Rating di legalità

Rating di legalità: si tratta di un giudizio sintetico espresso in stelle. E' uno dei criteri di valutazione delle banche e delle PA

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Rating di legalità per aumentare le possibilità di ottenere i finanziamenti a fondo perduto.

E’ uno dei parametri sempre più presenti nell’ambito dei requisiti richiesti a chi voglia accedere ad un bando nazionale oppure ai fondi regionali.

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Rating di Legalità: cos’è?

Il rating di legalità è, in poche parole, un giudizio. Questo viene espresso attraverso una scala composta da 1 a 3 stelle e costituisce un attributo delle imprese che vogliano agevolazioni per la propria attività. In particolare, il rating di legalità favorisce la concessione di contributi a fondo perduto da parte di pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario.

In soldoni, le pubbliche amministrazione che vogliono concedere finanziamenti, agevolazioni e finanziamenti, si basano anche sul rating di legalità.

Oltre alle pubbliche amministrazioni, anche le banche tengono in forte considerazione questo requisito. Le imprese che vogliano richiedere l’agevolazione, devono necessariamente essere iscritte all’elenzo dell’Agcm. Vale a dire l’elenco dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

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E se le imprese non sono iscritte all’elenco dell’Agcm?

E’ necessario essere iscritti all’elenco dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Questo perché il giudizio attribuito dall’Agcm, viene tenuto in considerazione nella procedura istruttoria del finanziamento richiesto.

Inoltre, comporta una riduzione dei tempi e soprattutto dei costi per la concessione del finanziamento.

Questo significa maggiore facilità di accesso al credito ed un costo più basso per accedere al finanziamento. Va da sé che se l’impresa che vuole richiedere il finanziamento alla pubblica amministrazione o alla banca, deve necessariamente avviare la procedura per l’iscrizione all’elenco dell’Agcm.

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Quali i requisiti per richiedere il rating di legalità?

Tre sono i requisiti indispensabili alla richiesta. In primis l’impresa deve avere sede in Italia. Inoltre, questa deve avere almeno due milioni di euro di fatturato. E, in ultimo, deve essere iscritta nel registro delle imprese da almeno due anni. Se l’impresa ha tutti i requisiti, può fare richiesta di iscrizione all’elenco del’Agcm attraverso lo specifico formulario. Dopo averlo compilato e firmato (digitalmente, ovviamente), bisogna inviarlo alla Pec del’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. Queste è  [email protected].

La votazione del Rating di legalità: le stelle dell’Autorità, come si ottengono due o tre stelle

Per ottenere il punteggio minimo l’azienda dovrà dichiarare che l’imprenditore e gli altri soggetti rilevanti ai fini del rating non sono destinatari alcuna misura penale. Nei confronti dell’impresa, inoltre non dovrà essere stato disposto il commissariamento in base al d.l. n.90/2014 successivamente convertito in legge.

L’impresa stessa non deve essere destinataria di sentenze di condanna né di misure cautelari per gli illeciti amministrativi. L’impresa non dovrà inoltre, nel biennio precedente la richiesta di rating, essere stata condannata per illeciti. Come, antitrust gravi o per violazioni del codice del consumo, per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. O ancora, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori.

Non dovrà inoltre avere subito accertamenti di un maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato. Né dovrà avere ricevuto provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici per i quali non abbia assolto gli obblighi di restituzione. E non deve essere destinataria di provvedimenti di accertamento del mancato pagamento di imposte e tasse. Dovrà inoltre dichiarare di non essere destinataria di provvedimenti sanzionatori dell’ANAC di natura pecuniaria e/o interdittiva. Dovrà anche dimostrare che non sussistono annotazioni nel Casellario informatico delle imprese che implichino preclusioni alla stipula di contratti con la Pubblica amministrazione o alla partecipazione a procedure di gara. L’impresa dovrà inoltre dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili.

Il Rating di legalità da due o tre stelle

Il regolamento prevede ulteriori requisiti che, se rispettati, garantiranno alle imprese il punteggio massimo di 3 stellette. Se ne verranno rispettati almeno 6 si otterranno due stellette. In particolare le aziende dovranno rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria. Rispettare le linee guida che ne costituiscono attuazione e il Protocollo sottoscritto dal Ministero  dell’Interno e dalla Lega delle Cooperative. Inoltre, a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria.

L’impresa dovrà utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge. Dovrà poi adottare una struttura organizzativa per  il controllo di conformità delle attività aziendali secondo un modello organizzativo ai sensi del d.lgs. 231/2001. E dovrà adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility.

L’impresa da massimo punteggio non è iscritta a uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa. Né deve avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria. E deve dimostrare di aver adottato modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.

Sarà valorizzata anche la denuncia, all’autorità giudiziaria o alle forze di polizia, di reati previsti dal Regolamento commessi a danno dell’imprenditore o dei propri familiari e collaboratori.

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