SELFIEmployment 2023: il bando per NEET, donne e disoccupati

da | 6 Gen 2023 | Approfondimenti | 2 commenti |

Con il nuovo SELFIEmployment, a partire dal 22 febbraio 2021 è possibile finanziare la propria startup con prestiti a tasso zero fino a 50mila euro.

Il bando mira a favorire i NEET, le donne e i disoccupati fornendo loro un finanziamento a tasso zero.

L’incentivo è gestito da Invitalia nell’ambito del Programma Garanzia Giovani e gode della supervisione dell’ANPAL – Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.

SELFIEmployment 2023: i destinatari dell’incentivo

Se sei interessato a diventare un lavoratore autonomo o ad avviare un’attività in proprio, il bando SELFIEmployment è quello che fa per te.

I finanziamenti possono essere richiesti da tre diverse tipologie di soggetti:

  • giovani NEET ovvvero giovani che non frequentano la scuola, non lavorano e non seguono alcun tipo di formazione. Sono compresi i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni;
  • donne maggiorenni che non lavorano nel momento in cui si iscrivono al programma;
  • disoccupati di lunga durata, ovvero i candidati di età superiore ai 18 anni che presentano la domanda, non hanno un’altra occupazione e non lavorano da almeno 12 mesi.

Per poter accedere a Garanzia Giovani, devi essere un NEET. Le donne e i disoccupati non devono iscriversi a Garanzia Giovani.

SELFIEmployment 2023: quali imprese sono ammesse

Si possono richiedere gli incentivi previsti da SELFIEmployment solo se l’azienda appartiene ad una delle seguenti categorie:

  • ditta individuale, società di persone, cooperativa o cooperativa sociale (composta da un massimo di 9 soci) non ancora costituita o costituita da non più di 12 mesi dalla presentazione della domanda ma inattiva;
  • associazioni professionali e società tra professionisti, costituite da non più di 12 mesi dalla data di presentazione della domanda, purché inattive.

SELFIEmployment 2023: le attività ammesse

Il bando SELFIEmployment 2023 finanzia iniziative in tutti i settori della produzione di beni, della fornitura di servizi e del commercio (incluso il franchising), tra cui:

  • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi;
  • servizi alla persona e alle imprese;
  • servizi ambientali;
  • conservazione dell’energia ed energia rinnovabile;
  • servizi iCT (servizi multimediali, di informazione e comunicazione);
  • attività manifatturiere e artigianali;
  • imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso.

SELFIEmployment 2023: i settori non ammessi

Tra le attività che non possono beneficiare degli incentivi di SELFIEmployment ci sono la pesca, l’acquacoltura e la produzione primaria in agricoltura.

Inoltre, non sono ammissibili le attività relative a lotterie, scommesse e case da gioco.

SELFIEmployment 2023: ecco gli incentivi

Il bando SELFIEmployment 2023 offre incentivi sotto forma di prestiti agevolati.

I prestiti sono a tasso zero e non richiedono garanzie reali o personali.

I prestiti sono distribuiti in diversi importi, a seconda dell’entità del programma di spesa:

  • Microcredito: per iniziative con programmi di spesa compresi tra 5.000 e 25.000 euro;
  • Microcredito esteso: per iniziative con programmi di spesa compresi tra 25.001 e 35.000 euro;
  • Piccoli prestiti: per iniziative con programmi di spesa compresi tra 35.001 e 50.000 euro.

SELFIEmployment 2023: le spese ammissibili

Il sostegno economico per l’avvio di un’impresa copre le spese per gli investimenti materiali e immateriali e il capitale circolante, a condizione che le spese siano sostenute dopo la presentazione della domanda.

Le spese di investimento possono includere:

  • l’acquisto di beni mobili come strumenti, attrezzature e macchinari;
  • hardware e software;
  • opere murarie (in parte).

Le spese di capitale circolante ammissibili includono:

  • canoni di locazione di immobili e canoni di leasing;
  • utenze;
  • servizi di comunicazione e promozione;
  • premi assicurativi;
  • materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti;
  • salari e stipendi (escluse le spese per stage o apprendistato);
  • IVA non recuperabile.

Il business plan

Il piano d’impresa è lo strumento che permette a Invitalia di valutare il progetto e l’impresa richiedente. Ecco perché la redazione di questo documento richiede competenze, capacità di comunicazione e precisione nella presentazione dei punti focali della business idea.

  • Descrizione dell’attività proposta
  • Analisi del mercato e relative strategie
  • Aspetti tecnici
  • Aspetti economico-finanziari.

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La domanda di partecipazione

La richiesta dovrà avvenire esclusivamente online attraverso la piattaforma telematica di Invitalia e previa registrazione. Avrai accesso ad un’area riservata dove potrai compilare la domanda, caricare il business plan e tutta la documentazione richiesta. La procedura sarà conclusa solo dopo la firma digitale e la comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Scarica la modulistica per partecipare al bando SELFIEmployment.

La valutazione e l’erogazione del finanziamento

L’accesso alle agevolazioni è regolamentato dalla procedura a sportello, quindi la valutazione avviene in base all’ordine cronologico di presentazione e fino ad esaurimento fondi. Il bando non ha scadenza e non prevede alcuna graduatoria.

L’esito della domanda sarà fornito entro 60 giorni dall’invio, soltanto dopo la verifica formale dei requisiti e la valutazione di merito. L’idoneità verrà riconosciuta sulla base delle competenze tecniche e gestionali dei richiedenti e sulla sostenibilità economico-finanziaria del progetto.

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2 Commenti

  1. Luigi Diamante

    Vorrei rilevare un ristorante e modificarlo in birreria con aperitivi particolari e possibile con il finanziamento rilevare attività con qualche attrezzatura?

    Rispondi
  2. Giulio

    Buonasera, scusate la domanda dalla risposta scontata; vorrei sapere se posso partecipare al bando pur essendo iscritto ad un master di secondo livello presso un’università privata.
    Cordialmente,
    Giulio Bargelli

    Rispondi

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