Finanza agevolata ecco una panoramica dei principali incentivi che il nuovo governo dovrà confermare

da | 19 Set 2022 | Articoli SEO | 0 commenti

Nel complesso contesto economico e politico odierno, la finanza agevolata continua a fornire un contributo essenziale alla resilienza delle imprese italiane, svolgendo un ruolo di “rete di sicurezza” nei momenti di crisi acuta e di “catalizzatore” per la ripresa o la crescita.

L’auspicio è che il passaggio di consegne tra l’esecutivo uscente e quello entrante non ostacoli o rallenti l’attuazione di queste misure, già caratterizzate da periodi di gestazione eccessivamente prolungati.

Negli ultimi due anni, segnati dalle conseguenze economiche della pandemia e dal recente conflitto russo-ucraino, sono state introdotte misure che hanno interessato tutti i settori di attività, concentrandosi in alcuni casi e per comprovate ragioni di necessità su specifici settori strategici ai quali sono stati dedicati i primi fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Un esempio è il potenziamento del Piano di Transizione 4.0 con 13,3 miliardi di euro di fondi PNRR per sostenere gli investimenti in tecnologie e R&S attraverso incentivi fiscali. Il mix di incentivi noto come “pacchetto turismo” è classificato come intervento settoriale, per un valore di 2,4 miliardi di euro dal Recovery Fund.

L’evoluzione del Fondo 394/81 per l’internazionalizzazione delle imprese italiane gestito da Simest ha saputo conciliare interessi generali e particolari da un lato attraverso l’ampliamento dell’offerta di incentivi con misure ispirate a un principio di inclusione, tra cui un nuovo prodotto per la transizione digitale ed ecologica finanziato con parte della dotazione di 1,2 miliardi, messa a disposizione del Fondo dal PNRR, e dall’altro con iniziative di maggiore impatto economico e sociale come la ricapitalizzazione della Cassa depositi e prestiti, che consentirà di sbloccare gli investimenti delle società partecipanti.

Uno dei temi caldi della finanza agevolata strutturata è senza dubbio la transizione ecologica, seguendo non solo le strategie del Recovery and Resilience Plan, che dedica a questo obiettivo il 37% delle risorse, rendendolo assolutamente prioritario, ma anche e soprattutto la crescente sensibilità nei confronti della tutela ambientale.

È di pochi giorni fa la pubblicazione del Decreto Direttoriale del 23 agosto che stabilisce termini e condizioni del bando promosso dal MISE, con un contributo di 750 milioni di euro, per sostenere progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare nell’ambito del Green New Deal italiano.

A partire dal 17 novembre, le imprese di qualsiasi dimensione (anche in forma aggregata) potranno presentare iniziative green che si distinguono per il carattere innovativo, l’elevata sostenibilità e la considerazione degli impatti sociali, con un valore compreso tra 3 e 40 milioni di euro.

Nelle prossime settimane, invece, è atteso il provvedimento attuativo di un nuovo e già annunciato Contratto di Sviluppo, che sosterrà progetti per il risparmio energetico (almeno il 20%) e l’utilizzo di fonti alternative nei processi industriali (riducendo le emissioni di gas serra di almeno il 40%): l’intensità massima dell’aiuto, modificabile come mix di finanziamento agevolato, contributo a tasso zero, contributo diretto alla spesa.

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