imprese.

Il finanziamento brevetti in questione favorisce lo sviluppo di una strategia brevettuale.

E quindi l’accrescimento della loro capacità competitiva in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato. Questi contributi a fondo perduto facilitano la competitività tra le imprese.

Finanziamento brevetti: le spese ammissibili

Le voci di spesa ammissibili per il finanziamento dei brevetti devono essere fatturate successivamente alla presentazione della domanda. Si tratta di servizi di industrializzazione e ingegnerizzazione e dello studio di fattibilità.

Quindi, studio, progettazione ed ingegnerizzazione del prototipo e rilascio certificazioni di prodotto o di processo. Inoltre sono ammesse le spese per servizi di organizzazione e sviluppo, servizi di IT Governance, studi ed analisi per lo sviluppo di nuovi mercati geografici e settoriali.

Tra le spese ammissibili per il finanziamento brevetti anche quelle per i servizi per la progettazione organizzativa e l’organizzazione dei processi produttivi.

Il contributo è utile anche alla definizione della strategia di comunicazione, promozione e canali distributivi. Si aggiungano anche i servizi di trasferimento tecnologico; due diligence; proof of concept; predisposizione accordi di segretezza; predisposizione accordi di concessione in licenza del brevetto.

Ammissibili anche i costi dei contratti di collaborazione tra PMI e istituti di ricerca/università (accordi di ricerca sponsorizzati).

Cosa è un brevetto?

Il brevetto (o più propriamente brevetto per invenzione) è un titolo giuridico in forza del quale al titolare viene conferito un diritto esclusivo di sfruttamento dell’invenzione.

Questo nell’ambito di un territorio e per un periodo ben determinati. Il brevetto consente di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare l’invenzione senza autorizzazione.

Anche se nella maggior parte dei casi il titolare di un brevetto ottiene anche il monopolio del relativo mercato, questo non avviene sempre.

Il titolare di un brevetto potrebbe infatti trovarsi comunque nell’impossibilità di vendere il prodotto che incorpora l’invenzione brevettata.

Per esempio a causa di brevetti precedenti di proprietà di terzi. Per invenzione si intende una soluzione nuova ed originale ad un certo problema tecnico. Essa può riguardare un prodotto o un processo (metodo, procedimento).

Hai delle domande sul finanziamento brevetti inserisci la tua richiesta nei commenti!

Imprenditoria Giovanile Scopri Tutti i Finanziamento 2022 per le Start Up

Imprenditoria Giovanile Scopri Tutti i Finanziamento 2022 per le Start Up

Imprenditoria giovanile sai di cosa si tratta?

Hai un’idea di business che vuoi realizzare?

Non ti servirà alcuna bacchetta magica, mettiti in gioco!

Ad aiutarti ci sono le agevolazioni, i fondi e i contributi a fondo perduto a favore della imprenditoria giovanile.

Visita il sito di Invitalia per consultare i bandi per i giovani imprenditori.

Come avviare la tua impresa con i fondi per imprenditoria giovanile 2022

Le istituzioni regionali, statali ed europee mettono a disposizione interessanti opportunità per avviare il tuo progetto d’impresa. Periodicamente vengono emessi bandi per richiedere finanziamenti dedicati.

Scopri tutte le agevolazioni su cui puoi contare per dare vita alla tua idea.

Come trovare online il bando giusto per te?

La ricerca del finanziamento è più facile se sai dove cercare le informazioni. Ecco i 4 siti web che ti suggeriamo di visitare costantemente:

  1. Regione di riferimento: verifica i requisiti richiesti e se ci sono vincoli di cumulabilità.
  2. Invitalia, l’agenzia focalizzata sullo sviluppo del Mezzogiorno.
  3. Garanzia giovani, dedicata a chi ha tra i 18 e i 29 anni.
  4. Commissione Unione Europea e progetto Europa 2020 a favore di un’economia che accresce competenze e quindi istruzione e lavoro.

 

I fondi Mise fino a 50 milioni di euro

Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), attraverso Invitalia, ha emesso il bando Nuove imprese a tasso zero a favore dell’imprenditoria giovanile e delle donne.

Cosa prevedono i finanziamenti imprenditoria giovanile?

La dotazione finanziaria prevede fino a 1,5 milioni di euro, con finanziamenti a tasso zero in 8 anni fino al 75% di spese.  Per partecipare al bando di finanziamento occorre aver avviato un’impresa da non più di 12 mesi o se il progetto deve ancora partire, si hanno a disposizione 45 giorni dall’ok del finanziamento per aprire l’attività.

Quali settori di riferimento e per quali spese?

Le aree di competenza delle imprese che richiedono le agevolazioni Mise sono:

  • produzione di beni;
  • fornitura di servizi;
  • commercio di beni e servizi;
  • attività turistico-culturali e miglioramento dei servizi;
  • l’innovazione sociale.

Il bando per le agevolazioni per i giovani imprenditori e le donne prevede che i finanziamenti coprano le spese relative a:

  • suolo aziendale, acquisto fabbricati e ristrutturazioni;
  • macchinari e impianti;
  • programmi informatici e tecnologie;
  • brevetti, licenze e marchi;
  • formazione;
  • consulenze specialistiche.

Ora tocca a te, fatti avanti con il tuo progetto.

Venture Capital Scopri Tutte le Informazioni ed i Consigli

Venture Capital Scopri Tutte le Informazioni ed i Consigli

Una start up all’inizio del suo percorso imprenditoriale ha bisogno di capitali per crescere. Quali possono essere le giuste leve di sviluppo e a chi ci si può rivolgere? Nell’ambito della finanza alternativa, il Venture Capital trova spazio come forma d’investimento che accresce il valore dell’impresa, permettendone lo sviluppo.

Scopri come funziona il capitale di ventura e a quali progetti imprenditoriali si rivolge.

Venture Capital: cosa è e a chi si rivolge?

Il Venture Capital o capitale di ventura è una forma di investimento ad alto rischio che rientra nel settore del Private Equity.

Si tratta di una tipologia di finanziamento alternativa al credito bancario, adatta a quelle aziende che si trovano all’inizio del loro ciclo di vita.

In parole semplici, c’è un investitore che finanzia l’avvio e la crescita di una realtà imprenditoriale ad elevato potenziale di sviluppo.

I Venture Capitalist hanno un elevato rischio operativo e finanziario per cui non sanno se recupereranno il capitale investito.

La definizione del Fondo Italiano di Investimento AIFI

Attività di investimento in capitale di rischio realizzata da operatori professionali e finalizzata alla realizzazione di operazioni di earlystage ed expansion.

Se sei un imprenditore di una start up, ti può far comodo conoscere maggiori dettagli sui fondi Venture.

Fondi Venture per raccogliere capitale

I fondi di Venture possono essere privati o pubblici. Questi ultimi, per quanto poco conosciuti, sono un’opportunità per le start up innovative alla ricerca di investitori.

La raccolta di capitali è una fase tanto delicata, quanto complessa. Possono esserti di aiuto alcuni esempi, come i fondi regionali del Lazio, Basilicata a Sardegna a cui si può accedere attraverso specifici bandi e avvisi pubblici.

Le start up innovative in Italia

Il Ministero dello sviluppo economico riporta: “Al 30 giugno 2017 le startup innovative iscritte nella sezione dedicata del Registro delle Imprese sono 7.394, ben 514 in più rispetto alle 6.880 dello scorso 31 marzo (+7,5%). In questo trimestre, dunque, le nuove imprese innovative varcano per la prima volta la soglia delle 7.000 unità”.

L’incontro tra start up innovative e soggetti che si occupano di Venture Capital in Italia

La fase di raccolta dei capitali viene anche chiamata fundraising ed è supportata da progetti come Venture UP, una piattaforma creata da AIFI per aiutare gli startupper che scelgono i fondi di venture.

La piattaforma è un luogo virtuale dove venture capitalist e start up innovative possono incontrarsi, oltre che un sito web che fornisce approfondimenti sull’argomento e offre uno spazio marketplace interno dove inserire il proprio progetto.

Artigiancassa Finanziamenti Agevolati Imprese Artigiane

Artigiancassa Finanziamenti Agevolati Imprese Artigiane

Artigiancassa è una società finanziaria che oggi fa parte del gruppo BNP Paribas e si occupa nello specifico della gestione dei fondi pubblici destinati alle imprese artigiane costituite o in fase di costituzione, che sono tra i soggetti aventi diritto ai finanziamenti agevolati che vengono concessi anche da altre banche nazionali.

Per chi vuole fare impresa rappresenta un’interessante occasione nell’ottica di un ampliamento o della creazione in particolare di quelle artigiane ma non solo, individuando tutti i tipi di finanziamenti che possano adattarsi al meglio a ogni singola realtà imprenditoriale.

Cos’è un’impresa artigiana e perchè deve richiedere il finanziamento Artigiancassa

Per avviare un’impresa vengono periodicamente promossi dei finanziamenti a fondo perduto, cioè che non prevedono la restituzione all’ente erogatore, ma anche anche finanziamenti per nuove imprese con vincoli relativi all’età dei richiedenti o i finanziamenti per imprenditoria femminile, che appunto agevolano la voglia di fare impresa di donne che possono creare una società.

Le possibilità sono diverse e vanno tutte vagliate per capire quale può essere la più adatta.

Un’impresa artigiana è quella dove vengono creati, a partire dalla materia prima, dei manufatti e delle creazioni senza parti o porzioni aggiunte già precedentemente precostituite.

Il credito agevolato

Chi è titolare o ha creato già un’impresa artigiana può avvalersi nell’ambito dei finanziamenti agevolati della legge 949/52 di Artigiancassa, che prevede un contributo in conto interessi per avere liquidità in vista degli investimenti da fare anche per la stessa crescita della realtà imprenditoriale.

Artigiancassa: i destinatari del finanziamento agevolata

Per richiedere il finanziamento per le imprese artigiane è necessario avere dei requisiti specifici.
Il primo è quello di essere iscritti nel registro delle imprese e presso la Camera di Commercio con la denominazione di impresa artigiana.

E’ questo un requisito imprescindibile che si aggiunge al fatto di potersi costituire anche sotto forma di una cooperativa o un consorzio.

Gli imprenditori nel campo dell’artigianato possono anche non avere ancora creato fattivamente l’impresa, per cui c’è una deroga che concede tempo per altri 12 mesi, a partire dal giorno in cui è stata inoltrata alla banca la domanda di finanziamento agevolato, per regolarizzare la propria posizione.

Il finanziamento agevolato riguarda anche l’imprenditoria femminile, facendo riferimento alla legge n. 215 del 1992.

Anche per quanto riguarda i finanziamenti per l’imprenditoria femminile l’impresa può essere stata già creata o si può inoltrare domanda come “aspiranti” imprenditrici artigiane.

Cos’è il contributo in conto interessi

Il finanziamento che viene offerto da Artigiancassa è un contributo in conto interessi e non a fondo perduto.

Cosa significa contributo in conto interessi?

Il contributo in conto interessi previsto da Artigiancassa consiste in una somma di denaro, appunto il finanziamento, che viene erogato da un ente come la banca sul medio o lungo periodo e che prevede un contratto tra l’impresa richiedente e l’istituto che lo emette.

Il finanziamento di Artigiancassa viene concesso alle imprese artigiane in virtù della legge di riferimento sopra citata, che prevede l’abbattimento degli interessi secondo quando definito dalla banca che lo eroga e che quindi non grava sull’impresa che deve restituire il finanziamento stesso.

A volte la dicitura di “contribuito in conto interessi” può anche indicare l’applicazione di un tasso sul finanziamento più basso rispetto a quello praticato ai livelli di mercato.

La natura di questa operazione finanziaria segue tuttavia la consueta prassi per cui la banca opera una valutazione delle possibilità di rimborso di cui è capace l’impresa che richiede il finanziamento, verificando anche le effettive che può offrire.

Per definire l’ammontare dell’importo, questo deve essere richiesto in base al fabbisogno di strumenti e attrezzature, alle migliore da apportare a un’azienda già esistenze in vista di nuovi investimenti o anche per avere una maggiore liquidità.

Il contribuito in conto interessi è naturalmente definito in base all’importo del finanziamento e il calcolo del tasso di riferimento è quello dell’Unione Europea.

Tale riferimento è definito dal Ministero per le Attività Produttive con un apposito decreto che rispetta ovviamente le normative europee.

Il contributo calcolato sarà erogato all’impresa, tramite la banca concessionaria, in un unico importo e per i limiti degli nella richiesta del finanziamento, bisogna consultare i fogli informativi o recarsi presso l’istituto.

Artigiancassa: cosa finanzia

Oltre ai requisiti sopra descritti, il finanziamento in conto interessi può essere richiesto per specifici motivi, tra cui, come accennato, ci sono importanti aspetti che possono dare un grande aiuto sia alle imprese ancora in embrione che a quelle già avviate, ma che hanno bisogno di limitare le spese e avere più disponibilità di liquidi.

Il finanziamento può essere richiesto anche per la costruzione, le migliorie, l’acquisto del laboratorio artigianale.

Non sono esclusi anche gli ampliamenti o l’acquisto del terreno dove dovrebbe sorgere l’impresa.

Proprio in relazione alla realizzazione dei lavori il finanziamento può comprendere anche le spese tecniche di allestimento dei locali, l’acquisto di macchinari nuovi o in aggiunta a quelli già presenti nonché della materia prima, anche nel caso in cui si ha necessità di fare scorta in magazzino.

Come si può notare il finanziamento non esclude nessuna fase, sia della creazione dell’impresa che dell’agevolazione nel mercato del lavoro, una volta che è stata avviata.

Per tale motivo si può destinare il finanziamento anche all’acquisto di licenze, dispositivi informatici, software e misure che siano destinate a migliorare la condizione dei lavoratori e la loro sicurezza.

In vista di un rilancio dell’impresa o della pubblicizzazione all’avvio, si possono destinazione i fondi anche a una campagna di comunicazione mirata, alla promozione a tutti i livelli e che comprenda i canali ritenuti più opportuni per farsi conoscere a livello locale, nazionale e internazionale.

Proprio all’estero si può rivolgere l’attenzione per quanto riguarda l’apertura di nuove sedi o filiali oppure per le spese da affrontare nel caso di fiere o di trasferte, che sono ugualmente contemplate nel finanziamento.

Nulla insomma è lasciato al caso dalla programmazione di questo finanziamento destinato alle imprese artigiane che non si sentiranno gravate dal peso degli interessi.

Qualsiasi cifra venga richiesta solitamente pesano in media almeno per il 30% del finanziamento, fermo restando le condizioni che possono cambiare da una banca all’altra.

Proprio il tema dell’indebitamento è quello che può essere incluso nelle motivazioni della richiesta di finanziamento in conto interessi. Il debito che grava su un’impresa di vecchia o nuova costituzione può essere onorato per dare maggiore respiro nella disponibilità di liquidi e nell’avere più tempo per pagare lo stesso finanziamento.

Una “clausola” relativa alla concessione del finanziamento, è che il motivo per cui è stato richiesto non deve cambiare per tutta la sua durata.

Nuova Sabatini 2022 Finanziamento Agevolato Beni Strumentali

Nuova Sabatini 2022 Finanziamento Agevolato Beni Strumentali

Nuova Sabatini 2022 è il finanziamento agevolato che mira a dare nuovo slancio al sistema produttivo italiano.

Lo scopo della legge Sabatini è quello di migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (PMI) per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti, attrezzature ed ogni bene strumentale.

In questo modo, lo strumento si pone come obiettivo quello di accrescere la competitività delle imprese italiane.

Nuova Sabatini 2022: come funziona

Dopo diverse modifiche, con l’ultima versione della Nuova legge Sabatini è stata prevista la possibilità di riconoscere i contributi agevolati alle Pmi anche a fronte di un finanziamento.

Si può accedere alla Nuova Sabatini anche attraverso un leasing finanziario, il finanziamento per le imprese non deve necessariamente erogato a valere sul predetto plafond di provvista Cassa Depositi e Prestiti.

La disciplina della Nuova Sabatini 2022 prevede il seguente funzionamento.

La Cassa Depositi e Prestiti ha costituito un plafond di risorse (importo limite di un fido bancario). Le banche aderenti all’Addendum alla Convenzioni MiSE-ABI-Cdp o le società di leasing, se in possesso di garanzia rilasciata da una banca aderente alle convenzioni, possono utilizzare le risorse a disposizione.

Le risorse finanziarie stanziate devono essere utili per concedere alle PMI finanziamenti agevolati di importo compreso tra 20.000 e 2 milioni di Euro a fronte degli investimenti previsti dalla nuova legge Sabatini.

I predetti finanziamenti possono essere concessi dai menzionati istituti anche mediante l’utilizzo di una provvista alternativa.

Il Mise concede un contributo in favore delle Pmi, che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari in relazione agli investimenti realizzati.

Tale contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni.

Le Pmi hanno la possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

L’agevolazione può raggiungere la misura massima prevista dalla vigente normativa sul finanziamento bancario, con priorità di accesso.

Nuova Sabatini 2022: quali sono le agevolazioni concesse

Nata con il Decreto Fare, la Nuova Sabatini offre diversi tipi di agevolazioni. Innanzitutto, un finanziamento bancario utile per incentivare investimenti, anche mediante leasing finanziario. Gli investimenti possono avere come oggetto macchinari, impianti, beni strumentali e attrezzature nuove di fabbrica ad uso produttivo.

Il finanziamento agevolato può essere usato anche per altri tipi di spese come hardware, software e tecnologie digitali (spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile).

Il Mise con riferimento alla Nuova Sabatini 2022, rispondendo alle domande frequenti (Faq), ribadisce che  il contributo agevolato agevolato concesso copre solo una parte degli interessi sui finanziamenti contratti.

Chi sono i beneficiari?

Beneficiano delle agevolazioni previste dalla legge Sabatini le micro, piccole e medie imprese con i seguenti requisiti.

Sede operativa in Italia; regolare costituzione e iscrizione nel Registro imprese o Registro delle imprese di pesca. Nel pieno e libero esercizio dei propri diritti.

Non devono trovarsi in stato di liquidazione volontaria e/o sottoposte a procedure concorsuali. Inoltre, devono trovarsi in condizioni tali da non risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento GBER.

Sono ammesse tutte le imprese operanti in tutti i settori produttivi inclusi agricoltura e pesca. Può presentare domanda anche le imprese del settore Trasporti, nel rispetto dei requisiti imposti nel regolamento comunitario applicabile per settore (regolamento GBER).

Nonché le imprese del Terziario che intendono rinnovare il sistema hardware/software.

Nuova Sabatini: chi è escluso dall’agevolazione

Sono escluse le imprese appartenenti in alcuni settori. In particolare, quelli dell’industria carboniera, con attività finanziarie e assicurative, del settore della fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o prodotti lattiero-caseari.

Poi le imprese che svolgono attività connesse all’esportazione e interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

Cosa si può fare con l’agevolazione della Nuova Sabatini 208?Con la Nuova Sabatini vengono individuati degli investimenti ammissibili. Come quello che riguarda l’impianto fotovoltaico, a condizione che rientri nella nozione di impianti.

Quindi macchinari, impianti diversi da quelli infissi al suolo, ed attrezzature varie. Inoltre, si possono acquistare arredi e attrezzature, purché si tratti di beni strumentali ad uso produttivo.

Tutti strumenti correlati all’attività svolta dall’impresa ed ubicati presso l’unità locale dell’impresa in cui è realizzato l’investimento.

PMI Innovative Guida Requisiti Agevolazioni Incentivi

PMI Innovative Guida Requisiti Agevolazioni Incentivi

Cosa sono le PMI Innovative e quali sono le caratteristiche di queste piccole e medie imprese? Scopri tutto ciò che riguarda il profilo di una PMI che opera nel campo dell’innovazione tecnologica e le agevolazioni di cui puoi beneficiare se ne sei l’imprenditore.

La procedura per l’iscrizione al registro delle PMI Innovative è effettuabile attraverso le Camere di Commercio.

Scheda informativa sulle PMI Innovative

Le piccole e medie imprese sono tutte quelle aziende costituite da meno di 250 dipendenti e il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro, o che hanno il bilancio totale annuo non superiore a 43 milioni di euro.

I requisiti delle piccole e medie imprese

La PMI innovativa per definirsi tale deve possedere almeno due dei seguenti requisiti:

  • un terzo delle risorse umane deve essere in possesso del titolo di laurea magistrale;
  • un quinto del personale in forza deve essere formato da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori;
  • l’impresa deve essere proprietaria di una forma di protezione intellettuale o di protezione del software.
  • il 3% dei costi totali deve riferirsi ad attività di ricerca e sviluppo e innovazione.

Finanza agevolata per le PMI Innovative

Quali sono i vantaggi e gli incentivi per le piccole e medie imprese nel nostro Paese?

PMI e micro imprese hanno un ruolo fondamentale sul mercato italiano, sia come protagoniste dell’economia europea che come protagoniste nella creazione di posti di lavoro.

2 grandi vantaggi per micro imprese e PMI innovative

  1. Esonero dal pagamento dell’imposta di bollo per l’iscrizione al Registro delle Imprese.
  2. Remunerazione per i dipendenti attraverso piani di stock option e work for equity, oltre ad un esonero da imposizione sul reddito

 

Incentivi per lo sviluppo delle PMI

Anche alle piccole e medie imprese operanti nel settore dell’innovazione tecnologica da meno di 7 anni, come alle start up innovative, vengono riconosciute delle agevolazioni fiscali.

Esempi pratici di agevolazioni per PMI innovative

  • Accesso semplificato al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e quindi la concessione di una garanzia pubblica che si affianca alle garanzie portate dalle imprese stesse.
  • Raccolta fondi online Equity Crowdfunding per accedere a finanziamenti in cambio dell’acquisto di titoli di partecipazione nelle società. Altre informazioni utili sui gestori di Equity Crowdfunding si possono trovare sul sito Consob.

Per verificare se il tuo progetto imprenditoriale ha tutte le carte in regola per diventare una PMI innovativa, puoi trovare maggiori dettagli sulla normativa vigente sul sito web del Ministero dello Sviluppo Economico.