Internazionalizzazione

Internazionalizzazione tutti i finanziamenti per le imprese.

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Internazionalizzazione, mai come oggi in Italia le Micro, Piccole e Medie imprese sono alla ricerca di finanziamenti che possano aiutarle a farsi strada in un mercato sempre più complesso e differenziato.

Internazionalizzazione: i finanziamenti

Ecco dunque che i finanziamenti internazionalizzazione in arrivo in questi mesi potrebbero rappresentare davvero una grande svolta per tutte le  PMI italiane che risulteranno possedere i requisiti per richiederli.

Il tutto in nome del Made in Italy, con il fine di supportare l’export dei prodotti a marchio italiano. La cifra di cui si parla è piuttosto importante, ben 40 milioni di euro, che saranno messi a disposizione in parte dalle Regioni e dagli Enti locali e, in parte, dallo Stato e dall’UE.

L’internazionalizzazione PMI oggi come non mai può rappresentare una vera e propria ancora di salvezza per tante imprese che all’estero possono trovare ampio mercato per le loro produzioni. Dimostrando di puntare sull’innovazione e di essere in grado di realizzare progetti mirati in questo settore, è possibile accedere a contributi importanti, di migliaia di euro.

Certo è che l’internazionalizzazione di una PMI può rendere quest’ultima davvero molto competitiva, ampliando le opportunità di business.

Fondamentale, però, è lavorare con serietà e professionalità.

Vediamo dunque nello specifico quali saranno le opportunità per le PMI nelle diverse regioni della Penisola e partiamo da uno dei bandi al momento già attivi, cioè quello che riguarda l’Emilia Romagna, per vedere poi cosa accade invece in Veneto e in Lombardia e quali sono infine gli incentivi disposti a livello statale dal MISE.

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Internazionalizzazione: Regione Emilia Romagna

Il POR FESR (Programma Operativo Regionale, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) dell’Emilia Romagna parte dalla volontà di investire sul miglioramento delle capacità manageriali delle PMI italiane, per renderle sempre più capaci di rapportarsi con l’estero.
Il fine è quello di concedere dei finanziamenti alle imprese a fondo perduto che servano a dotare chi di dovere di tutte quelle competenze specifiche indispensabili per poter gestire l’export internazionale. Si investe dunque sulla formazione, anche al fine di poter rendere sempre più diversificati gli sbocchi dei prodotti che portano il marchio del Made in Italy.
La cifra complessiva stanziata è pari a 6,95 milioni di euro, per l’asse 3, azione 3.4.1, nella cui intestazione si legge ‘Contributi per piccole e medie imprese singole e reti di Pmi’. Vi sono infatti due diverse tipologie di destinatari.
Nello specifico, rispecchiano i requisiti previsti dal bando le due categorie seguenti:
1) le micro, piccole e medie imprese la cui sede o la cui unità operativa si trova ovviamente in Emilia Romagna e che si possono definire non esportatrici o comunque che svolgono tale attività in maniera non abituale.
2) le reti di imprese aventi sede in Emilia Romagna, reti formali, anch’esse micro, medie o grandi come dimensioni e che rispondano a loro volta a due requisiti:
a) non devono essere esportatrici o non devono comunque esserlo in forma abituale. In merito a questa clausola, si specifica che devono essere considerati gli ultimi due bilanci approvati e il limite che viene posto è quello del 10% di fatturato massimo derivante dall’attività di export.
b) le reti devono essere associate o collegate tra di loro, conservando dunque i requisiti propri delle imprese singole.
Naturalmente non è sufficiente possedere questi requisiti di base per poter fare domanda di accesso ai finanziamenti a fondo perduto.
Il bando dispone infatti che debba essere presentato un progetto che preveda uno specifico iter lavorativo da portare avanti per un periodo massimo di due anni (entro i quali lo stesso deve avanzare per almeno il 70%) e che si concentri su un massimo di due Paesi esteri su cui puntare per l’implemento della propria attività di export.

Bandi regionali: Finanziamenti Regione LiguriaFinanziamenti Regione Veneto

I Paesi in questione possono essere scelti liberamente dall’impresa o dalla rete di imprese che presenta il progetto per aderire al bando.
4 sono le attività previste dal POR FESR, almeno una delle quali deve essere inclusa nel progetto, affinché lo stesso sia ritenuto valido ai fini della partecipazione:
– Ricorrere alla consulenza di un TEM, acronimo che sta per Temporary Export Manager
– Realizzazione di certificazioni per l’export
– Collaborazione delle imprese o delle reti con esperti che prestino servizi di consulenza esterna
– Programmare di prendere parte a fiere internazionali, che potranno essere sia all’interno dell’UE che extra UE, oppure in Italia, ma con la specifica qualifica di internazionali.

A questo proposito, le imprese interessate possono rivolgersi direttamente all’AEFI, l’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane, per consultare l’elenco aggiornato di questa tipologia di manifestazioni e avere la certezza che quelle prescelte rispecchino i requisiti del bando.
Le spese per tali attività devono essere tutte sostenute obbligatoriamente in data successiva alla concessione dei finanziamenti alle imprese e faranno fede in merito i documenti di spesa.
Ma a quanto ammonta nello specifico il contributo previsto per le singole imprese?
A disposizione c’è un massimo di 100.000 euro per ciascuna impresa che risulterà avere diritto ai contributi a fondo perduto.
Per quanto riguarda le reti, si prevede la concessione della stessa cifra massima a ciascuna azienda che ne fa parte, tenendo presente però che per ogni progetto non potrà essere superata la soglia massima dei 400.000 euro.

Intenazionalizzazione: finanziamenti regione Veneto

Il programma operativo dei finanziamenti Regione Veneto INTERNAZIONALIZZAZIONE PMI
Abbreviato per comodità in POR, è questo il progetto fondato sui finanziamenti europei, che mira sulla crescita, puntando sul digitale e sulle innovazioni nel settore industriale.
Nell’ambito del programma operativo regionale del Veneto, quelle che riguardano nello specifico l’Export sono le azioni 3.4.1 e 3.4.2.
Entrambi i bandi intendono rivolgersi alle PMI in forma aggregata e non sono stati ancora pubblicati, ma sono attesi a breve.
Quelli che verranno messi a disposizione con questi due nuovi bandi saranno dei contributi a fondo perduto non solo per la promozione dell’export, ma anche per il supporto all’internazionalizzazione delle PMI. In totale si potrà disporre di 23 milioni di euro, che saranno suddivisi secondo la modalità seguente.
I distretti industriali, le aggregazioni di almeno tre imprese, i consorzi e le società consortili, nonché società cooperative ed ATI del Veneto potranno partecipare all’azione 3.4.1.

Le micro imprese e le PMI rientreranno invece nella 3.4.2.

Internazionalizzazione: finanziamenti Regione Lombardia

La Regione Lombardia mette a disposizione delle Piccole e Medie Imprese il bando ″Progetti di promozione dell’export (EXPORT BUSINESS MANAGER)″, nell’ambito del quale sono stanziati in totale 4.000.000 di euro.
Il bando si rivolge a società, consorzi, società di professionisti, Aziende Speciali delle Camere di Commercio e Studi Associati di Professionisti che siano in possesso di determinati requisiti.
In particolar modo, si richiede che gli stessi soggetti abbiano già investito nel settore dell’export con la realizzazione di almeno 10 progetti della durata di tre mesi, non anteriormente agli ultimi tre anni.
Altra opzione è che all’interno dell’Azienda o della società vi siano almeno cinque persone esperte di export, che si occupino della materia da almeno cinque anni.
Il finanziamento a fondo perduto, in questo caso, è finalizzato a sovvenzionare l’individuazione di una nuova figura,l’Export Business Manager (EBM), che possa fornire all’impresa in questione la consulenza necessaria per intraprendere un percorso mirato di espansione sui mercati esteri.
Sono specificate, altresì, le attività finanziate per l’internazionalizzazione PMI, che devono essere svolte per l’appunto dall’EBM per conto delle imprese e che sono le seguenti:
– attività di ricerca di partner commerciali o industriali, di agenti, di distributori o più semplicemente di clienti;
– realizzazione di specifici studi di fattibilità;
– organizzazione di incontri B2B, mirati a far incontrare le imprese italiane con quelle estere;
– consulenza legale in merito alla redazione di contrattualistica internazionale;
– consulenza legale sulla materia specifica del diritto doganale;
– consulenza in merito alle certificazioni estere di prodotto.

La Regione Lombardia specifica sull’apposito sito (www.agevolazioni.regione.lombardia.it) che la sola modalità possibile per poter richiedere i finanziamenti alle imprese è quella online.
Questo significa che occorre utilizzare l’apposito applicativo web chiamato SiAge Sistema Agevolazioni, effettuare la registrazione gratuita e seguire la procedura guidata per procedere all’inserimento della domanda. Naturalmente, vi saranno diversi moduli da compilare e sarà il sistema stesso a indicare i dati da inserire.
Attenzione solo al fatto che la domanda dovrà essere firmata digitalmente, dunque è bene munirsi per tempo dell’apposito dispositivo.

Internazionalizzazione: il voucher del MISE

A 9 milioni di euro dovrebbe ammontare la cifra stanziata dal Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) al fine di sostenere l’internazionalizzazione PMI delle imprese italiane, cioè il loro ampliamento sul mercato estero.
Il progetto per l’internazionalizzazione PMI è giunto quest’anno alla sua seconda edizione e si distingue dagli altri finanziamenti perché il contributo a fondo perduto viene erogato in forma di voucher.
Questi ultimi sono rivolti a quelle aziende che intendono avvalersi del supporto della figura specifica di un Temporary Export Manager (TEM) per l’attività di consulenza in merito all’espansione nei mercati esteri.
Lo scorso anno si partiva da uno stanziamento complessivo di 10 milioni di euro e si prevedevano 10.000 euro di beneficio massimo per ogni azienda.
Quest’anno pare che si stanzierà invece un massimo di 8.000 euro, che è comunque un buon contributo per chi intende investire nell’export. Avvalendosi di una consulenza professionale effettuata da uno specialista, le Piccole e Medie Imprese italiane possono puntare dunque al meglio e ottenere risultati anche a breve termine.
È indubbio infatti che perché l’internazionalizzazione PMI possa riuscire e dare gli aspetti sperati, non ci si può affidare all’improvvisazione, ma occorre conoscere dettagliatamente le dinamiche che regolano i mercati dei Paesi ai quali ci si vuole rivolgere.

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